Grafemi

Segni, parole, significato.

Popolo bue

Cittadino comune

Cura di noi? E come no? Finora di noi non si sono mai curati. Ci lasciano morire di fame mentre i loro magazzini sono zeppi di grano: fanno leggi contro l’usura per sostenere gli usurai, respingono quotidianamente buoni provvedimenti sfavorevoli ai ricchi e quotidianamente inventano leggi più dure per incatenare e calpestare i poveri. Se non ci mangiano le guerre lo faranno loro: e questo è tutto l’amore che ci portano.

(da Coriolano, W. Shakespeare, I, I, 77-84)

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

3 commenti su “Popolo bue

  1. Nicola Pezzoli
    26/05/2010

    Proprio niente di nuovo sotto il sole. Sempre la stessa cacca. Solo che, col passare del tempo, puzza un pochino di più…

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  2. Pingback: Attualità « è tutto vero

  3. ES italia AV
    02/03/2011

    noi ricchi , ci prendiamo cura di noi stessi , sono i poveri che non ne hanno la possibilità , e si comprano i vestiti del mercato!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 26/05/2010 da in Politica, Storia con tag , , , .

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XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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