Scusa, Anna

Oggi, per caso, mentre mettevo un gioco sulla Wii dei bambini – è sabato, e mi piace pensare che certe regole un po’ severe vengano ammorbidite durante il fine settimana – e con il telecomando cercavo di spostarmi nella modalità AV (o qualcosa del genere: mi rendo conto che sto iniziando a somigliare più a mio papà che ai miei figli, in fatto di tecnologia), mentre scorrevo i canali, sono capitato su un quizi televisivo – e già avrei qualcosa da ridire, sui quiz televisivi, ma non voglio scivolare nel territorio del già detto, già sentito – intendo: pensa te che con i soldi del mio canone (mai pagato) questi (il mondo è popolato di generici “questi”) pagano un cretino (il mondo è popolato di generici “cretini”) perché indovina (i congiuntivi spariscono sempre, nelle invettive) in che scatola ci sono cinquecentomila euro! – per cui non dico niente sui quiz televisivi, sulla loro assenza di moralità (che è il difetto minore) e sulla loro assenza di intelligenza (il maggiore) – insomma, sono capitato in un quiz televisivo dove una signora doveva indovinare i nomi di alcuni tizi dei quali venivano mostrate le foto – le foto dei volti – e lo doveva fare nel minor tempo possibile. Quando si dice che la gente è stupida – quando lo si dice per giustificare le peggiori nefandezze che la gente fa (tipo votare i peggiori politici della storia) – be’, o c’è malafede o c’è ignoranza, perché la gente non è affatto stupida, anzi, è dotata di vivissima intelligenza, e ottima memoria, che applica, ad esempio, ai risultati di calcio e alle vite private di chiunque appaia almeno una volta per televisione. Nessuno sa chi era il Presidente del Consiglio nel 1982, ma tutti sanno che la Juve ha vinto  uno scudetto all’ultima giornata grazie ad un rigore segnato da Liam Brady (gran signore:  sapeva che quella sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia bianconera, eppure, ecc ecc, quelli sì che erano ecc ecc), e che l’Italia, ai mondiali di Spagna, pareggiò con la Polonia, il Perù e il Camerun, e vinse con l’Argentina (2-1), il Brasile (3-2), la Polonia (2-0) e  la Germania in finale (3-1), sotto gli occhi del Presidente della Repubblica (l’unica cosa che dura più di due anni in Italia, Berlusconi escluso), e tutto questo grazie alla resurrezione di Paolo Rossi, che era rimasto fermo due anni per via di quelle partite truccate, e che nessuno voleva che giocasse, ma che poi tutti dicevano che era il più grande giocatore di tutti i tempi – però il presidente del Consiglio che c’era in Italia, nel 1982, nessuno lo sa (eppure fu importante, se non altro perché fu il primo… non lo dico). Non è questione di intelligenza o memoria. E’ questione di cultura. In ogni caso, questa signora in meno di un centesimo di secondo ha individuato i proprietari delle prime quattro facce che le sono state presentate: c’era Johnny Depp, c’erano due tizi che non ho mai visto, ma sui quali la signora non ha avuto alcun dubbio (credo fossero due tronisti, o cose del genere: il problema è che non solo non conosco i tronisti, ma non so neppure cosa significhi in concreto essere tronista, a quale trasmissione si faccia riferimento, quanti ce ne sono o ce ne sono stati in Italia, a partire da quando e se ancora se ne formino di nuovi, e se il meccanismo del programma che li ha lanciati, o li sta lanciando, offra per diversi mesi lo stesso tronista o se ci sia una qualche forma di alternanza, con quale cadenza, con quali regole, se c’è un vincitore, se si vota da casa, se ci sono anche troniste femmine, chi li presenta – insomma, i colpevoli), e poi Paola Barale, che mi pare sia la fidanzata di… di chi? di un altro tizio semifamoso, che aveva partecipato ad una qualche trasmissione, e aveva fatto anche un film ma si diceva che non sapesse recitare, ma che da quando aveva conosciuto la Paola era diventato felicissimo, e lei anche – ma cosa faccia, in concreto, la Barale, ora, oltre alle pubblicità di… di cosa? di parrucchieri? di trucco? di vestiti? be’, non ne ho proprio idea… – comunque la signora l’ha riconosciuta subito: testa bassa, occhi a fessura, in 4 decimi di secondo ne ha riconosciuti 4 su 4 – ecco il genio italico che ci è rimasto dopo che la famosa “fuga dei cervelli” ha lasciato l’Italia in uno stato di desolata prostrazione. Poi, le hanno proposto questa foto:

 

anna magnani
Chi mai sarà questa donna?

 

La signora ha detto “non so”.

 

Ci sono tanti modi di dire “non so”. Uno di questi potrebbe ad esempio essere: “cazzo cazzo cazzo, ce l’ho sulla punta della lingua, ma non mi viene”. Lei invece ha detto “non so” come dire “non so”. Cioè non è che se l’era dimenticata: non l’aveva mai vista. La presentatrice, che in trasmissioni di questo genere fa sempre la figura di un genio, le ha detto “ma è Anna Magnani!”, come dire “cavoli, te ne sei fatta scappare proprio una facile!”. Ma la signora ha detto solo “ah” – e ci sono tanti modi di dire “ah” – uno di questi potrebbe essere tipo “ah, come è possibile che non mi sia venuto in mente!” – ma lei ha detto “ah” come dire “ah”. Non ha nemmeno capito che quello che ci si aspetta da un’italiana della sua età è che sappia riconoscere la più importante attrice italiana del dopoguerra. Che la sappia riconoscere più facilmente di quanto potrebbe riconoscere Paola Barale, o un tronista.

Ora, cara Anna, io non so cosa tu stia facendo ora – in quale tipo di al di là sei andata – se quello riservato agli attori, o quello più generale riservato alla gente in gamba – ma io mi auguro che tu non stia guardando da questa parte, che tu abbia molto di meglio da fare che assistere a questo spettacolo deprimente e senza senso, che ogni giorno parla dell’Italia di oggi tanto quanto i ruoli di donna forte e orgogliosa che interpretavi ai tuoi tempi descrivevano il riscatto morale dei nostri nonni dopo la guerra. Ma se stavi guardando, se per caso anche tu, cercando di attaccare la Wii per qualche angelo del cielo, sei capitata in quel quiz televisivo, e se non hai riso, con quella tua risata dolente e antica, ti chiedo scusa, ti chiedo scusa a nome di tanti – ti chiedo di perdonare questo popolo smarrito, questi italiani senza più riferimenti, perché ormai non sanno quello che fanno.

Era Spadolini, primo Presidente del Consiglio non democristiano del dopoguerra.

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