La differenza

Robert Harris, autore di libri come Fatherland, Il Ghostwriter, I diari di Hitler, viene pubblicato, in Inghilterra, dalla Random House e, in Italia, dalla Mondadori. Per chi ancora non lo sapesse, il proprietario della Mondadori (che a sua volta è proprietaria, ad esempio, della Einaudi) è l’attuale Presidente del Consiglio Italiano; che, per chi non lo sapesse, è l’On. Silvio Berlusconi.

Dal suo libro Il ghostwriter, il regista Roman Polanski (attualmente agli arresti domiciliari in Svizzera per una brutta storia di sesso con una minorenne, successa una trentina di anni fa) ha ricavato un film, L’uomo nell’ombra, un thriller che parla di un uomo politico che potrebbe assomigliare a Blair; il film  è stato presentato ieri al Festival di Berlino.

Dopo la presentazione, è stato domandato a Robert Harris cosa ne pensasse di Silvio Berlusconi; lui ha risposto che la situazione in Italia è al limite della fantascienza, ma che non può dire di più, perché il Presidente del Consiglio Italiano è il suo editore in Italia – il che dovrebbe fare un po’ riflettere sui motivi per i quali, in Italia, si continua a fare finta che non sia così. Ma, nonostante la reticenza di Harris a parlare dell’Italia, si è comunque lasciato scappare questa dichiarazione:

Quando quelli della Random House mi hanno chiesto una volta come era averlo come publisher? Gli ho detto: “arrivi con l’aereo e già ti trovi intervistato dalla sue tv e poi il pomeriggio arrivano i suoi giornali e settimanali”. Quelli di Random hanno chiamato tutto questo “sinergia” io invece la chiamo più semplicemente corruzione”.

Sinergia. Corruzione. Sta tutta qui la differenza.

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9 thoughts on “La differenza

  1. Harris (che beato lui non vive qui) la chiama solo corruzione. La mia diagnosi è Cancro Mafioso. E le metastasi stanno ormai ovunque. Basti pensare alla premeditata manfrina marchettara con cui il Corriere della Sera (teoricamente un “Nemico” del Nano, o mi son perso qualcosa?) ha contribuito al lancio della nuova paccottiglia Mondadori (quel romanzetto che con stile vagamente mocciano sciacalleggia su una ragazzina morta di leucemia, e che fra due minuti sarà in testa alle classifiche): quattro paginate in otto giorni! La prima volta fanno finta di parlarne (quasi) male. Il giorno dopo, replica dell’autore. Altra paginona. (Esiste il diritto di replica, ma sappiamo che quando queste cose non sono concordate, i tempi tecnici dei quotidiani non permettono più di un piccolo riquadro di cinque-sei righe…) La settimana dopo, sparano su nove colonne un attacco della madre della ragazza. L’indomani, immancabile, segue a ruota altra replica dell’autore (uguale alla prima, non fa che balbettare sciocchezzuole a nastro sul fatto che lui cerca la bellezza nella vita di tutti i giorni ecc, bravo, bravissimo, applausi…) Pure io cerco la bellezza, e forse è per questo che non compro i libri dei bambocci pompati dalla nostra Gomorra Editoriale. Che ormai è diventata, oltre che cosa nostra, Cosa Unica. Un unico, repellente mostro a più teste. Teste di… (essendo ospite di un blog altrui, per una volta mi autocensuro).
    Un abbraccio e alla prossima, amico mio!

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    1. Caro Nicola, più passa il tempo e più apprezzo il tuo punto di vista – tanto che sto iniziando a farlo un po’ mio.
      Il tuo libro, che ho letto con grande piacere, e il tuo blog, che seguo con crescente goduria, sono un inno al libero pensiero, e all’intelligenza!

      Ricambio l’abbraccio, amico mio!

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  2. La differenza è che stavolta la realtà ha superato il film.
    E si continua ad andare allo stesso cinema che ci propina sempre lo stesso spettacolo, con minime varianti, tutte riconducibili allo stesso personaggio principale.

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  3. mi permetto una citazione, Paolo…

    “Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua
    carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli
    avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni
    autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura
    applaudì
    questi crimini?

    Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una
    parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si
    rendeva
    naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare
    il
    suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo
    il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
    tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
    sempre il tornaconto.
    Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di
    facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
    Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un
    partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le
    sue
    maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo
    per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e
    impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è
    difficile
    trovare un più completo esempio italiano.
    Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico
    senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario,
    buon
    padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che
    disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di
    profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico
    volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si
    immagina
    sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”
    -Elsa Morante-

    …..ma come fa ad avere scritto questa pagina Elsa Morante, che è morta nel 1985?
    Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.
    ( Lo scritto, del 1° maggio 1945, intitolato Il Capo del Governo è in Pagine autobiografiche postume, pubblicate in “Paragone Letteratura”, n. 456, febbraio 1988, ed è stato riproposto recentemente dalla rivista Atti Impuri).
    ciao.

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  4. Paolo…devo chiederti scusa!
    la pagina che ho riportato non corrisponde a quella che realmente scrisse Elsa Morante.
    l’ho appena scoperto. sono state fatte delle omissioni che, ovviamente, ne hanno travisato il senso.
    per correttezza e dovere nei tuoi confronti, e nei miei… ti lascio la dicitura esatta di dove si può rintracciare lo scritto.
    scusami ancora! 😦

    ‘Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.’

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    1. Cara Api, ti ringrazio per la precisazione.
      Il pezzo, comunque, al di là che non sia di Elsa Morante, rappresenta perfettamente la tendenza tutta italiana nelle sue scelte politiche – una costante della nostra vita sociale. Berlusconi, e Mussolini, non sono le cause dei problemi italiani, ma il loro più eclatante effetto. L’unico timore che ho (ma inizia ad essere una certezza) è che le cose, in qualche modo, si stiano deteriorando…

      A presto!

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