Grafemi

Segni, parole, significato.

Think Small

Mauro Mongarli, oltre ad aver contribuito alla definizione nome del blog di Giulio Mozzi, Vibrisse (non conosco però i dettagli della cosa), è un copy e uno scrittore. Il suo blog, Testimongarli, è uno di quelli che vale la pena leggere, e mettere tra i preferiti, perché offre uno sguardo inconseuto sul mondo della pubblicità; ma non solo.

Il post Enormità è particolarmente interessante perché, tra le altre cose, contiene un link ad un sito che descrive la campagna pubblicitaria che la Volkswagen promosse ai primi anni sessanta per il suo Maggiolino, campagna basata su un’idea che andava contro qualsiasi “buona regola” su come reclamizzare un prodotto (certo, potrei mettere direttamente qui il link al sito che parla di questo, ma non lo faccio: che si vada sul sito di Mauro Mongarli, questo soprattutto mi sta a cuore).

Ripensare le cose da zero: questo è l’obiettivo che dovrei avere il coraggio di pormi.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

2 commenti su “Think Small

  1. vibrisse
    11/10/2009

    La cosa è molto semplice. “Vibrisse” nacque, nell’agosto del 2000, senza un nome. Era una lettera circolare che spedivo per via elettronica, ogni settimana, a chiunque me la chiedesse. La lettera si chiamava: “Bollettino senza nome”, e invitavo i destinatari (soprattutto persone che incontravo e conoscevo in corsi e laboratori di scrittura) a suggerire dei nomi. Mi impegnai a premiare colui che avesse suggerito il nome migliore in questo modo: ricordando la paternità dell’invenzione, in eterno, subito sotto la testata del bollettino.
    Furono suggeriti moltissimi nomi. Mongarli suggerì “vibrisse”. Organizzai un sondaggio tra gli abbonati. Vinse “La scapola di Pelope”, seguito da “La sega circolare”.
    Scelsi “vibrisse”, perché (a) mi pareva un nome sensato, sicuramente più sensato di altri, e (b) Mauro Mongarli è un professionista, e io tendo a fidarmi dei professionisti.
    A distanza di nove anni, sono soddisfattissimo della scelta.

    giulio mozzi

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    • Paolo Zardi
      11/10/2009

      Vibrisse è uno nome particolarmente efficace, da molti punti di vista (fonetico, metaforico, suggestivo, ecc); insomma, come si dice con un’espressione che non ho mai gradito, ma che rende bene l’idea (:altra espressione che non ho mai gradito), “funziona”.

      A presto,
      Paolo

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 10/10/2009 da in Arte con tag , , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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