Grafemi

Segni, parole, significato.

Tra la vita e l’arte

“La vita è brutale, incoerente, sconnessa, piena di catastrofi inesplicabili, illogiche e contraddittorie […]. La vita lascia tutto sullo stesso piano, fa precipitare i fatti o li trascina indefinitamente. L’arte, invece, consiste nell’usare precauzioni e preparazioni, nel predisporre transizioni sapienti e dissimulate, nel mettere in piena luce, attraverso la pura abilità della composizione, gli avvenimenti essenziali, conferendo a tutti gli altri il rilievo adeguato.”
(Robert Louis Stevenson, da “Un’umile rimostranza”, in “L’isola del romanzo” di G. Almansi, Sellerio, 1987)

‎”Quel che vorrei fare è un libro su niente, un libro senza legami esterni, che si regga da solo con la forza del suo stile, come la terra si regge in aria senza essere sostenuta, un libro che non abbia soggetto o almeno in cui il soggetto sia qualcosa di invisibile, se possibile. Le opere più belle sono quelle in cui c’è meno materia.”
(da una lettera di Gustave Flaubert a L. Colet del 16 gennaio 1852)

‎”Far ‘vero’ consiste nel dare l’illusione del vero. I Realisti di talento dovrebbero chiamarsi, piuttosto, Illusionisti.”
(Guy de Maupassant, da Le Roman)

‎”La prima qualità dell’Arte è l’illusione. Che è la vera verità.”
(da una lettera di Gustave Flaubert a L. Colet del 16 settembre 1853)

“L’unica verità accessibile allo scrittore è quella della forma e dello stile che Stevenson – con Flaubert – considera ‘il fondamento dell’arte letteraria’. Invece di ‘cercare la verità’ [come diceva Henry James] nel mondo, gli artisti dovranno dunque distogliere lo sguardo dalla ‘policroma caotica e grossolana mobilità della natura che sta ai nostri piedi e si affideranno a una certa schematizzazione astratta’. Solo una paziente, meticolosa elaborazione dei materiali tratti dal ‘repertorio inesauribile’ della vita potrà sancire il valore delle loro opere, che un contatto troppo stretto con la realtà finirebbe per distruggere.”
(da Realismo e letteratura di Federico Bertoni, Einaudi editore)

“La gente è convinta che sia la materia che conti. Pensano, ad esempio, che i prodigiosi, delicati pensieri e sentimenti in Shakespeare colpiscano di per se stessi, e non si rendono conto del fatto che un diamante mal pulito non è che una pietra; credono che le situazioni accattivanti o i buoni dialoghi nascano dalla vita. Non riusciranno a capire che, invece, li si prepara con deliberato artificio e vi si arriva a furia di soppressioni furiose.”
(Robert Louis Stevenson, in una lettera a Henry James, da Amici rivali, Archinto edizioni)

“La vita è mostruosa; la vita è infinita, illogica, improvvisa, acuta e penetrante; l’opera d’arte, al confronto, non può non apparire nitida, finita, autosufficiente, razionale, scorrevole, esangue. La vita s’impone con la sua energia bruta, inarticolata e terribile come il tuono; l’arte attira la nostra attenzione in mezzo ai rumori confusi dell’esperienza, come una melodia composta accuratamente da un musicista discreto. Un postulato geometrico non compete con la vita; e il postulato geometrico è un ottimo paragone per l’opera d’arte”.
(Robert Louis Stevenson, da “Un’umile rimostranza”)

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

4 commenti su “Tra la vita e l’arte

  1. perdamasco
    16/06/2012

    La vita? Per trovare la mia, è stata una continua fuga da quella degli altri. Guaio è, che c’è l’ho sempre attaccata al culo. Quasi mai richiesta, quasi mai per il piacere. (Scusami se ho scritto culo anziché sedere ma faceva rima. )🙂

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  2. Zio Scriba
    17/06/2012

    Particolarmente illuminato ciò che dice Stevenson sui dialoghi… è materia che va tagliata, trattata, cesellata e lucidata… le banalità registrate a nastro hanno ben poco a che vedere con la Scrittura.

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  3. maquantocimettipercitazionitu
    21/06/2012

    eppure alcuni si riconoscono dal loro stile…simbiotico stile ed essere della.. materia scrittura e
    e a me piace vedere come la persona che a me piace che seguo si ripropone ogni volta…sempre in una veste diversa eppure così..riconoscibile

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  4. dhr
    28/11/2012

    d’accordissimo con Stevenson (prima e ultima cit.). e come trait d’union tra Realtà e Arte – oppure come arte che meglio rievoca la realtà – proporrei l’Orlando Furioso… fin dai due elementi del titolo.

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