Grafemi

Segni, parole, significato.

L’amore è…

Quando ero piccolo, negli anni settanta, cioè più di trent’anni fa (vorrei sapere chi sta facendo scorrere il tempo così velocemente), imperversavano delle vignette con due bambini nudi – un maschietto e una femminuccia – con una scritta sopra: “L’amore è…” o, in inglese, “Love is…“. Allora, non avevo la minima idea di chi le disegnasse (lo scopro ora leggendo Wikipedia: era la neozelandese Kim Groove, che prese il cognome di Casali quando sposò un ingegnere italiano (che nel 1976 morì, lasciando però da parte dello sperma congelato con il quale Kim riuscì a concepire un terzo figlio postumo: l’amore è partorire un bambino 16 mesi dopo la morte di tuo marito)), ma, soprattutto, mi pareva che quelle vignette non avessero alcun significato: in effetti, ero ancora un bambino.

(Al riguardo, c’è un curioso esperimento basato su un’illusione ottica. A vari soggetti viene presentata questa figura:

Cosa vedi?

I bambini sotto i sette anni vedono solo delfini, che un adulto, invece, deve sforzarsi di cercare: l’amore è vedere due corpi che si stringono?).

A distanza di anni, ho rivisto le vignette di Kim: intorno ai quindici anni mi facevano tenerezza, e mi pareva che parlassero proprio di me, poi le ho trovate stucchevoli e infantili, poi naif, quindi vintage. Ora, dopo aver superato i 40 anni, mi sembrano ingenue, e tutto sommato banali.

L’amore è… l’amore è soprattutto una cosa incomprensibile. In una delle sue tante canzoni, Lucio Dalla cantava con De Gregori: cosa sarà che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta? Il legame che unisce la maggior parte delle coppie non può essere né spiegato né capito. Quando sono in tram, mi piace guardare i ragazzi che si baciano, e mi domando: cosa li ha fatti scegliere? Poi guardo me stesso e mi chiedo: perché qualcuno ha scelto me? Se mescolassimo un migliaio di coppie in una sala enorme, potremmo passare la mezz’ora successiva a osservare come ognuno cerchi la propria anima gemella: l’amore è davvero la cosa più strana. Lo diceva anche Andy Summers nel 1987, con una canzone ipnotica, accompagnata da un bellissimo video.

E l’amore è una cosa ridicola. Nella nostra camera da letto, o dentro le macchine appannate, facciamo cose che nessun dovrebbe vedere. Tempo fa (questo è un segreto) girava per l’ufficio un hard disk esterno nel quale un collega aveva dimenticato, non si sa quanto involontariamente, dei video amatoriali che lui e la nostra ex segretaria avevano girato. Sbirciandoli, all’inizio ho sorriso; dopo, però, ho avvertito la sensazione di aver violato un mondo che dovrebbe essere mantenuto sempre separato. Erano ridicoli, certo, ma non diversi da me.

Ma l’altro giorno, andando al lavoro, mi è sembrato di cogliere il vero senso dell’amore – un Love is… già pronto. Proprio vicino a dove lavoro, nella parte meno tetra della tetrissima zona industriale di Padova, ho visto passare un tandem. Conoscevo entrambi, perché entrambi lavorano con me: lui ha una gamba di legno, e ci vede poco, e lei è cieca. Andavano via lentamente, ma sicuri. Lui, davanti, con una gamba dritta, guidava la bici verso la loro comune destinazione; lei, dietro, pedalava. Era mattina presto, e io avevo appena fatto colazione al bar, e li ho visti passare sul loro tandem, nel loro piccolo mondo privato, e mi è sembrato che Kim avrebbe potuto disegnarli, e forse avrei capito che l’ingenuità e la banalità sono l’essenza dell’amore – che non servono grandi invenzioni per spiegare che l’amore, in fondo, è guidare la stessa bicicletta – ognuno impegnato in quello che sa fare meglio – verso la stessa direzione.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

15 commenti su “L’amore è…

  1. dhr
    05/05/2012

    >I bambini sotto i sette anni vedono solo delfini

    ecco la prova scientifica che ho più di 7 anni… perché i delfini dove sarebbero?? e pensare che mi piacerebbe tanto vederli, molto più della solita pubblicità soft-core… 😦

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    • Paolo Zardi
      05/05/2012

      ci ho messo un po’ anch’io, ma alla fine li ho trovati… ora devo trovare il coraggio di chiederlo ai miei figli – uno 8 anni, l’altro 5…

      Mi piace

      • dhr
        06/05/2012

        ah ora li vedo! sono ben 8.
        ingegnoso! peraltro, sono un fan di Escher.

        Mi piace

        • Paolo Zardi
          06/05/2012

          E’ proprio nel suo stile..
          Test sui bimbi.
          Il piccolo, 5 anni: “un uomo senza testa.”
          E poi?
          “Delfini”
          Il grande, 8 anni: tre uomini (!)
          E poi?
          “Niente”.
          Riesci a vedere i delfini?
          Attesa… “Sì, ora li vedo!”
          Cosa si perde, e cosa si acquista con l’età?

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  2. silvia
    05/05/2012

    Erano bellissime! Dovrei averle in giro ancora in qualche polveroso cassetto: le collezionavo, ma me ne vergognavo e dicevo al cartolaio che le compravo per la mia sorella più piccola. Lui naturalmente non ci credeva e mi prendeva in giro ogni volta.
    Col senno di poi, penso che il tema delle figurine, l’amore è … sia già di per sè assurdo
    L’amore è il sentimento più inspiegabile e misterioso e refrattario alle definizioni che ci sia.
    Quando tu lo definisci ridicolo, ho il sospetto che confondi il sesso con l’amore.

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    • Paolo Zardi
      05/05/2012

      I nomignoli che diamo alla persona che amiamo (e che la persona che ci ama dà a noi) non sono forse ridicoli? Ero in macchina con un amico, molto serio, e lo chiama sua moglie – aveva il vivavoce, e lei non lo sapeva. Si è vergognato molto quando lei l’ha chiamato “topino”.
      E non sono ridicoli le telefonate sussurrate in autobus, o al lavoro? E i ragazzini che si baciano per un quarto d’ora su una panchina, come se potessero raggiungere il cuore dell’altro per mezzo della lingua?
      L’amore è ridicolo tutte le volte che viene visto da fuori – tutte le volte che viene visto senza amore. E’ complicità anche per questo motivo – significa mostrarsi vulnerabili di fronte a qualcuno, ed essere felici di esserlo…

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  3. mauri53
    05/05/2012

    mi sono sforzato ma i delfini non ne ho proprio visti..
    L’amore ..quanti fiumi di inchiostro sono stati usati per cercare qualche spiegazione a quella alchimia che unisce 2 persone..
    un sorriso

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  4. mauri53
    05/05/2012

    devo essere ringiovanito ….ne ho trovati 8 di delfini

    Mi piace

  5. marcomolteni
    06/05/2012

    Devo molto a quelli che non amo … a volte mi sembrano le parole migliori per dire cosa è l’amore

    Devo molto
    a quelli che non amo.

    Il sollievo con cui accetto
    che siano più vicini a un altro.

    La gioia di non essere io
    il lupo dei loro agnelli.

    Mi sento in pace con loro
    e in libertà con loro,
    e questo l’amore non può darlo,
    né riesce a toglierlo.

    Non li aspetto
    dalla porta alla finestra.
    Paziente
    quasi come una meridiana,
    capisco
    ciò che l’amore non capisce,
    perdono
    ciò che l’amore mai perdonerebbe.

    Da un incontro a una lettera
    passa non un’eternità,
    ma solo qualche giorno o settimana.

    I viaggi con loro vanno sempre bene,
    i concerti sono ascoltati fino in fondo,
    le cattedrali visitate,
    i paesaggi nitidi.

    E quando ci separano
    sette monti e fiumi,
    sono monti e fiumi
    che trovi sui ogni atlante.

    È merito loro
    se vivo in tre dimensioni,
    in uno spazio non lirico e non retorico,
    con un orizzonte vero, perché mobile.

    Loro stessi non sanno
    quanto portano nelle mani vuote.

    “Non devo loro nulla” –
    direbbe l’amore
    sulla questione aperta.

    — Wislawa Szymborska

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  6. Eli
    26/05/2012

    Ho guardato prima le immagini (guardo sempre ovunque prima le immagini e poi leggo), e mi sono detta “Perché questo matto* s’è messo a disegnare un uomo e una donna circondati da delfini?!”.
    Cosa ho vinto? 😛

    *non sapevo chi fosse, non conoscevo il disegno.

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  7. nenny
    28/08/2012

    ciao..ankio..oggi..a 42 anni..rifletto su ciò ke son state x me le vignette di L’amore è…ke adoravo… e lo faccio ora ke son single 🙂 e ke su fb girando invece delle vignette sugli innamorati disegnate da un certo DON col quale mi complimenterei di persona…x la veridicità e quel pizzico di ironia ke racconto dell’amore..cosa ke noi, grazie o a causa degli steriotipi ke ci han trasmesso…….solo ora accettiamo…almeno io! ..insomma….ho finalmente imparato a riderci sopra e a non prender più “l’amore è” come qualcosa di serio…..!!

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  8. Pingback: Matrimonio a tema The Love Is | Matrimonio Creativo Beta

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Questa voce è stata pubblicata il 05/05/2012 da in La felicità esiste, Scrittura con tag , , , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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