Grafemi

Segni, parole, significato.

Luoghi virtuali #2

Ogni tanto mi viene voglia di fare la lista delle dieci canzoni più belle di tutti i tempi, e anche se di getto sarei tentato di mettere quasi esclusivamente i Beatles (ci provo: Yesterday, Hey Jude, Eleoanor Rigby, Strawberry Fields Forever, A day in the life, I am the warlus, Don’t let me down, Blackbird, Because, Here comes the sun), poi ci ripenso e mi vengono in mente un sacco di altri pezzi che se un giorno dovessi finire in un’isola deserta (o se l’Italia diventasse un’isola deserta) sicuramente porterei con me.

Una di queste canzoni è sicuramente “Heroes“, di David Bowie: contenuta nell’omonimo album, è un capolavoro di disperazione e bellezza. Appartiene, assieme ai meno famosi Low  e a Lodger,  al cosiddetto “periodo berlinese” di Bowie, anche se solo Heroes fu registrato realmente a Berlino, nel 1977. Ma esattamente, dove? Agli Hansa Tonstudio, in Köthener Strasse, nel quartiere Kreuzberg di Berlino (Ovest, ovviamente). Bellissimo palazzo, che si trovava a poco più di 500 metri dal famoso muro che separava le due metà di Berlino, e, più in generale, il rutilante Occidente dall’egalitario Oriente. Vogliamo dargli un’occhiata? Basta andare qui e vedere questo:

hansa tonstudio

Hansa Tonstudio – Berlin

Dentro a questo palazzo, dunque, David Bowie, nel 1977, accompagnato da Brian Eno, e dal produttore Tony Visconti, registrava uno degli album più importanti per la storia del rock, introducendo, in questo genere sempre capace di rigenerarsi, una nuovissima linfa. E nel 1991, gli U2, a muro crollato, scelsero proprio questi imponenti studi di registrazione per realizzare uno dei loro dischi più famosi, e importanti, che fu Achtung, baby.

Bowie, però, era già stato a Berlino. Il 18 aprile del 1976, infatti, tenne un concerto a Berlino Ovest. Tra il pubblico, c’era anche una ragazzina ancora tredicenne (avrebbe compiuto 14 anni il 20 maggio di quello stesso anno), che si chiamava Christiane Vera Felscherinow, nota, al mondo, con il nome di Christiane F. – quella, per capirci, dello Zoo di Berlino. Il concerto di Bowie rappresenta, nella vita di questa ragazza (ora prossima ai cinquant’anni), una tappa fondamentale: è quel giorno, infatti, che lei prova per la prima volta l’eroina, dalla quale, pare, tuttora non si è liberata.

Se non ricordo male, nel film tratto dalla storia di Christiane, David Bowie canta proprio Heroes, durante il concerto: anche se questo è impossibile (l’album sarebbe stato registrato un anno dopo), mi piace pensare che il tempo non sia sempre lineare, e che certe cose successe dopo, in realtà appartenevano già al passato. Heroes parla di due persone che si amano da una parte all’altra del muro, ed è quindi intimamente berlinese; come intimamente berlinese potrebbe essere la storia di Christiane e dei suoi amici, confinati in quella specie di zoo sperimentale che era Berlino Ovest negli anni settanta – assurdo e irreale avamposto dell’Occidente.

Il luogo in cui si tenne il concerto di David Bowie, dove si intrecciarono due vite – quella del cantante e quella di Christiane – era questo: lì, al Deutschlandhalle, c’era Christiane (e i suoi amici, compresa Babette Doge, aka Babsi, che detiene ancora il tragico primato di persona più giovane di tutto l’occidente ad essere morta di overdose: appena quattordicenne, già malata di epatite, fu trovata morta in un appartamento dove si prostituiva per comprarsi l’eroina), e lì c’era David Bowie, che ancora non aveva registrato i suoi dischi berlinesi ma che forse proprio in quei giorni stava pensando a un nuovo sound capace di raccontare il mondo di Christiane, e di tutti i tedeschi imprigionati in quel paradiso artificiale che era Berlino Ovest.

Deutschlandhalle

Deutschlandhalle

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

5 commenti su “Luoghi virtuali #2

  1. Renato
    04/11/2011

    Aspetto ansioso nuovi luoghi virtuali.

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  2. Nicola Pezzoli
    04/11/2011

    Sì, stai cominciando a convincermi… 😀

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  3. Sik
    04/11/2011

    Gran film e grande grande libro.

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  4. giacinta
    05/11/2011

    Quattro B ( Beatles, Bowie, Brian ( Eno ), Bono ) anche per me e due S ( Strawberry fields e Sunday bloody sunday ).
    Bello tornare a Berlino ( altre B …) con te.
    Adesso sto pensando alle altre B possibili… 🙂

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    • Paolo Zardi
      07/11/2011

      Bella questa coincidenza!
      Ci sarebbero, poi, Battisti (che ammetto di aver amato a lungo), e Battiato (per il quale non impazzisco), e i Beach Boys (ecco una buona idea!). Intanto, però, sono passato ai Radiohead (ma in cantiere c’è un luogo legato a un’autrice esordiente il cui nome inizia, guarda caso, con la B…)

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Questa voce è stata pubblicata il 04/11/2011 da in Satura Lanx, Scrittura con tag , , , , , , .

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