Grafemi

Segni, parole, significato.

Il debito pagato

Non serve credere che le rette parallele non si incontrano neanche all’infinito, per capire la geometria di Euclide – o per parlarne. La teologia è una costruzione del pensiero che ha come postulato l’esistenza da Dio. Cioè: supponendo che Dio esista, segue tutto il resto. Dalla supposizione – che riguarda la sfera della fede – in poi, anche un ateo può metterci il becco.

La morte di Cristo ha senso – da un punto di vista teologico – solo se non c’è la Resurrezione. E in effetti tutti i Vangeli non sono altro che la narrazione di una storia che prepara alla morte di Gesù, non alla sua improbabile resurrezione, che stupisce i suoi apostoli per primi. 

L’apice del climax si raggiunge sul Golgota, non la domenica mattina, quando Maria Maddalena e la Vergine arrivano al sepolcro. La Matthäuspassion di Bach si ferma un attimo prima – al pianto del mondo sulla tomba di Dio.

Wir setzen uns mit Tränen nieder
Und rufen dir im Grabe zu:
Ruhe sanfte, sanfte ruh!
Ruht, ihr ausgesognen Glieder!
Euer Grab und Leichenstein
Soll dem ängstlichen Gewissen
Ein bequemes Ruhekissen
Und der Seelen Ruhstatt sein.
Höchst vergnügt schlummern da die Augen ein.

ovvero

Ci sciogliamo in lacrime e a te nel sepolcro diciamo: riposa in pace, in
pace riposa! Riposate, spoglie esangui! Il vostro sepolcro e pietra tombale
saranno per lo spirito angosciato un dolce guanciale e l’estrema dimora
dell’anima. Nel gaudio più pieno si chiuderanno gli occhi nel sonno eterno.

Dio, con Cristo, si è fatto uomo. Perché? Perché c’è solo una cosa che l’uomo ha e Dio, pur nella sua onnipotenza, no: la morte. Quella morte che Dio ha dato all’uomo come pena per il suo desiderio di conoscere il Bene e il Male. L’uomo, cioè suo figlio, è condannato a morte da Dio, suo padre. Questa condanna, è il peccato originale da cancellare. Il debito da rimettere è di Dio – non il nostro.

Dio si è fatto uomo per una nuova alleanza: la prima, era minata alla base dalla distanza profondissima che la morte – la sua esperienza – aveva messo tra l’uomo e Dio: Dio non era più credibile, perché non aveva mai provato cosa voleva dire finire.

Gesù muore, muore fino in fondo, senza speranza e senza resurrezione. Dio cancella il proprio peccato originale morendo. 

Non sarebbe, questa, una storia molto più bella?

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

4 commenti su “Il debito pagato

  1. dhr
    21/09/2011

    ciao, Paolo, ti “infesto” anche qui.

    molto interessante questa prospettiva, che ribalta la prospettiva classica (“Gesù doveva risorgere perché ecc.”).

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  2. dhr
    21/09/2011

    PS ti ho aggiunto nel mio blogroll… che NB si trova non nella homepage ma nel Profilo completo. ciao!

    Mi piace

  3. dhr
    21/09/2011

    [sul riposo di Dio nel settimo giorno della creazione]

    In questa guisa volle Iddio creando
    mostrar della sua morte alto mistero
    quasi in figura. Anzi predir da lunge
    ch’anzi i tormenti della morte, il Figlio
    devea ne l’uom quetarsi, e ‘n membra umane,
    a guisa di mortale, al dolce sonno
    conceder gli affannati e lassi spirti.

    ___Torquato Tasso, “Il mondo creato” VII, versi 120-126

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  4. Nicola Pezzoli
    22/09/2011

    Grande idea il peccato originale di dio!… Anche perché porrebbe rimedio all’assoluta assurdità del passaggio fra i due diversi (opposti?) “Testamenti”: un essere onnipotente onnisciente e perfetto che non solo “cambia idea”, ma addirittura la ribalta, da interventista violento, castigamatti sanguinario, cacciabombardiere assassino, a pacifista figlio dei fiori che predica l’Amore…

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Questa voce è stata pubblicata il 19/09/2011 da in La Passione secondo Matteo, Scrittura con tag , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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