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Segni, parole, significato.

Lettera a Baganis

Il personaggio principale del mio libro “La felicità esiste” si chiama Marco Baganis. Il nome è nato nel 2000, durante una vacanza con un caro amico, a Creta, e compare per la prima volta nel 2007, in un prequel de “La felicità esiste”, dal titolo un po’ provocatorio e che non è mai stato pubblicato. Uno degli obiettivi di quel primo progetto era creare un personaggio detestabile, al quale si finiva comunque per affezionarci. Non so se il risultato è stato ottenuto – però qualche giorno fa Marco Piazza, dal suo sontuoso blog, gli ha scritto una lettera, che mi ha commosso per la sua intensità. I personaggi esistono davvero fuori dai libri nei quali si muovono? Non l’ho mai capito – credo di sì, ma non ne sono sicuro; non c’è dubbio, però, che a Baganis, alla fine, mi ci sono affezionato anch’io.

Caro Baganis,

diciamoci la verità, non fosse stato per Zardi credo che io e te non ci saremmo mai incontrati. Sì, forse potresti essere una delle tante facce che si incontrano nella mensa aziendale, facce tutte uguali che non dicono niente. Forse uno di un altro piano, di un altro reparto. Uno sul quale ormai girano voci. Si dice che ti sei portato a letto…

Per continuare a leggere la lettera: vai al blog di Marco Piazza

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6 commenti su “Lettera a Baganis

  1. Zio Scriba
    14/04/2012

    Se vivono fuori dai libri? Quelli più riusciti secondo me sì!
    Partorire un personaggio così “vivo” da indurre qualcuno a scrivergli una lettera: che immensa, sublime soddisfazione per uno Scrittore… :)

  2. tiziana
    23/04/2012

    Caro sig. Zardi,
    Le confermo di essere riuscito nell’intento, effettivamente Baganis è detestabile e, però, a lui ci si affeziona. E Le confermo anche che vive fuori dal libro. Nella mia mente Baganis è del tutto vero e mi domando che ne sia stato, poi, di lui e di Sveva, del suo percorso interiore verso il riscatto della felicità.
    Tuttavia Le scrivo per ringraziarLa de “La felicità esiste”. Non so quali fossero le Sue intenzioni e se ne avesse, ma per me il risultato del Suo libro è che anche gli inetti, i senza qualità, smettono di essere tali quando capiscono che possono riscattare la felicità. Pure se l’hanno lasciata trascorrere, senza viverla, in precedenza.

    • Paolo Zardi
      23/04/2012

      Cara Signora Tiziana,

      è bellissimo sapere che Marco Baganis è uscito dalle pagine di un libro, e ora vive una vita sua: spero, però, che non si sia permesso di importunarLa! ;)
      Anche chi scrive finisce per affezionarsi ai personaggi: è vero che inizialmente sono gli strumenti che si usano per portare avanti un’idea (di trama, di relazioni, di argomenti) svincolata dalle persone… Ma poi le loro debolezze diventano le nostre, e quando si è costretti a farli precipitare – perché è questo che la storia richiede – si soffre, come in un tradimento dei propri figli.
      In questi mesi sto pensando che prima o poi mi piacerebbe continuare con Baganis (tra l’altro questo è il secondo episodio che lo riguarda: un libro un po’ artigianale parlava di lui già nel 2008, ma non è mai stato pubblicato) – ho un’idea di commedia degli equivoci che lo vedrebbe protagonista – una storia molto distante dalle atmosfere cupe e metropolitane de ‘La felicità esiste’… ma per il momento mi sto concentrando su altro – vedremo!
      E grazie a Lei per aver trovato la voglia di scrivere quello che ha letto, e sentito, nelle 280 pagine del libro: si scrivono pagine che scivolano nell’acqua, in bottiglie di vetro sigillate… sapere che dall’altra parte del mare c’è qualcuno che sta leggendo i nostri biglietti è una grandissima soddisfazione!

      • tiziana
        24/04/2012

        Gentile sig. Zardi,
        Lei mi onora, ma si ricordi che è un Autore :-)
        La curiosità mi spinge a chiederLe di rendere leggibile il primo romanzo artigianale di Baganis. Ma forse potrebbe non essere lui e Lei ci avrà già pensato.
        Per una commedia degli equivoci mi sembra appropriato. In fondo in Baganis c’è anche qualcosa di comico (quando si avventura con gli sci, o cade con le racchette ai piedi, quando discute con l’agitato marito di Aurelia…o Adriana??, nel suo precipitarsi da Paola per poi fare cosa?), in quanto personaggio autentico assomiglia alle persone reali. Ed in effetti nessuno, per quanto austero o triste, sfugge al comico.
        Ma Lei è un Autore e non va influenzato.
        Il bello dei messaggi nelle bottiglie è anche che chi li legge può trovare contenuti diversi da quelli che pensava di avervi racchiuso l’autore. Oppure condividere i suoi e farli propri. Magia della letteratura, che unisce persone altrimenti irraggiungibili, nel tempo e nello spazio, nella condivisione dell’intuizione oppure nel consentire di piantare semini, che poi diventano pensieri, sensibilità, vita.
        Ci ha mai pensato che il romanzo consente questo? Di condividere e ritrovare, magari a distanza di secoli, sensibilità, stati d’animo, passioni, che manifestano che l’animo umano è stato sempre se stesso in ogni tempo. Ed anche di ricevere stimoli nuovi e vivi da cose magari vecchissime o scritte da persone del tutto diverse che, però, poi si intessono nel lettore perché ne formano la sensibilità e gli danno l’ispirazione per condurre diversamente la vita.
        Buon lavoro sig. Zardi, mi auguro di leggere presto la Sua nuova opera.

  3. Michele Lecchi
    28/05/2012

    Baganis è vivo, e ama ascoltare Alanis Morissette… ;)

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Questa voce è stata pubblicata il 14/04/2012 da in la felicita esiste con tag , , .

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