Grafemi

Segni, parole, significato.

Il gatto di Schrödinger

Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme con la seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegra, ma anche in modo parimenti verosimile nessuno; se ciò succede, allora il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato. La prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione ? dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono stati puri, ma miscelati con uguale peso.

(Erwin Schroedinger)

Vivo o morto?

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

5 commenti su “Il gatto di Schrödinger

  1. Matteo Scandolin
    26/02/2010

    Da gattofilo folle quale sono, piglierei Schrödinger e gli graffierei le palle. Ben capisco il senso di quel che dice, ma non poteva prendere un altro animale? 😦
    MS CheQuestaVoltaÈAndatoTaaaantoOt!

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    • Paolo Zardi
      07/03/2010

      La nonna di Schrödinger era di Malo: ti basti questo.

      😉

      Un abbraccio,
      Paolin

      ps adoro gli OT!

      Mi piace

  2. api
    27/02/2010

    io, da gattofila equilibrata, invece proprio non capisco…però, al tizio, il giro gratuito di graffi sugli attributi…glielo farei fare per bene!
    ancora più fuori, paolo….provvedi! 😉

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    • Paolo Zardi
      07/03/2010

      Eh eh… Schrödinger era un fisico teorico. I gatti di cui parla, erano solo nella sua testa.
      Resta il fatto, comunque, che 1. poteva scegliere un altro animale 2. se ne avesse scelto un altro, questa sua teoria sarebbe rimasta nei libri di fisica.

      Buona domenica, Api!

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  3. Michele L
    15/03/2010

    il mio fratellino Giorgio (classe 1982) da piccolo si divertiva sadicamente a mettere il gatto nella lavatrice.
    Si e’ laureato in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano. Ama molto la fisica quantistica.

    E’ disoccupato.

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Questa voce è stata pubblicata il 25/02/2010 da in Fisica con tag , .

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