Il giardino di cemento

La sala in cui lavoro, un open space a pian terreno che può ospitare fino ad una trentina di persone, ha due grandi finestre sul soffitto, rettangoli aperti su un giardino all'italiana che ogni tanto solerti operai in salopette verde sistemano con cesoie e forbicine; salendo ai piani alti, dalle finestre dei corridoio è possibile... Continue Reading →

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Tra Nabokov e Roth, con i Beatles sullo sfondo

Amo i Beatles. Da quando ho otto anni. A loro, ci sono arrivato tramite mio fratello, che, per arrivarci a sua volta, aveva compiuto un cammino singolare: passione smisurata per i Bee Gees de “La febbre del sabato sera”, quindi visione del giustamente sconosciuto “Sgt. Pepper Lonely Heart's club band”, musical interpretato dai Bee Gees... Continue Reading →

Software mentale

Capita di leggere qualcosa, pensarci su per un po', dimenticare, poi ritrovare, in chissà quale angolo della testa, il ricordo di quello che si è letto. In quale libro ho trovato quell'osservazione sui vedovi che continuano a parlare, per mesi, per anni, con il loro consorte defunto? I contorni sono vaghi: non era  un romanzo,... Continue Reading →

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Spero, credo, insomma.

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