Grafemi

Segni, parole, significato.

Bellezza ed economia

 

Suneta Sastry

Mr Bean con sua moglie Sunetra Sastry

L’altro giorno, cercando foto di Mr Bean e di sua moglie (la moglie dell’attore, ovviamente), mi sono imbattuto nella pubblicità di un prodotto software del quale ho scaricato la versione gratuita. Questa applicazione consente di ritoccare in modo semplice  e veloce il ritratto di una persona, con l’obiettivo di renderlo più gradevole. Paragonato a prodotti di fotoritocco come Photoshop della Adobe, il Portrait Professional ha molte meno funzionalità; dalla sua parte, però, ha un’estrema semplicità d’uso. Dopo l’installazione, ho fatto un test caricando il mio faccione: mi è stato chiesto di individuare gli occhi, la bocca, la punta del naso, i bordi del viso, in modo molto sommario. In cinque minuti, sono arrivato alla versione migliore di me.

Non credo sia semplice definire cosa sia la bellezza – un concetto, tra l’altro, che cambia con il passare dei secoli, o addirittura degli anni. Qualche mese fa, ad esempio, mi è venuta voglia di ascoltare “Against all odds” di Phil Collins. Ho cercato il video su youtube, e me lo sono riguardato: oltre ad un giovane e aitante Jeff Bridges, e all’ambiguo James Woods, c’era una donna che, spulciando questa volta su wikipedia, ho scoperto essere stata considerata una delle dieci donne più belle del mondo. Ed era meno di trent’anni fa!

 

 

Venere di Rubes

Venere davanti allo specchio

Tempo fa avevo trovato uno studio molto interessante sulla bellezza, portato avanti da un’università tedesca. Il sito è ancora consultabile, e vale la pena farci un salto; tra gli esperimenti condotti, ce n’è stato uno particolarmente rivelante. Questi studiosi hanno preso diverse facce comuni, e hanno iniziato a “mescolarle” tramite un semplice programma di morphing (il morphing è quel particolare effetto che consente di trasformare un viso in un altro in modo continuo e impercettibile). Mixando questi visi, si sono accorti che mano a mano che aumentavano i contributi, cioè il numero di facce inserite nel programma, il risultato era una persona sempre più bella. Se non ricordo male, aggiungendo un po’ di donne alle facce di uomini si otteneva un uomo ancora più bello; aggiungendo uomini alle donne, invece no; per entrambi i sessi, l’aggiunta di visi di bambini aumentava il gradimento del risultato. Volendo trarre una conclusione da questo esperimento, si potrebbe dire che un viso è tanto più bello quanto meno di discosta dai tratti medi che siamo abituati a vedere; un viso mascolino diventa più bello se ha qualcosa di femminile; quello femminile non guadagna nulla nell’essere un po’ maschio; e quanto più giovane è il soggetto, tanto più ci piace.

In una sezione dedicata alle facce bellissime, si elencano i punti che renderebbero il viso di un uomo più sexy di un altro:

  • Browner skin
  • Narrower facial shape
  • Less fat
  • Fuller and more symmetrical lips
  • Darker eye brows
  • More and darker lashes
  • Upper half of the face broader in relation to the lower
  • Higher cheek bones
  • Prominent lower jaw
  • More prominent chin
  • No receding brows
  • Thinner lids
  • No wrinkles between nose and corner of the mouth

L’analogo elenco per le donne è questo:

  • Suntanned skin
  • Narrower facial shape
  • Less fat
  • Fuller lips
  • Slightly bigger distance of eyes
  • Darker, narrower eye brows
  • More, longer and darker lashes
  • Higher cheek bones
  • Narrower nose
  • No eye rings
  • Thinner lids

Sebbene vaghe, sono queste le formule segrete per la bellezza; ed è su questi elementi che il Portrait Professional va ad agire.

Viso ritoccato

Nel sito del software per ritoccare i volti fotografati, c’è un’interessante osservazione: i soggetti ai quali era stato chiesto di valutare i risultati del ritocco, si erano detti contrari a modificare i propri volti; invitati, però, a scegliere la foto che meglio li rappresentava, finivano invariabilmente per scegliere quelle ritoccate. Nel caso specifico, il Portrait Professional applica alcuni filtri al viso allo scopo di togliere impurità della pelle e rughe; cambia il colore della pelle; aumenta la luminosità degli occhi; alza leggermente le curve degli occhi, delle sopracciglia, delle bocca; dimagrisce leggermente il contorno del viso. Tutti questi ritocchi sono effettivamente impercettibili; ma il risultato finale è davvero migliore.

Nella pubblicità del sito, veniva riportata la dichiarazione di un fotografo che diceva che da quando aveva adottato questo strumento sul lavoro, i suoi clienti erano molto più soddisfatti: senza sapere di essere stati ritoccati, dicevano che finalmente qualcuno era riuscito a fotografarli esattamente come erano. Esiste dunque una distanza concreta tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di essere.

Tutto questo, comunque, era per parlare di una cosa che non c’entra nulla con la bellezza, e che ho trovato nel sito dell’azienda che produce Portrait Professional, cioè Anthropics.com. Nella sezione History leggo:

In 1997 the National Film and Television School, the United Kingdom’s premier media education institution, founded CREATEC, a research and development division with a mission to ‘invent the future for the UK’s digital media’.

After our three years of government funding ran out, the researchers at CREATEC, as well as its intellectual property were transferred into Anthropics, which was initially funded by UK angel investors. After that, Anthropics received VC funding from a number of sources and is now a ‘stand alone’ profitable fast growing company.

Stiamo parlando di economia. Anthropic è un’azienda inglese. Per tre anni è stata finanziata dalla National Film and Television School, che è una scuola creata dal Dipartimento di Educazione e Scienze, finalizzata a formare coloro che lavorano sostanzialmente in televisione: ha avuto quindi la possibilità di crescere con le spalle coperte, al calduccio, in una sorta di incubatore. Poi ha ricevuto soldi dagli UK angel investors: chi sono? Privati che decidono di investire in settori molto speficifi – tipicamente, si specializzano su qualche argomento, e là cercano azienda da far crescere velocemente, e bene. Quindi sono arrivati i Ventur Capitalist Fund. Infine, l’azienda cammina sulle sue gambe e ha una crescita sostenuta.

In Italia, un’azienda come Anthropics non sarebbe mai nata. Le aziende create dallo Stato sono baracconi che danno da mangiare ai dipendenti in cambio di voti; si limitano a creare posti di lavoro, e poco altro. I privati facoltosi portano i soldi in Svizzera, alle Cayman, a San Marino, sottraendoli sia alle tasse italiane sia agli investimenti. I Venture Capital Fund rifilano ai loro clienti le azioni della Parmalat, della Cirio, della Fiat, nell’Enel, delle Autostrade Venete – crescita della Nazione zero, e fregature per gli azionisti. L’Italia è la settima potenza economica mondiale. Ma produce le mutande di Dolce e Gabbana, i vestiti di Armani, l’olio d’oliva e il parmiggiano reggiano, le Ferrari (certo, le Ferrari), le Cinquecento che fa in Polonia.. I settori di eccellenza sono sempre meno, e su settori sempre meno competitivi. Non esistono società di software italiane capaci di vendere all’estero: ci sono alcuni baracconi che fanno la contabilità per la Fiat, altri che lavorano per le Banche, con consulenze centenarie, ma nessuna software house capace di produrre un’applicazione semplice e ben fatta come Portrait Professional. Certo, abbiamo la bellezza, in Italia: prima o poi, però, mi sa che dovremo mangiarci anche quella.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

2 commenti su “Bellezza ed economia

  1. vitaliano
    24/01/2011

    Ho trovato bellissima la donna, ma niente m’hanno detto gli uomini.

    Mi sa che devo farmi ritoccare! 🙂

    A giovedì. Ciao

    Mi piace

  2. Daniele
    25/01/2011

    Non è vero che in Italia non siamo in grado di di produrre un’applicazione semplice e ben fatta, semplicemente non mi impegno per vendere Mungia all’estero…

    Salutami Andrea

    Mi piace

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