Di questi tempi

Ho letto, nel libro “Ozio creativo”, che nel 1840 gli schiavi delle Antille venivano obbligati a lavorare 9 ore al giorno.

Visti i miei attuali orari di lavoro, mi piacerebbe sapere dove devo fare domanda per diventare uno schiavo e riposarmi un po’.

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4 thoughts on “Di questi tempi

  1. Il vantaggio degli schiavi antichi su quelli odierni è che loro non venivano presi per i fondelli con la parola “Libertà”, o convincendoli che il loro fosse un sacrificio necessario per il “bene collettivo”, nel nome del Pil, della Kompetitività, della Crescita, dello Sviluppo o altri simili escrementi mentali…

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    1. In effetti, avevo pensato di scrivere un post più articolato sull’argomento – il punto di partenza doveva essere, nelle mie intenzioni, l’attuale braccio di ferro tra sindacati e Fiat per Pomigliano. La notizia sugli schiavi delle Antille era ripresa da un rapporto sulle condizioni dei lavoratori in Francia, nel 1840, realizzato per conto del governo francese di allora. Quello che si rilevava è che, appunto, gli schiavi delle Antille lavoravano 9 ore al giorno e che gli operai liberi, assunti nelle nascenti piccole industrie tessili della Francia, di ore ne facevano 16. La schiavitù è finita nel momento in cui ci si è resi conto che è molto più conveniente un uomo libero preso per la gola che uno schiavo al quale si deve garantire, se non altro, il sostentamento.

      La situazione di Pomigliano è un caso eclatante: la Fiat, anni fa, aveva deciso di spostare la sua produzione in Polonia per “usufruire” delle paghe più basse, dei minori vincoli sulla sicurezza, e, in buona sostanza, del maggior grado di disperazione dei lavoratori polacchi, disposti a tutto pur di lavorare. Sono passati un po’ di anni, le condizioni di vita della Polonia sono migliorate, e ora gli operai dello stabilimento di Tychy presentano, giustamente, il conto: dopo aver fatto tanti sacrifici, ora chiedono di lavorare con orari decenti, e con paghe adeguate. E la Fiat che fa? Si guarda intorno, cerca qualche sacca di disperazione maggiore, e punta su Pomigliano.

      In Italia esiste una buona legislazione del lavoro, che un po’ alla volta si cerca di smantellare. Il punto di partenza è che il rapporto di lavoro viene contratto tra due soggetti con diritti diversi: e tra il diritto ad arricchirsi del datore di lavoro (interesse legittimo), e il diritto a vivere del lavoro (diritto assoluto), si preferisce tutelare il secondo. E’ per questo che se un lavoratore firma un contratto di lavoro “ingiusto” (ad esempio troppe ore di lavoro, paga troppo bassa, ecc), può chiedere che venga modificato a suo favore: perché lui ha bisogno di lavorare, e quindi è potenzialmente ricattabile.
      Ma l’art. 36 della Costituzione dice:
      “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

      A Pomigliano, è in atto un cinico tentativo di ricatto. La Fiat non è “buona”, come vuol far credere con le sue insopportabili pubblicità: cerca di puntare su gente disposta a tutto. Su Repubblica di oggi leggo le frasi dei lavoratori che hanno manifestato per il “sì”:

      «Se chiude Pomigliano noi resteremo senza lavoro – dice Stefano Colucci, operaio della De Vizia (pulizie interne allo stabilimento) – ho moglie e tre figli, abbiamo deciso di aderire alla manifestazione»

      «dobbiamo ragionare tutti come imprenditori. Chi investirebbe su di noi? Sono stato in Polonia, non credono che siamo capaci di lavorare come loro»

      Ma io mi dico: l’Occidente dichiara una continua crescita del PIL (la L sta per Lordo, che deriva dal latino luridus, storpio e dal latino se ne deriva l’uso in forma gergale col significato di sporco, sudicio: le parole andrebbero sempre ascoltate fino in fondo). Possibile che le condizioni degli operai italiani debbano essere peggiori di quelle di vent’anni fa?

      Chiudo con l’art. 23 della Costituzione: “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.”

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  2. ehi
    ti avevo commentato su canzoni a manovella ma evidentemente non ci sei passato…
    poi, dopo avere letto questo:

    (AGI) – Roma, 18 giu. – “Questo week-end avra’ il battesimo ufficiale la Fondazione Liberamente, ideata da Franco Frattini, Maria Stella Gelmini e Mario Valducci. E’ un’iniziativa positiva, che aiutera’ il Popolo della Liberta’ e che rendera’ il nostro partito finalmente plurale, con un dibattito interno e quindi un partito piu’ democratico e libero”. Lo scrive il Vice Presidente dei Deputati del Pdl, Italo Bocchino, sul sito di Generazione Italia. (…)

    ho capito….;-)

    ma quantebellenovità però (libro, premi…) !!!!
    complimenti paolo !!!! di cuore!!!

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  3. Rido… cazzo se hai ragione.
    Ho fatto quasi un mese a lavorare 18 ore al giorno (non tutti i giorni, se no vabbe’ esplodo, ma ogni due tre), e veramente… schiavo nelle Antille, mi pare un paradiso.

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