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Il giardino di cemento

La sala in cui lavoro, un open space a pian terreno che può ospitare fino ad una trentina di persone, ha due grandi finestre sul soffitto, rettangoli aperti su un … Continua a leggere

19/04/2010 · 6 commenti

Tra Nabokov e Roth, con i Beatles sullo sfondo

Amo i Beatles. Da quando ho otto anni. A loro, ci sono arrivato tramite mio fratello, che, per arrivarci a sua volta, aveva compiuto un cammino singolare: passione smisurata per … Continua a leggere

11/04/2010 · 4 commenti

Chi è causa del suo mal…

Le regole creano il gioco. Se il calcio è agonismo e salti di gioia per un gol realizzato, se il tennis è silenzio e concentrazione, se l’hockey è una gigantesca … Continua a leggere

08/04/2010 · 5 commenti

Software mentale

Capita di leggere qualcosa, pensarci su per un po’, dimenticare, poi ritrovare, in chissà quale angolo della testa, il ricordo di quello che si è letto. In quale libro ho … Continua a leggere

07/04/2010 · 3 commenti

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XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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