Grafemi

Segni, parole, significato.

Una piccola scoperta

Dicono che sia terribile sentir piangere un uomo. Ma io credo che sentirlo ridere sia ancora peggio. (Nathanael West)

 

Ieri, Lugo di Romagna. Piccola rassegna dell’editoria indipendente – cioè di quei pazzi che hanno deciso di aprire una casa editrice, e che sono fuori dai grandi gruppi e dalla grande distribuzione. Carbonari, sognatori, visionari – e, oltre a tutto questo, pure imprenditori. Hanno disposto i loro banchetti, tutti colmi di speranze, lungo i portici del bellissimo chiostro del Liceo di Lugo, dove si teneva la rassegna. Come si vedono, tra loro, i vicini di banchetto: concorrenti o complici?

 

 

Lugo di Romagna

Lugo di Romagna

 

Lugo ha le strade lunghe, basse e metafisiche che si ritrovano, con qualche variante, in tutte le città contadine dell’Emilia Romagna. Nel centro di questo grosso paesotto, spiccano una specie di fortezza, con una sproporzionata iscrizione dedicata a Garibaldi sulla facciata, e un monumento a Francesco Baracca, al quale Lugo ha dato i natali nel 1888: Domenico Rambelli, lo scultore che lo ha progettato doveva essere affetto da un qualche delirio di grandezza, mentre disegnava quel gigantesco, fascistisimo, erettissimo fallo di marmo chiaro che punta i suoi trenta metri verso il cielo bianco-padania.  Nella stessa piazza, all’ombra dell’obelisco, c’è il Pavaglione (nato come  Padiglione de’ folicelli di seta), un edificio quadrato 100 x 100 pieno di portici che con le sue dimensioni incasina la regolarità di Piazza Trisi. già compremessa dal monunento a Baracca.  Intorno, qualche bar molto curato, le edicole ottagonali, una chiesa. Due signore, ferme nel centro della piazza, si stanno mettendo d’accordo per la serata (da quello che sono riuscito a sentire, credo giocheranno a poker, o canasta). Poi, branchi di coppie a manina che celebrano la noia del sabato pomeriggio. E qualche vecchietto in bici. Ma quasi nessuno nel chiostro del Liceo di Lugo.

Non mi è chiaro come mai a Lugo di Romagna si organizzi questa rassegna. Le intenzioni sono ottime; da uomo ragionevole, sono convinto che  tutto ciò che ha a che fare con la cultura migliori in qualche modo il mondo; e che quindi vada fatto, comunque.  Ma ieri, mentre raggiungevo la rassegna, a piedi, ho avuto l’impressione che mancasse qualcosa – forse semplicemente la massa critica che consente di attivare un interesse contagioso. Però, prima della massa critica, manvacano anche segnalazioni chiare per arrivare alla rassegna; e una volta arrivati alla rassegna, mancavano segnalazioni chiare che dicessero cosa ci facevano quei banchetti pieni di libri mai sentiti disposti lungo i portici del chiostro della scuola migliore dei Lughesi.

In ogni caso, mi sono divertito. C’era Francesco Coscioni, patron della Neo, e questo in generale basta per esssere contenti. Dovevamo parlare di Antropometria, io e lui. Prima di noi, la Voras ha presentato “Le mani in faccia” di Luca Martini (la Voras, per chi non lo sapesse, è una piccola e intraprendente casa editrice nata dalle parti di Ravenna). Poi il nostro turno: la presentazione è andata bene – il pubblico era molto simpatico e attento, e si chiamava Claudio (mi era già capitato di assistere ad una presentazione deserta di Morozzi: ma essere dall’altra parte fa un effetto diverso). Comunque, ci siamo divertiti. E soprattutto è stato un buon allenamento per le prossime presentazioni.

La sera, a cena alla trattoria Mirola. Mentre la proprietaria ci elencava il ricchissimo menù, mi pareva di sentir parlare Laura Pausini. Le tagliatelle con il ragù erano deliziose. Il latte brulè, una loro specialità, eccezionale. Sono stato bene. Ottima compagnia. Impagabile il poter parlare di libri come se fossero cose vere – perché lo sono, lo sono fino in fondo, per chi ama la più bella e la più complessa tra tutte le arti.

Ma non è di questo che volevo parlare. Ieri, girando per i portici, ho trovato La vita in sogno di Balso Snell di Nathanael West, coraggiosamente pubblicato dalla Robin Edizioni, che solo per questo meriterebbe un premio. Non sapevo neppure dell’esistenza di questo libro. West è uno dei miei cinque pilastri – assieme a Philip Roth, Wallace, Nabokov e Flannery O’Connor. E così, felice, ne ne sono tornato a casa con questo piccolo gioiello tra le mani.

Niente male, eh? Ma ne ho piene le scatole della poesia e dell’arte. Però che posso farci? Mi servono donne, e siccome non posso comprarle o costringerle, mi tocca scrivergli poesie.

Balso Snell - Robin Edizioni

La vita in sogno di Balso Snell - Robin Edizioni

Annunci

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

2 commenti su “Una piccola scoperta

  1. Matteo Scandolin
    17/10/2010

    Sì: le presentazioni semideserte fanno comunque bene. E fanno male. Però ci sta: e succede anche a quelli più blasonati, eh. 😉
    MS

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      17/10/2010

      Infatti. A Lugo, non conoscevamo nessuno – ma ho il sospetto che nemmeno i Lughesi sapessero di questa rassegna! E’ stata l’occasione per fare una bella chiacchierata, e per una cena insieme.
      Grazie per l’incoraggiamento – notte!

      Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci qui il tuo indirizzo email, e riceverai una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo post

Segui assieme ad altri 2.870 follower

XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

Post consigliati

Vicini di banco

Un’occhata a Twitter

Archivi

'mypersonalspoonriverblog®

Tutti gli amori felici si assomigliano fra loro, ogni amore infelice è infelice a suo modo.

La voce di Calibano

sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

Cherie Colette

Più libri, più liberi

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

l'eta' della innocenza

blog sulla comunicazione

Voglio scrivere di te

La cartografia delle emozioni

Il Dark che vive in te

OGNI LUCE, HA I SUOI LATI OSCURI

Donut open this blog

Stories, dreams and thoughts

il kalù

Life is too short to drink bad wine

Chez Giulia

Vorrei un uomo che mi guardi con la stessa passione con cui io guardo un libro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: