Grafemi

Segni, parole, significato.

Chi è causa del suo mal…

Le regole creano il gioco. Se il calcio è agonismo e salti di gioia per un gol realizzato, se il tennis è silenzio e concentrazione, se l’hockey è una gigantesca rissa in mezzo al campo, lo si deve alle poche, precise regole che descrivono questi sport. Alzando le porte di venti centimetri, o togliendo il fuorigioco, o restringendo la larghezza di un campo da tennis, o limitando le protezioni che è possibile usare mentre si rincorre un disco su una lastra di ghiaccio, cambierebbero i risultati: vedremmo più tiri da lontano, meno botte, un gioco sotto rete più aggressivo.

Hockey su ghiaccio

In questi giorni il Vaticano è al centro di uno dei più grandi scandali della sua storia: quello legato alla pedofilia di alcuni preti cattolici. La prima osservazione che mi viene da fare è: ma non si sapeva già? Non erano già tutti a conoscenza delle pratiche pedofile messe in atto da tanti preti, nelle parrocchie, negli istituti, nel retro delle canoniche? La seconda osservazione, forse un po’ più amara, è che domenica scorsa le Chiese pullulavano di fedeli, come sempre: la gente è abituata a buttare giù qualsiasi cosa, senza dire nulla – e questo mette una bella pietra sopra sulle speranze di buttare giù Berlusconi facendo leva sulla voglia di onestà del popolo italiano.

Ma il punto che mi interessa è un altro: come mai proprio la Chiesa Cattolica, tra tante religioni esistenti al mondo, presenta in misura così rilevante questo fenomeno? Il gioco è una conseguenza diretta delle regole che lo governano. Le regole della Chiesa Cattolica producono preti pedofili. E la religione non c’entra niente, in tutto questo: tutto il Cristianesimo è profondamente contrario alla pedofilia – lo è veramente, nel profondo. Il problema è in realtà uno solo: il voto di castità imposto ai preti.

Cintura di castità per cani

Il voto di castità imposto ai preti agisce in due sensi: determina una prima selezione all’ingresso, e induce chi è già prete a compiere atti malsani. Chiunque è in grado di capire che la sessualità non è un aspetto marginale nella propria vita. Il sesso non è solo piacere fine a se stesso: è anche un modo profondo, totale, adulto, di mettersi in relazione con un’altra persona. Il rapporto sessuale, nell’homo sapiens, è il fondamento di un rapporto di coppia – in assenza di rapporti sessuali, parliamo sempre e solo di amici, che condividono qualcosa della loro vita, ma non l’intera esistenza. Un prete, cioè un uomo che ha scelto di servire Dio e il suo gregge, si trova a dover rinunciare ad un aspetto fondamentale della sua personalità; in un modo o nell’altro, trova un modo di gestire questo problema – attraverso un’inflessibile castità, andando a puttane, instaurando relazioni durature e segrete con altre persone, attraverso la pornografia o, in taluni casi, approfittando dei giovani che sono dati loro in custodia.

Olocausto Ucraino

In condizioni estreme, il comportamento degli individui finisce per modificarsi. La fame spinge al cannibalismo – come è successo in Ucraina agli inizi degli anni trenta del secolo scorso, in quello che gli Ucraini oggi chiamano Holodomor, Голодомор, l’olocausto. La paura fa perdere dignità, senso della realtà, lucidità – penso alle persone che si tuffavano dal centesimo piano delle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001. E l’assenza di sesso? Durante il regno della regina Vittoria, l’omosessualità era punita con la prigione – vero, Oscar? – in tutti i casi tranne che nelle navi di lungo corso. Sembra che il termine “recchione” che si usa per indicare, in modo dispregiativo, un omosessuale, derivi dal fatto che in ogni nave del passato c’era un ragazzo con un grosso, evidente orecchino appeso al lobo, che offriva ai marinai, non so quanto volontoriamente, le proprie grazie – nel caso specifico, il proprio buco del culo; e i marinai che si accomodavano spesso erano uomini che avevano donne in ogni porto, che in nessun momento della loro vita avevano avuto pulsioni omosessuali: ma dopo un mese di mare aperto…

La pedofilia, che in Occidente, e in questo secolo, viene considerata come uno dei peggiori crimini possibili, per molto tempo e in molti luoghi è stata invece tollerata, e in taluni casi persino tranquillamente accettata, come, ad esempio, nella Grecia di Socrate e Platone;  e anche oggi integerrimi padri di famiglia occidentali passano le loro vacanze in Thailandia, dove consumano rapporti sessuali con bambini o bambine di otto, dieci anni. Se da un lato, quindi, la pedofilia viene considerata alla stregua di un tabù, è evidente che, almeno  da un punto di vista antropologico, si tratta invece di un atto abbastanza diffuso; e se si va a vedere dove, quando, in quali contesti, la pedofilia è stata tollerata, o ha avuto modo di svilupparsi, è probabile che scopriremmo che tanto più è difficile l’instaurarsi di un rapporto alla pari tra adulti, e tanto più l’uomo – nel senso di maschio – cerca alternative più facilmente gestibili. E un prete, che vive una vita a metà, cerca alternative nelle persone che più spesso frequenta, cioè nei ragazzi.

Per questo motivo credo che Benedetto XVI, quando si rifiuta di prendere in considerazione la possibilità di dare, ai sacerdoti, il diritto ad una vita sessuale soddisfacente, e adulta, sia in qualche modo colpevole: come un arbitro che si rifiuti di modificare regole sbagliate.

Benedetto XVI

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

5 commenti su “Chi è causa del suo mal…

  1. Nicola Pezzoli
    08/04/2010

    In ogni caso non se ne esce. Perché il prete gay non dovrebbe aver diritto ad avere anche lui marito, se quello etero può avere moglie? E se il fidanzatino del prete trentenne ha diciassette anni come la chiamiamo: differenza d’età (come la chiameremmo se lei fosse femmina) o ricadiamo nel terrificante tabù? Forse l’unica è abolire i preti… A che servono i pastori in un mondo senza pecore?
    Cosa cavolo ho detto? Mondo senza pecoreeee?
    Scusate, avevo sbagliato pianeta… 😀

    (E visto che siamo sull’assurdo pianeta Terra, permettimi di trasformare il tuo titolo in una battutaccia: Chi è causa del suo maial…)

    p.s. ti dovevo una risposta dal commento dell’altra volta. A Torino non ci sarò, anche perché a maggio sarò rinchiuso a doppia mandata nel mio Eremo per terminare questo benedetto nuovo libro. Ma se davvero riuscirai a transitare dalle parti di Varese, un giorno di libera uscita me lo concederò con grande piacere!

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  2. Il gentilissimo Renato
    09/04/2010

    “…domenica scorsa le Chiese pullulavano di fedeli, come sempre…”
    Ti assicuro che domenica sarei andato in chiesa anche se avessi visto su Novella 2000 le foto del Papa che si incula il card. Bagnasco. In chiesa non vado per onorare nessun uomo e nessun prete, nè per appoggiare nessuna istituzione. Vado ad incontrare Gesù Cristo.
    Ho conosciuto centinaia di preti, nei miei 47 anni, percependo tutte le sfumature, dalla persona meravigliosa allo stronzo più incurabile, ma non ho mai nemmeno avuto il vago sospetto di una qualche deviazione pedofila. Sono molto fortunato o molto distratto, visto che in questi giorni pare che i preti non pedofili siano numerosi come i napoletani leghisti.
    Poi, per quanto riguarda il celibato dei preti, ho opinioni molto simili alle tue.
    Besos y abrazos!

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    • Paolo Zardi
      10/04/2010

      La percentuale di preti pedofili è superiore alla media: questa è la notizia. Non credo che tutti i preti siano pedofili – non penso neanche che la maggioranza lo sia, o che lo sia un numero “percepibile” di preti. Ma i casi di pedofilia legati a sacerdoti cattolici (e non a quello di altre religioni) sono troppo frequenti per non essere ricondotti ad un errore di fondo.
      Sai bene che non credo che una Chiesa sia il posto più pericoloso dove portare un bambino, anzi… però la gerarchia ecclesiastica, con le sue omissioni, la sua omertà, la sua attenzione verso il clero più che nei confronti delle vittime, dovrebbe spingere – secondo la mia opinione – ad una forte presa di posizione dei credenti verso la Chiesa stessa: una richiesta di chiarezza inequivocabile, una garanzia che queste cose non succedano più, una preghiera perché vengano riviste le regole folli che stanno alla base del celibato dei preti e delle suore. In questo senso mi stupisce la folla di fedeli che serenamente continua ad andare a messa: possibile che non si senta la necessità di portare avanti una protesta, anche velata, ma comunque evidente? E’ vero che in Chiesa incontri Cristo – e nel tuo caso, so che è esattamente così. Ma la Chiesa è anche un’istituzione, è storia, è un’organizzazione che gestisce la messa, che gestisce l’incontro con Cristo, che lo media: non si può separare in modo così netto le due questioni…

      Quanto all’immagine vividissima del Papa e del Cardinal Bagnasco… be’, si tratterebbe di un rapporto tra adulti consenzienti, sarebbe “vita privata”. Il problema della pedofilia, invece, non riguarda le vite dei preti, ma quelli delle vittime; e pone una domanda forte sull’affidabilità assoluta della Chiesa come organizzazione che aspira ad educare la gioventù…
      Un abbraccio, e grazie, come sempre, per la tua lucida e calda intelligenza.
      Pablito

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  3. api
    09/04/2010

    Sgranato sbranare
    *****************

    del tuo sogno infantile

    e di quel segno incrociato

    cosa mai riconoscerai,

    nella menzogna…

    forse rassegnazione?

    quando ritroverai

    inconcluso vuoto,

    d’abito nero vestito o bianco

    grigio

    dietro ad un pallone,

    gioco d’oratorio

    a paravento di secoli

    invasori di foglie appetitose!

    cosa

    cosa mi racconterai

    se capita di levarti piano

    guscio e mallo

    frutto protetto e coltivato

    senza reti da funamboli

    ché non sembravano necessarie!

    si tenta, tutti, di riempire un cesto

    scoprendone il fondo

    marcito nell’infamia.

    perdonami, ma non so esprimermi diversamente.

    Mi piace

  4. api
    12/04/2010

    scusami se mi metto qui…ho letto il libro di Gianni tetti.
    bellissimo e curioso modo di narrare. grazie della segnalazione!

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Questa voce è stata pubblicata il 08/04/2010 da in Politica, Storia con tag , , , , .

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