Grafemi

Segni, parole, significato.

Sveva

Quando si pensa a un personaggio di un libro, spesso ce lo raffiguriamo sulla base dei pochi elementi che l’autore ci fornisce. Proprio di recente ho dato un’occhiata a una galleria di personaggi della letteratura ricostruiti da alcuni specialisti di identikit: tramite le descrizioni antropometriche contenute nei libri, hanno ricostruito il viso di Emma Bovary (i capelli neri, le sopracciglia folte) e quello di Humbert Humbert, il triste amante di Lolita.

Ma quando si è dall’altra parte del libro, cioè se capita di inventare un personaggio, come funziona? Non ho idea di come facciano gli scrittori seri – se ricordino qualcuno, se inventino di sana pianta, se si facciano un ritratto a matita nel quadernino degli appunti… Io so solo che per i personaggi femminili (e solo per quelli: lo sto scoprendo ora che lo scrivo) mi sono basato su foto trovate casualmente su Internet, che, appena viste, mi hanno fatto esclamare: sono loro!

In un romanzo precedente a La felicità esiste, un libro incentrato sulla fuga di Lorenzo Bettini dalla SIB, la stessa azienda in cui lavora Baganis (Matteo De Angelis accenna a Bettini durante il loro colloquio davanti alla sede), ci sono due personaggi femminili: Concetta, che è la moglie di Lorenzo Bettini, e Bernardette, una ragazzina rumena che Bettini cerca di salvare dalla strada. Concetta, detta Tina, è una donna grassa e piuttosto volgare, che schiaccia, con la sua mole, la vita del marito. Durante i suoi dialoghi interiori, ricorda che sua moglie non gli aveva rivolto la parola per dieci giorni dopo che lui l’aveva paragonata a una donna preistorica la cui testa era conservata in un museo che avevano visitato qualche anno prima, insieme. Ebbene, questa era la testa:

Concetta, moglie di Lorenzo Bettini

Concetta, moglie di Lorenzo Bettini

Bernardette, invece, ha poco più di 18 anni, i capelli rossicci, gli occhi chiari, e un’aria molto innocente. Bettini, per una serie di eventi casuali, viene chiamato a strapparla dalle mani del suo protettore, ma poiché il libro è, di fatto, una sorta di commedia grottesca, le cose non vanno per il verso giusto e la vita rotola verso un abisso sempre più profondo. Il vero viso di lei era questo:

Bernardette

Bernardette

Ne La felicità esiste  si muovono tre personaggi femminili “importanti: Anna, Paola e Sveva. Il colore dei capelli della moglie di Baganis è oscillato, di versione in versione, tra il biondo e il castano, mentre Paola è ingrassata, dimagrita, e poi di nuovo ingrassata, ma mi erano molto chiare, dal punto di vista dell’effetto che dovevano ispirare… Sveva, che fino alla penultima versione del libro si chiamava Valentina, mi è risultata indefinita per molto tempo, fino a quando, navigando a caso per Facebook, mi sono imbattuto nella sua foto. E’ stato un vero e proprio riconoscimento, anche se non saprei dire sulla base di quali parametri… Il problema è che non sono mai riuscito a capire a chi appartiene questo viso: l’ho visto, l’ho scaricato, e poi ho perso le tracce. Ma anche adesso, quando mi capita di rivederla, mi pare di trovarmi proprio di fronte allo sguardo di Sveva, e ogni volta è un tuffo al cuore… non so se sia elegante mettere questa immagine su un blog… ma siamo su Internet, no? Questa foto era già pubblica, in giro per la rete… Se fossi la proprietaria di questo viso, non credo che sarei dispiaciuta di sapere che qualcuno, per un po’ di tempo, mi ha guardata cercando una qualche ispirazione…

Sveva

Sveva (Valentina)

 

E ora, come in una puntata di “Chi l’ha visto?”, sarebbe divertente capire di chi sono questi occhi, queste labbra, questi capelli… ma non credo che lo vorrei sapere: in fondo, sarebbe come vedere il viso di un personaggio che ho sempre immaginato.

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Questa voce è stata pubblicata il 23/04/2012 da in la felicita esiste, Scrittura con tag , .

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