Grafemi

Segni, parole, significato.

Ispirazione

Noi però siamo per la maggior parte persone più comuni, legate al nostro tempo. Noi non udiamo più le nostre poesie direttamente nel corso di allucinazioni. Abbiamo piuttosto la sensazione di qualcosa che ci viene dato e che, nutrito in noi, viene poi alla luce; l’impressione che la poesia accada al poeta, oltre che essere creata da lui. Frammenti di versi “sgorgavano” per Housman dopo una birra e una passeggiata, “con emozioni subitanee e inesplicabili” che poi dovevano “essere prese e completate dal cervello”. “Furono i canti a far me, non io a far loro” disse Goethe. “Non sono io a pensare,” disse Lamartine “sono le mie idee a pensare per me”. E Shelley scrisse senza ambiguità: “Un uomo non può dire: ‘ora compongo della poesia’. Neppure il poeta più grande può dirlo, poiché nella creazione la mente è come un carbone quasi spento, che una qualche influenza invisibile, come un vento incostante, può avvisare dandogli un transitorio splendore… e le parti coscienti della nostra natura non sono in grado di profetizzare né il suo approssimarsi né la sua partenza”…

(da Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, Julian Jaynes, Adelphi)

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

8 commenti su “Ispirazione

  1. mauri53
    03/05/2012

    Sarà presunzione ma concordo con Shelley…non solo con la poesia ma anche i racconti , le idee e lo sviluppo di un racconto vengono da soli e quando meno te lo aspetti
    un sorriso

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    • Paolo Zardi
      03/05/2012

      Ciao Maurizio, sono pienamente d’accordo. L’ispirazione è fuori dal nostro controllo (mentre la realizzazione richiede un bel po’ di concentrazione e determinazione).
      Ho visto che sul tuo blog ci sono molti racconti e poesie – sto iniziando a spulciarlo, nel tempo libero (al lavoro sarebbe impossibile…), e mi pare ci siano tante cose interessanti! Ci torno sopra con più calma nei prossimi giorni.
      Intanto buona serata e a presto!

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  2. mauri53
    03/05/2012

    grazie per la considerazione e concordo nuovamente con te sulla concentrazione e determinazione . Certi racconti e certe poesie sono state scritte in condizioni particolari. Qualche racconto viene dal Sahara , dal Tenere, ne ho scritto un paio da una piattaforma petrolifera in mezzo al Caspio e altro.
    In certi posti ti senti solo e lo sei e allora lo scrivere ti aiuta a sentirti e a colloquiare con te stesso e la fantasia e le situazioni ti ispirano.

    Buonanotte

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  3. dhr
    04/05/2012

    ecco la famosa mente bicamerale! anch’io ne sperimento il crollo… ma forse è solo l’alzheimer che avanza😆

    cmq, come si diceva tempo fa sul Blog delle Ragazze, la penso (o vengo pensato) esattamente come Shelley.

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    • Paolo Zardi
      04/05/2012

      Eh eh… per Jaynes il crollo della mente bicamerale ha prodotto la nascita della coscienza – sei quindi un essere cosciente? Torno su questo libro in uno dei prossimi post – leggerlo è stato un piacere enorme, che mi piacerebbe condividere!

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  4. dhr
    04/05/2012

    (ecco un esempio pratico del crollo) sostituire Shelley con Lamartine

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  5. Susanna
    15/05/2012

    Ma in-spirare è un atto volontario?🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 03/05/2012 da in Letteratura, Poesia con tag , , , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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