Grafemi

Segni, parole, significato.

“Antropometria” su Flanerì

Mini intervista su Flanerì

Paolo Zardi su Flanerì

Paolo Zardi su Flanerì

Con uno sguardo un po’ allucinato, parlo di “Antropometria”, il mio libro di racconti uscito per la Neo Edizioni.

http://www.flaneri.com

Annunci

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

9 commenti su ““Antropometria” su Flanerì

  1. unpassante
    03/09/2010

    interessante…per certi aspetti poco condivisibili qui…
    ma interessante quello che esprimi.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      03/09/2010

      sono curioso: in che senso “poco condivisibili” qui?

      Mi piace

      • unpassante
        03/09/2010

        bisogna postulare vero, essere chiari vero.
        E’ che a volte quello che muove un commento non è…chiaro, nemmeno per chi lo scrive.
        La sensazione esatta che provi quando immagini un reale
        …che alla prova, nei fatti, non corrisponde.
        E’ per certi versi una ragione un po’ comica …immagini una persona che lascia un profilo su internet non svelando il volto e poi scopri che e’ tutt’altro. Ovviamente non c’entri te (ti dò del tu..del te) ma è quello che mi succede da un pò di tempo questa parte….A volte mi dico…se riuscissi a rompere il guscio delle apparenze…cosa cambierebbe? si tratta di scoprire…

        Mi piace

        • Paolo Zardi
          03/09/2010

          E’ un problema “reale”, questo dell’irrealtà delle vite su web. Di sicuro, scorgo anch’io l’abisso tra quello che sono sul web, e quello che sono dal vivo. Nel bene e nel male. Quando scrivo, ho un controllo maggiore su ciò che “esce” da me; quando parlo, invece, mi pare sempre di essere sotto esame. Il solito Nabokov diceva di sé: penso come un genio, scrivo come un autore eminente, parlo come un bambino. In scala molto ridotta, è quello che penso anch’io di me! 😉
          Notte!

          Mi piace

          • perdamasco
            03/09/2010

            Tiè, ho sempre sofferto anch’io di questa nabocov_pabloz_perdamasco epidemia, e da sempre mi sono dato del deficente.

            Scoprirmi in eccellente compagnia sarà anche consolante, non per questo, però, vorrei continuiar a restare deficente, anche perché, siamo dettati, sospetto, quando non abbiamo sufficiente padronanza, o del reale, o dell’ideale, o di ambedue.

            Ma! Ciao

            Mi piace

        • perdamasco
          03/09/2010

          Pensiero interessante!

          A mio parere, il guscio delle apparenze non è affatto da rompere per interpretare il vero e/o il chiaro, (se ti ho capito giusto) ma da aprire (guscio come libro, e/o come vita, ovviamente) leggendo e chiaramente dividendo ciò che è reale in una data persona, da ciò che è ideale.

          Voglio dire che ogni identità è composta da peso netto (l’ideale) e peso lordo: il reale.

          Scoprire che una data identità è tutt’altro, in un certo senso è capire che l’osservatore di quella data personalità non ha tenuto conto che è ben difficile conuigare reale ed ideale, e che per tale difficoltà, non si può non soffrire di qualche delusione.

          Si vede, però, quello che noi cerchiamo di vedere. Al che mi domando: vediamo ed opiniamo con spirito, o con del solvente?

          Mi piace

  2. Nicola Pezzoli
    03/09/2010

    contento di averti finalmente visto e sentito, mon ami… adesso non vedo l’ora di leggerti! 😀

    Mi piace

  3. perdamasco
    03/09/2010

    Come sarebbe a dire?!!! A te col video e a me niente?!!

    Al Ministero delle pari opportunità mi farò sentire! Eccome se mi farò sentire!:) Ciao

    Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 03/09/2010 da in Antropometria, Editoria, Letteratura, Scrittura con tag , , , .

Inserisci qui il tuo indirizzo email, e riceverai una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo post

Segui assieme ad altri 2.876 follower

XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

Post consigliati

Vicini di banco

Un’occhata a Twitter

Archivi

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

La voce di Calibano

sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

Cherie Colette

Più libri, più liberi

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

l'eta' della innocenza

blog sulla comunicazione

Voglio scrivere di te

La cartografia delle emozioni

Il Dark che vive in te

OGNI LUCE, HA I SUOI LATI OSCURI

donutopenthisblog.wordpress.com/

di Giulia Sole Curatola

il kalù

Life is too short to drink bad wine

Chez Giulia

Vorrei un uomo che mi guardi con la stessa passione con cui io guardo un libro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: