Grafemi

Segni, parole, significato.

A proposito di Kafka

[..] è saggio restarsene a casa propria a calcolare e misurare l’ignoto, ma senza mai cercare di superare i limiti di un mondo, del resto abbastanza vasto perché vi si trovi sempre qualcosa da fare.

Esistono però avventurieri che hanno osato uscirne, affrontando universi che non erano ancora in grado di accoglierli. La maggior parte di loro si sono perduti, e hanno dovuto cercare rifugio in quegli asili che gli abitanti della terra riservano agli espatriati. Ma c’è stato qualcuno (pochissimi, è vero) che nel corso di questo viaggio ha conservato la piena lucidità di mente. Essi sono rimasti svegli durante il sonno; hanno tenuto gli occhi aperti mentre dormivano.

E’ questo il caso di Kafka, che ha trascorso la vita assente in mezzo a noi, parlandoci di un mondo apparentemente molto oscuro, in quanto non ci offre la possibilità di parlare secondo i nostri schemi. Ma cosa vi ha visto? L’infinito? Dio? Dei mostri? Niente di tutto questo, ma esseri come voi, o io, che parlano la nostra lingua: case e strade come se ne vedono tutti i giorni, poliziotti, capuffici, vicedirettori di banche e dattilografe. Sembra quasi di essere a Parigi o a New York. Eppure, è tutto diverso.

[.. ] Per coloro che sono rimasti a casa, la risposta precede sempre la domanda. Cercano problemi che le loro soluzioni possono soddisfare, e continuano a rimanere in questo mondo, dove nulla esiste che a esse non risponda. Dicono “io ci sono” e, poiché, in effetti ci sono, si chiedono il perché. [..] Laggiù, invece, si interroga per essere. Io interrogo, dunque non sono. Anch’io sono posto in discussione. Ma come rimanere là? Non si può certo rimandare all’infinito il giorno della propria nascita. E intanto, se qualcuno vi chiede cosa siete venuto a fare, come gli risponderete? Perché, naturalmente, voi non ci siete. Voi non siete qui. Lo si capisce dal vostro sguardo inquieto, dal modo come vi scusate di fronte agli altri, dalla vostra aria umile. Siete in mala fede. Le vostre domande vi tradiscono. Certo, questo non è il vostro paese. Avete un permesso di soggiorno? Vi dichiaro in arresto…

(Bernard Groethuysen, A proposito di Kafka, in “La Nouvelle Revue Francaise”, 1° aprile 1933)

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

Un commento su “A proposito di Kafka

  1. Nicola Pezzoli
    30/06/2011

    Noi (mi permetto di dire “noi”, e simultaneamente me ne scuso) siamo quelli che hanno sbagliato pianeta, più che paese…

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 27/06/2011 da in Letteratura, Recensioni, Romanzo, Scrittura con tag , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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