Uno splendido racconto di Stefano Sgambati

Conosco Stefano Sgambati di vista – ci siamo incontrati a una presentazione di Antropometria a Roma, e poi a Torino, al Salone del Libro, a maggio. Ho letto il suo primo libro, la raccolta di racconti “Il paese bello” uscita per Intermezzi, e ho trovato che nel complesso il libro fosse molto buono, con picchi assolutamente eccezionali.

Nel blog di Vicolo Cannery ho trovato questo suo racconto inedito, che trovo splendido. Si intitola “2 novembre ’75”, una data che, credo, molti sanno identificare con precisione (il mio ricordo personale è buffo: qualche giorno dopo, all’asilo, gridavo in grande cubo della Lego “hanno ucciso Pierpaolo Pasolini!”, girando in tondo per il salone dove giocavamo, sotto gli sguardi incomprensibilmente inorriditi della Madre Superiora e della terribile Suora Giannetta).

Il racconto, scritto in un romanesco piuttosto pulito, inizia così:

Scusate l’italiano, ma adesso provo a raccontarvi come posso di quando che ho capito che Ranocchia c’aveva più cazzo che cervello.

Ve lo dovete immagina’ in piedi, un lampione umano coi capelli ricci ricci: era un giorno de novembre e lui se ne stava sotto ghiaccio a fissa’ ‘sto Frocio con quei suoi occhi fuori dalle orbite. Non era la prima volta che lo vedevamo da ‘ste parti, il Frocio: era uno che je piaceva bazzica’ la zona nostra e quando sembrava che la serata era finita, proprio allora arrivava lui, frocissimo, a bordo di quella macchina costosa. C’aveva sul naso l’occhiali da sole pure se era passata mezzanotte: vallo a capire.

Noi ci stavamo affà una birra in attesa del prossimo che s’era svegliato co’ la fregola: Pino, cioè Ranocchia, se li beccava tutti lui, chissà che ci trovavano, con quell’occhi a palla.

“A Ranocchia!”, gli urlavamo spesso e volentieri: “A Ranocchia, ma che c’avrai in mezzo a quelle gambe!”.

Così gli dicevamo quando lo vedevamo mezzo fuori e mezzo dentro n’altra macchina che se lo stava a carica’.

 

Per leggere la continuazione, basta cliccare qui: vai al racconto di Stefano Sgambati.

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