Grafemi

Segni, parole, significato.

Del vivere insieme

“La città di Amsterdam non ha forse sperimentato i benefici di una grande libertà? Il che non ne impedisce lo sviluppo, senza posa, in tutti i campi, suscitando  l’ammirazione degli altri popoli. In questa fiorente repubblica e magnifica città, gli uomini – provenienti da tutti i Paesi e appartenenti a ogni tipo di setta religiosa – vivono nella perfetta concordia. Quando si accingono a fare un investimento, i cittadini si preoccupano solamente di sapere se l’individuo con cui stanno trattando sia ricco o povero, se può essere degno di fiducia o se ha fama di imbroglione. Una volta ottenute queste informazioni, non s’interessano affatto di sapere quale sia la religione o a quale setta aderisca la controparte perché, nell’ipotesi che un giorno ci si dovesse presentare davanti a un giudice, tale considerazione non servirebbe né a vincere né a perdere il processo.”

spinoza

Baruch Spinoza

(Spinoza, citato in Spinoza, un romanzo ebreo, Alain Minc, Baldini & Castoldi editore)

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

11 commenti su “Del vivere insieme

  1. Claudio dei Norma
    05/11/2009

    Non so se pensare a una T.D.Z. (Zona Temporaneamente Democratica) o a un’utopia terminale. Forse è solo quello che non c’è, almeno per noi.
    Paolo, ho letto l’articolo su Pezzoli e Tondelli, quante cose non sapevo. E del libro di Morena Fanti, di cui ero all’oscuro. Per dio che legnata i passaggi che hai riportato.
    Devo ancora leggere i tre precedenti post, ma comincio sempre troppo tardi e c’ho un sonno infame.
    A presto e buoni giorni, salutami Bugus Micaela.

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  2. Paolo Zardi
    08/11/2009

    caro Claudio, ho così poco tempo che faccio fatica a rispondere all’unico commento che ho ricevuto nell’ultima settimana: nel 2005 ho lasciato la carriera, che viveva a Milano, per tornare nella mia vecchia Padova a vivere in sur place, lavorando, certo, ma sempre da fuori, come se non fossi presente fino in fondo. Ma ora la carriera è venuta a trovarmi qui, a pochi chilometri da casa mia – come accade a certi individui che si sono tirati fuori dalla mischia (agenti segreti, generali in pensione, calciatori che hanno appeso le scarpe al chiodo), che poi un giorno si ferma una macchina nera davanti a casa loro, e la moglie, che la intravede da dietro le finestre, dice a lui (lui che sta zappando un orticello dietro casa, o è davanti alla tv con una lattina di birra in mano) “ti prego, non aprire”, ma lui apre, perché sa che deve farlo, perchè tutta la retorica da film lo richiede… ecco, sta succedendo a me. Avevo lasciato perdere ogni progetto in cui io avessi una qualsiasi responsabilità – di persone, di risultati, di soldi. Ma ora la partita sembra che sia riniziata. Io sono più vecchio, e più saggio, e so che è meglio un buon tiro da lontano che sputare i polmoni per correre dietro ad ogni palla – ma il tempo, il tempo che mi rimane per tutto il resto, assomiglia a quelle barrette che danno agli astronauti al posto dei pranzi…
    Spero di passare presto per i tuoi blog a salutarti.
    Un abbraccio,
    Paolin

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  3. Michele Lecchi
    08/11/2009

    anche la democrazia che ci fanno mangiare adesso assomiglia alla barretta degli astronauti …non c’e’ piu’ la buona polenta e coniglio di una volta! Quella polenta “menata” a mano col bastone della nonna!

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    • Paolo Zardi
      11/11/2009

      Eh eh… chissà quando e dove è esistita davvero la democrazia… in Italia, ho il sospetto che si debba risalire al 200 a.C., Roma – e dopo cento anni, è già scivolata nei vari Pompeo, Catilina, e Cesare (ogni riferimento a fatti o persone attualmente viventi è puramente causale)… Sicuramente, Erasmo “politico” è figlio dell’Amsterdam di quei tempi – una specie di oasi nel mondo, che poi, anch’essa, ha perso un po’ del suo vigore…

      A presto, caro Michele!

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  4. Claudio dei Norma
    09/11/2009

    Non c’è fretta.
    Io però mi sono sempre fidato di un solo Man In Black, che purtroppo è morto.
    Mi hai fatto sorridere firmandoti Paolìn, i miei amici ancora mi chiamano Claudino.

    Intendevo questo Uomo In Nero, ma forse l’avevi capito.

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  5. Peppermind
    10/11/2009

    Eh… Spinoza… pessima filosofia, ma grande cuore.
    Certo che, anche attraverso le parole di Spiny, si vede come con la “seconda repubblica” non abbiano spazzato via solo li vecchi dinosauri, ma anche i nascenti mammiferi, i tentativi di nuove razze come i cicciopaltidi, ma anche foreste, mopntagne e mari in cui vivevano, via, per essere sicuri: hanno ordinato anche un meteorite, tra poco arriva.

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    • Paolo Zardi
      11/11/2009

      Pessima filosofia? Dici? Eppure, secondo alcuni, la sua filosofia ha preceduto gli attuali risultati delle scienze cognitive – Ordo et connexio rerum idem est ac ordo et connexio idearum
      Sul meteorite, hai ragione. Sospetto che la democrazia sia un incidente di persorso, per certi versi inspiegabile, sul cammino della razza umana che procede dagli orrori del passato verso altri tipi – più sofisticati e, ad occhio, più friendly, nel senso pubblicitario del termine – di orrori nel futuro…

      A presto, Pepper!

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      • Peppermind
        17/11/2009

        Pessima perché non prescinde dall’esitenza di una divinità, sebbene immanente.
        Da uan simile errata (a mio avviso) visione, si ha logicamente la derivazione che le “passioni” siano parte integrante nell’osservazione della realtà, e ok, grande intuizione, il ruolo dell’osservatore, eccetera.
        Ma gli è andata di culo >.>

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  6. firdis
    13/11/2009

    Quando si accingono a “votare”, i cittadini si preoccupano solamente di sapere se l’individuo con cui stanno trattando sia ricco o povero, se può essere degno di fiducia o se ha fama di imbroglione. Una volta ottenute queste informazioni, non s’interessano affatto di sapere quale sia la religione o a quale setta aderisca la controparte.

    e’ un po’ quello che fanno gli elettori attuali del centro destra…

    Ciao pabli’ allora qui scrivi!

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    • Paolo Zardi
      14/11/2009

      eh eh, ti pare che potrei stare senza scrivere? 😉

      ciao cara Firdis, bello ritrovarti qui!

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  7. firdis
    13/11/2009

    cioe’ volevo dire gli elettori dell’attuale centro destra..

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Questa voce è stata pubblicata il 04/11/2009 da in Politica con tag , .

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