Via delle Belle Donne

E’ uscito il numero quattro della rivista “Via delle Belle Donne”. Al momento, è possibile leggere la rivista sul sito, cioè qui: http://nuke.viadellebelledonne.it. A breve, sarà disponibile anche la versione PDF.

Il tema del numero quattro è “Il visibile e l’invisibile”. Nell’editoriale di apertura, la curatrice, Alessandra Pigliaru, scrive:

Aprire gli occhi sul reale. Aguzzare la vista. Rendersi conto di ciò che accade. Afferrare il visibile nell’intermittenza dell’occhio. Questi, in pochi passi, gli elementi della forma originaria del vedere che equivale al conoscere le vestigia di ciò che è. La storia della vista attraversa tutto il pensiero occidentale. E potremmo dire che diventa metafora solo in epoca tarda; cioè a dire che necessita di un radicamento fuori di essa nel momento in cui alla vista appartiene anche l’oggetto esterno, nel momento cioè che la vista non basta più a se stessa ma si relaziona alle cose del mondo. L’atto dell’aprire gli occhi è come tornare ogni volta alla luce per la prima volta. È esattamente un venire fuori dal buio della dimenticanza che fa nido nella palpebra. L’atto di aprire gli occhi è, prima che un imperativo di carattere etico, un moto involontario dell’occhio che si fonda potremmo dire ontologicamente ancor prima che nella prassi. Un moto che conseguentemente ha in sé la conoscenza e dunque si direziona alle cose. Le cose che si danno alla vista sono quelle conosciute? Davvero vedere corrisponde ad assimilare, oppure il senso che si deve sviluppare è un altro? Democrito si accecò per poter “vedere” meglio, poiché la percezione delle mortali cose del mondo nulla aggiungeva alla sua sete di conoscenza del bene e del male. Tiresia perde la vista, scorge l’inaudito corpo di Atena e si acceca. Cassandra no. Cassandra è veggente e rimane con la vista intatta. L’atto di aprire gli occhi e la sospensione tra presente e futuro è concessa solo a lei. Una rinuncia al mondo per poterlo immaginare oppure una procurata cecità che sviluppa la conoscenza per immagini?

All’interno della rivista, è possibile leggere articoli che parlano del filosofo Peter Sloterdijk, di Sesto Empirico, del cinema di Sandri e Gaudino, dell’artista Peter Erskine con la sua arte solare, di Mamoru e Masaki, del confine tra giornalismo e scrittura creativa, e, da qualche parte, anche di Sue, la donna invisibile dei Fantastici Quattro.

Da non perdere!

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