Grafemi

Segni, parole, significato.

Il genio #1

Il genio è disperazione superata a forza di rigore.

(Jean Genet)

Annunci

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

3 commenti su “Il genio #1

  1. perdamasco
    18/08/2010

    Dipende dalla direzione del desiderio di rigore e delle sue motivazioni; dipende dalla fattura della lampada.

    In Genet, che oro è quello che è riuscito a ricavare dalla sua pietra filosofale?

    Devo riconoscere, che in me ha sempre animato le parti basse più che le alte.

    Era quello che cercavo, o c’era solo quello? Genet mi trova concorde, dove dice che l’Arabo non schifa il corpo adulto quando non vecchio. L’ho constatato vero.

    Delicatezza d’animo? Superiorità concettuale? Molto può essere.

    Non so per Genet, ma per me, è mera questione di un egocentrismo, che fa accettare anche il vecchio corpo e/o la vecchia vitalità, se a servizio della vitalità sovrana che è la maggiore: vuoi per età, vuoi per forza, vuoi per cultura, vuoi altro.

    Per l’Arabo, invece, il genio esce dalla lampada, se si sentono capiti, e quindi amati. Non necessariamente con rigore, ma direi, necessariamente, senza disperazione. 🙂

    p.s. Dici che ho un debole per gli Arabi? Fammi sapere se si nota troppo. 🙂

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      18/08/2010

      Debolezza per gli Arabi? A me, la tua, pare una forza vitale che non si può contenere! 😉
      Scherzi a parte, Genet aveva individuato uno dei modi che possono portare al genio – ma non credo che avesse la presunzione di parlare di sé. Era molto critico nei confronti di ciò che aveva scritto, e spesso arrivò a vergognarsi dei suoi primi (e, salvo pochissime tarde eccezioni, anche unici) libri.
      Sulle qualità di Genet, comunque, direi che animava le parti basse e le parti alte con la stessa intelligenza. Nel 1948 girò un cortometraggio che si svolgeva in un carcere. Attraverso un foro praticato sul muro che divideva le celle, due condannati si passavano il fumo da una parte all’altra, condividendo una forma trattenuta, e bellissima, d’amore. In quelle scene, bisogna ammetterlo, c’era genio, rigore, e disperazione.

      (ps è con una grandissima pelle d’oca che scopro che questo cortometraggio è su youtube! buona visione! http://www.youtube.com/watch?v=wDN_TwTrFj8 )

      Mi piace

  2. perdamasco
    19/08/2010

    T’ho appena imbucato una mia patacca sul post del Genet. 🙂

    Misfatti a parte, 🙂 conoscevo quel video. Mi ha mossso parti alte e basse non, però, in chiara misura.

    Nelle mie parti alte, ha mosso quanto di non poco conosco sulla negazione del sesso, dei sentimenti, della vitalità. Nelle mie parti basse, invece, ha mosso solamente il noto, circa il sentimento di una “fraternità” (anche con risvolti in pratico 🙂 ) che si insinua in ambienti solamente maschili.

    In questo caso, direi genio la volontà di far conoscere (da parte del Genet) ciò che avviene quando un’umanità è carcerata ( vuoi da mura, quanto da norme non corrispondenti alla data identità ) ma, perdonami tanto 🙂 non ci vedo genio nella storia di per sé.

    Diversamente, c’è lo vedo in questo. Ebbene, il genio dell’autore è stato quello di farti immaginare tutto il fatto, solo attraverso le espressioni del soggetto in una goduria, non si sa quanto effettiva.

    A fronte di questo genio, quello che c’è nel video del Genet rischia di essere una simpatica novella da Checcaccio 2000. Vista con i tempi di oggi, naturalmente, e vita da una straga come me, naturalmente.

    Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18/08/2010 da in Aforismi, Scrittura con tag , , .

Inserisci qui il tuo indirizzo email, e riceverai una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo post

Segui assieme ad altri 2.851 follower

XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

Post consigliati

Vicini di banco

Un’occhata a Twitter

Archivi

'mypersonalspoonriverblog®

Tutti gli amori felici si assomigliano fra loro, ogni amore infelice è infelice a suo modo.

La voce di Calibano

sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

Cherie Colette

Più libri, più liberi

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

l'eta' della innocenza

blog sulla comunicazione

Voglio scrivere di te

La cartografia delle emozioni

Il Dark che vive in te

OGNI LUCE, HA I SUOI LATI OSCURI

Donut open this blog

Stories, dreams and thoughts

il kalù

Life is too short to drink bad wine

Chez Giulia

Vorrei un uomo che mi guardi con la stessa passione con cui io guardo un libro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: