Grafemi

Segni, parole, significato.

La fuga

Altro post recuperato da Splinder: era il giugno del 2008, e io ero da un cliente. Le cose, da allora, non sono cambiate molto, ma se non altro è finito quella sensazione di solitudine e smarrimento che ha caratterizzato la mia vita di consulente tra il 2005 e la fine del 2008.

E’ da questa prigione, che scrivo. Da un ufficio con i vetri grigi e il telefono che squilla. Da un cliente che chiede e non dà mai. Da questo silenzio, da questo treno in viaggio, da questa solitudine che mi porto in giro per l’Italia. In questo momento, attraverso un angolino della finestra, dietro ad una targa argentata appoggiata sul mobile con scritto “ENCOMIO SOLENNE – Per l’ottimo risultato di fatturato di Area, per l’eccezionale incremento rispetto al Consolidato, per la Dedizione e l’Impegno dimostrati nella conduzione del proprio team” – chi c’era, qui, prima di me? – vedo passare camion e macchine, come se tutto questo affannarsi avesse un senso: ma per me è solo attesa della vita vera, quella che prevede abbracci, chiacchiere, carezze, occhiate.

Scrivo da questa prigione, che se non ci fosse, potrei anche fare a meno di scrivere – non avrei nulla dal quale fuggire. Se fossi in un prato pieno d’erba, sul dorso di una collina, verde fino in fondo, starei semplicemente zitto. Le parole sono lenzuola bianche che annodo, l’una all’altra – farle scorrere attraverso la grata – la fuga.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

2 commenti su “La fuga

  1. Nicola Pezzoli
    24/11/2011

    Meno male che l’hai recuperato. Un pezzo significativo assai, ma l’immagine finale è così bella, preziosa e drammatica da diventare, per me, commovente!

    Un abbraccio fraterno.

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  2. enrico neiretti
    19/12/2011

    Spesso me lo chiedo se le parole possono aiutare a fuggire dalle nostre prigioni. Di certo vale la pena di coltivarle le parole. Perchè nelle prigioni le parole si impoveriscono, diventano voci di gergo, e i muri si fanno ancora più spessi. Forse recuperare le parole è già libertà

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 24/11/2011 da in Satura Lanx con tag .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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