Italico candore

Pietro Savorgnan di Brazzà
Pietro Savorgnan di Brazzà

Brazzà, quasi sconosciuto italiano francesizzato al quale è intitolata la capitale del Congo (e l’aeroporto di Trieste):  ecco cosa diceva di lui (lo sconosciuto) Brunschwig:

Brazzà, un posseduto che non si ferma innanzi a nulla e alla cui passione nulla è estraneo. Parte con una promessa vaga, annuncia raccolti prima ancora di aver seminato, dichiara costruito il percorso che ancora non è stato tracciato, crede abolita la schiavitù per aver acquistato qualche sfortunato, progetta una ferrovia attraverso regioni che non è mai riuscito a scoprire. Un visionario, forse come lo furono tanti altri grandi o piccoli colonizzatori… Ma in risalto rispetto alla maggior parte di loro per il suo assoluto disinteresse. Che il grande, metodico Stanley l’abbia preso per folle, che la maggior parte dei suoi colleghi abbia provato tedio per la sua incapacità di vedere le cose nella loro realtà presente, è del tutto naturale. Ma questo folle merita appieno la stima che i posteri gli hanno attribuito. Perchè, a differenza di quasi tutti i suoi contemporanei, non è mai stato meschino e non ha mai ingannato i Neri, di cui, inconsapevolmente, ha determinato l’infausta sorte.

Sapone Brazzà
Sapone per esploratori

E poi Enrico Toti, che dopo aver pedalato con una gamba sola per mezza Europa, fa di tutto per entrare nell’esercito; alla fine, in qualche modo ci riesce, partecipa a qualche battaglia, e infine, colpito a morte,  lancia la sua stampella contro i soldati nemici. Quindi, spira baciando la piuma del suo cappello da bersagliere: un dramma quasi ottocentesco, che arriva a sfiorare il ridicolo, ma…

Enrico Toti
Fu ferito ad una gamba

…ma ecco cosa scriveva Toti in una lettera inviata a casa, nel 1916, poco prima di morire:

Quante volte di notte i nostri proiettori sono serviti unicamente per far luce ai nemici usciti per soccorrere i feriti e seppellire i morti; potevamo annientarli, eppure un senso di pietà ci spingeva ad aiutarli.

Da morto, poi, gli hanno dedicato un sommergibile, e poi un sottomarino, e poi ancora un sacco di vie – persino quella dove c’è la mia banca. Spesso, la bellezza è strabica; e la bontà, quando è un pochino stupida, fa persino tenerezza.

Toti
Gamba di Legno
Annunci

One thought on “Italico candore

  1. Secoli fa chiedi ad un senegalese se fosse gay. Mi ha risposto: un po? 🙂

    Si, la bontà è un po’ stupida quando è ingenua, direi, oppure, è impotenza da dominati: vuoi da persona, vuoi da caso, vuoi da destino. 🙂

    Ciao

    Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...