Nicola Pezzoli recensisce “La felicità esiste”

nicola pezzoli
Nicola Pezzoli

Nicola Pezzoli è uno scrittore di cui ho parlato in almeno due occasioni, su questo blog – una volta a proposito del suo romanzo “Tutta colpa di Tondelli”, edito da Kaos Edizioni, un’altra a proposito di un suo meraviglioso romanzo inedito (ma che, chissà, a breve potrebbe non essere più così inedito). Ci siamo trovati per caso, per una serie di circostanze fortuite, e abbiamo riconosciuto, ciascuno nell’altro, un fratello di scrittura, e di lettura. Cerchiamo le stesse cose, apprezziamo le stesse cose, come se un filo lontano ci unisse. Ho diversi legami con tante persone, in Italia. A volte immagino il nostro stivale di notte, illuminato da tante piccole lucette, in città lontane, dove ci sono persone che da lontano si pensano. Nicola è una di queste – solo un pochino più speciale.

Oltre a scrivere (divinamente) Nicola è anche un ferocissimo critico letterario. Non ho mai letto Ammaniti, ma in compenso ho goduto per come è scritta una recensione che Nicola fa del suo ultimo libro, e che può essere letta direttamente sul suo blog. La consiglio, molto vivamente, perché distrugge tutta una serie di luoghi comuni che accompagnano la nostra letteratura italiana, i suoi miti, i suoi campioni. Nicola non ha peli sulla lingua: quello che deve dire, lo dice. L’avevamo già capito in “Tutta colpa di Tondelli”; ora, questa sua tendenza iconoclasta ha raggiunto vertici irraggiungibili.

E’ per questo che ho letto con una certa apprensione la sua recensione; alla fine, però, non solo ho tirato un sospiro di sollievo, ma mi sono anche commosso. Perché ho sentito di essere stato capito fino in fondo – che il mio sforzo, e la mia determinazione, hanno raggiunto uno dei loro obiettivi. Quando si scrive, si rende conto a un solo lettore: se stessi. Quando si pubblica, si spera che i lettori che apprezziamo ci capiscano. Con Nicola, è successo questo.

Copio solo il finale. Il resto, lo si può leggere sul suo blog, che consiglio vivamente di mettere tra i preferiti.

Paolo Zardi (iconoclasta in questo senso? perché spacca la brutta icona del Brutto, e sputa sopra i suoi brutti cocci?) con la sua scrittura Alta (ma, si badi bene, tutt’altro che stucchevolmente “vecchia”, e tutt’altro che sterilmente virtuosistica o fine a se stessa) si pone in meravigliosa, benedetta controtendenza. A tal punto da sembrare un americano tradotto. Ma tradotto divinamente bene.
Non fatemi incazzare.
Paolo Zardi. La felicità esiste.
Sì: anche la felicità di leggere un bel Romanzo.

(Nicola Pezzoli)

La felicità esiste - Paolo Zardi
La felicità esiste - Paolo Zardi
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2 thoughts on “Nicola Pezzoli recensisce “La felicità esiste”

  1. Grazie per la scelta simpatica e tenera della foto da bambino! Perché dentro sono ancora così. E perché mi ha ricordato le parole di uno scrittore spagnolo che nel recensirmi disse: “E’ nato nel 1967 e non ha mai smesso di scrivere da allora”… 🙂
    Bellissima anche l’immagine delle piccole lucette notturne.
    Rimaniamo accesi!

    Mi piace

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