La domanda

Mio padre sostiene di soffrire di tutte le malattie, esclusa l'ipocondria. Per questo motivo, con una frequenza quasi mensile, si reca, o viene recato da un'ambulanza, al Pronto Soccorso, allo scopo di dare un nome ai malanni sicuramente mortali che lo colpiscono. L'esito tipico di queste visite è che probabilmente mio padre si è beccato,... Continue Reading →

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Con le dovutissime proporzioni

Avere un blog. Scrivere in un blog. Aggiornare il blog. Dieci anni fa, non esisteva nemmeno la parola per dirlo. Ora, ci troviamo (in quanti milioni?) a buttare giù parole su parole, proponendo, costruendo, giorno dopo giorno, post dopo post, una nostra visione del mondo, della vita, dell'arte. Sto leggendo, consigliato da  Sabrina, il "Diario... Continue Reading →

All’armi

E' noto a tutti che l'effetto che produce un uomo di mezza età quando inizia a raccontare i ricordi del periodo passato “sotto naia” è identico a quello prodotto da una loffa mollata durante un party affollato: dopo alcuni secondi, durante i quali nessuno pare accorgersi del potenziale venefico che si sta accingendo ad assalirli,... Continue Reading →

Picon

Europa, 1999, io, a Parigi, una sera, un ottobre, zona Bastiglia, l'ora dimenticata, tengo la mia scatola cranica appoggiata alla mano sinistra, propaggine ditiforme dell'avambraccio sinistro il cui gomito si è puntellato sul bancone, frenato, nel suo tentativo di scivolare lungo una qualsiasi direzione, dalla mano destra, la ditiforme propaggine del mio avambraccio destro disteso... Continue Reading →

La solitudine del consulente

Strano lavoro, il mio. Nelle mie giornate, si alternano riunioni e solitudini. I viaggi in treno con la testa appoggiata al finestrino, i viaggi in macchina con gli occhi fissi sulla strada, sui camion dell'est, le sbirciatine alle montagne innevate, ai banchi di nuvole che si arricciano all'orizzonte o nello specchietto retrovisore: questo il mio... Continue Reading →

Del libero arbitrio

Intorno alla fine dell'Ottocento, in America, in uno dei numerosissimi cantieri realizzati per la costruzione dei binari delle ferrovie, un certo Gage, responsabile di un reparto di lavoratori, uomo misurato e accorto, fu coinvolto in un grosso incidente scatenato dall'esplosione inaspettata di una cassa di dinamite. La deflagrazione lanciò, contro la sua testa, una sbarra... Continue Reading →

Contro il romanzo #4

"Non capisco come abbiate potuto scrivere tutto ciò! - in cui non c'è assolutamente niente di bello, né di buono! e verrà sicuramente il giorno in cui vedrete che ho ragione. A che pro propalare rivelazioni su tutto quanto è squallido e miserabile, nessuno è riuscito a leggere quel libro [Madame Bovary] senza sentirsi più... Continue Reading →

Think Small

Mauro Mongarli, oltre ad aver contribuito alla definizione nome del blog di Giulio Mozzi, Vibrisse (non conosco però i dettagli della cosa), è un copy e uno scrittore. Il suo blog, Testimongarli, è uno di quelli che vale la pena leggere, e mettere tra i preferiti, perché offre uno sguardo inconseuto sul mondo della pubblicità;... Continue Reading →

Sorrisi fai da te

Sebbene (ne sono quasi convinto) mio suocero Ivo non conosca l'esatta pronuncia della parola francese bricolage, sono sicuro che ne sperimenti spesso il sottile potere attrattivo, come quando, ad esempio, se ne sta seduto davanti ad un armadio per un pomeriggio intero, con le chiappe appoggiate alla paglia di una sedia sgangherata, e con un... Continue Reading →

Con quella faccia un po’ così

Avrei voluto avere un naso più piccolo, una fronte più stretta e meno a strapiombo, gli occhi più chiari o più grandi, e le sopracciglia più sottili - mi sarebbe piaciuto avere una faccia un po' meno qualunque, qualcosa che, guardandola allo specchio, mi desse una piccola soddisfazione capace di farmi cominciare bene la giornata.... Continue Reading →

Ad occhi chiusi

Chissà cosa pensavano gli amici di Lazzaro calando nel sepolcro, per la seconda volta, il suo pesante sudario... Mentre il corpo scendeva nel buio secco, un vento caldo lanciava sui loro occhi un po' di sabbia, che si mescolava alle lacrime. Il cielo rosseggiava per il crepuscolo; nell'aria rarefatta della sera, si udivano i belati... Continue Reading →

Pagina Uno

Nel numero di ottobre/novembre 2009 della rivista cartacea Pagina Uno è presente, nella pagina centrale, un mio racconto. Non è un motivo sufficiente per comprare una rivista, sono d'accordo: ma Pagina Uno è uno dei pochi giornali che vale la pena comprare, e leggere, per la qualità dei suoi articoli, il coraggio delle sue posizioni,... Continue Reading →

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