Conosco Barbara Gozzi dal 2008, quando ho iniziato a seguire con interesse il suo notevole blog su Splinder, la piattaforma ormai defunta. Lei è non solo un’ottima critica letteraria – numerosissime e notevoli le sue recensioni – ma anche scrittrice: verso la parola, dunque, ha una passione profonda, che coltiva con determinazione. Il blog che ora cura, e che porta il suo nome, riprende i suoi vecchi post, e mostra, in parallelo, la sua continua evoluzione artistica.
Oltre a questo blog, Barbara scrive su AgoraVox, un sito nato in Francia da un’idea di Carlo Revelli, giornalista francese, e sbarcato anche in Italia. Qualche giorno fa, Barbara ha recensito “La felicità esiste”, il mio primo romanzo, e l’ha fatto con la sua consueta intelligenza e lucidità, mettendo in luce pregi e difetti del libro, con molta obiettività. E’ bello confrontarsi con lettori intelligenti – non è forse questo il motivo per cui si scrive? La sua recensione può essere letta direttamente su AgoraVox. Riporto qui solo l’inizio.
In ‘La felicità esiste’ (Alet, gennaio 2012, pag.280 a euro 10), Paolo Zardi decide di raccontare una storia non particolarmente complessa né, nelle tematiche, poi così sorprendente. Eppure la racconta come fosse un fiore pieno di petali inquadrati in tanti modi differenti, avvicinandosi sempre più a stame e pistillo.

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Barbara Gozzi recensisce “La felicità esiste”
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