Grafemi

Segni, parole, significato.

Luoghi virtuali #1

Se potessi scegliere a chi dare un premio Nobel, me ne inventerei uno, a metà strada tra la letteratura e la fisica, che consegnerei a Google per l’invenzione di maps.google.it, o Google Earth. Poche cose hanno cambiato la mia percezione del mondo quanto le mappe navigabili del gigante di Mountain View – da un punto di vista oggettivo, certo, ma anche da quello, diciamo così, estetico.

Ho la passione per i dettagli. Da piccolo avrei voluto fare l’investigatore: ricostruire un mondo da un dettaglio. Alla Sherlock Holmes, per capirsi. Le mappe di Google mi danno questa possibilità. A volte parto da un luogo che ho sentito nominare, e vedo com’è dal vivo – come è fatto, che aria si respira, che negozi ci sono nei paraggi, che gente ci cammina; altre, cerco una città a caso, sul grande mappamondo virtuale, e provo a scoprire ogni dettaglio di quel posto.

Mi rendo conto di trascurare questo blog – non che questo sia un reale problema per qualcuno, ma credo che sia importante impegnarsi nell’esercizio di condividere qualcosa con il mondo. Non avendo praticamente una sola mezz’ora libera (sto finendo di editare un libro, mantenendo tutti gli altri impegni che ho preso, e il tempo per scrivere è andato a zero), ho deciso di provare a condividere i miei luoghi più o meno virtuali, partendo da un incrocio a Londra  che molti di noi conoscono, cioè dal punto dal quale Richard Ashcroft dei Verve parte per la passeggiata che fa da sottofondo a “Bitter Sweet Symphony”.

Con un po’ di pazienza (non ne serve tanta: solo un po’), si può arrivare a trovare il punto esatto da cui parte il video, cioè dal marciapiede davanti al Golden Fried Chicken di Falkirk Street. Non è meraviglioso?

Golden Fried Chicken

Golden Fried Chicken

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

5 commenti su “Luoghi virtuali #1

  1. giacinta
    02/11/2011

    E’ stata per anni una delle mie canzoni preferite. Grazie per questo post.
    p.s.
    che tu avessi la vena dell’investigatore mi ero già accorta:-)

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    • Paolo Zardi
      02/11/2011

      😉 ho sempre adorato anch’io, questa canzone – che ha la caratteristica di non consumarsi con il tempo…

      alla prossima!

      Mi piace

  2. Nicola Pezzoli
    03/11/2011

    Presente: siamo in tre ad amare questa canzone… 🙂
    (Amo un po’ meno le mappature, pur riconoscendone l’utlità: più che far scoprire il mondo mi danno l’idea di rimpicciolirlo, in tutti i sensi, e di togliere il mistero con una forza erosiva paragonable a quella del Nulla nella Storia Infinita. Annullare non cancellando, ma mettendo tutto sotto gli occhi di tutti…)
    Buon editing, mon ami! 😀

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    • Paolo Zardi
      03/11/2011

      Caro Nicola, il rischio con si corre, con le mappe, è quello in cui incappa il personaggio de “L’aleph” di Borges – il primo tizio che inizia ad esplorare il mondo, chilometro per chilometro, pensando, in questo modo, di conoscere tutto – ma non conosce nulla, perché gli manca la capacità di “vedere”.
      Ma dal mio punto di vista, la mappatura ha il pregio di soddisfare molte curiosità – di vedere il dietro le quinte di un mondo di cui spesso vediamo solo una superficie.
      Vediamo se con i prossimi “Luoghi virtuali” riesco a convincerti! 😉
      A presto,
      Paolo
      ps a breve conto di mandarti una mail con qualche aggiornamento… baci!

      Mi piace

  3. Renato
    04/11/2011

    Tu non hai idea, Paolo, di quante volte ho fatto questo giochetto meraviglioso con Google Maps.
    Sottoscrivo il tuo Nobel!

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Questa voce è stata pubblicata il 02/11/2011 da in Satura Lanx con tag .

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