Grafemi

Segni, parole, significato.

Olio di ricino

Tre o quattro settimane fa stavo andando al lavoro in autobus quando ho sentito una conversazione tra due uomini (che, tra l’altro, dovrebbero essere miei colleghi) – parlavano di politica.  Avrei voluto avere un registratore, o ancora meglio una telecamera, perché a volte non basta la mera trascrizione delle parole per capire le intenzioni di un dialogo: servono il tono, la postura, l’intensità delle risate. Ma più o  meno, si dicevano questo:

“Chissà quelli di sinistra cosa presentano questa volta”.
“Sarà di nuovo Prodi”.
“Il mortadellone”.
“Magari insieme ad Amadori, così fanno gli insaccati”.
“A me bastino che mandino a casa… quella là, la Montalcini”.
“Ah, sì”.
“Tanto brava, ma ora è ora che si cavi dal cazzo, la vecchiaccia maledetta”
“Attaccata alla poltrona…”
“Sennò c’è quello che si vede ogni tanto in televisione…”
“Chi?”
“Quello della sinistra, inizia con la B…”
“Bertinotti?”
“Ecco, lui”
“Ma non si è ritirato?”
“Dici?”
“Sì, mi pare di sì”.
“E allora chi è quello con la B?”
“D’Alema?”
“Fu fu” (si soffia nelle mani).
“Che merda di uomo”
“Ma non è lui, è uno meno famoso”.
“Mmm… ce l’ho sulla punta della lingua”.
(Pensano un po’)
“Bersani?”
“E’ quello pelato?”
“Sì, mi pare di sì”.
“L’uomo più inutile del mondo. Dove vogliono andare, quei disperati!”
“Sostengono Monti”.
“Che ci fa pagare l’Imu”.
“Bastardo”.
“Ma io quest’anno cambio. Ho votatola Lega, e poi ho votato Berlusconi, ma sono stufo. Questa volta voto Beppe Grillo”.

E via dicendo. Su Monti, avevano detto qualcosa di assolutamente ridicolo, che ora mi sfugge. Tutto il resto della conversazione è un banalissimo mix di battute di Striscia la notizia, dichiarazioni rilasciate da Maurizio “the mind” Gasparri, titoli di Libero Il giornale. Nessuna idea – neppure la capacità di essere ironici con le proprie forze. Al fatto che anche persone così voteranno alle prossime elezioni,  mi ci sono abituato: la democrazia, per quanto parodistica, grottesca, ridicola come è quella italiana, dovrebbe funzionare per la misteriosa forza della statistica (anche se negli ultimi venti o trent’anni la tv ha trasformato la politica in una specie di Bagaglino). La novità, che ho scoperto ascoltando questa conversazione mattutina, consiste nella possibilità di vedere, finalmente, gli elettori di Beppe Grillo a viso aperto. Da principio – ve lo ricordate? – il PD era terrorizzato dall’antipolitica dei grillini: temevano, i suoi dirigenti, che il Movimento a 5 Stelle avrebbe finito per risucchiare nel suo vortice tutti gli scontenti della sinistra. Ma, guardando anche i risultati delle ultime elezioni in Sicilia, e quelle comunali della scorsa estate, diventa sempre più chiaro che Beppe Grillo non guarda a sinistra, ma sta pescando tra tutti quelli che votavano Berlusconi, Bossi e La Russa, e che ora ne sono stufi, e sono stufi non perché i loro beniamini sono diventati disonesti (problema del tutto trascurabile, per la maggior parte degli elettori italiani), ma semplicemente per noia, moda, chiacchiere da bar. Gli elettori di Grillo sono quelli che manderebbero a casa la Montalcini a calci nel culo, che non sanno distinguere Bertinotti da Bersani, che conoscono D’Alema solo per i video di Striscia la notizia: che credono che la Fu Fu Dance del Gabibbo parli di politica. Grillo non è l’antipolitica, ma la somma di tutte le peggiori caratteristiche della politica italiana: i proclami, lo sbeffeggio degli avversari, l’insulto, l’uomo della provvidenza che salva la patria. Grillo usa un linguaggio fascista; anche i suoi valori sono, a ben vedere, fascisti: non c’è alcuna visione strutturata del mondo, ma solo un continuo proporsi come quelli onesti, quelli che non rubano – virtù degnissime, e troppo a lungo trascurate, ma dopo? Sono le stesse cose che diceva Almirante cinquant’anni fa – solo che ora la gente è arrabbiata, ed è disposta a dar fiducia a un comico la cui unica dote, al di là dell’indubbio umorismo, è la capacità di raccogliere gli umori più beceri del popolino e proporli come programma politico: rottamiamoli, vaffanculo, a casa a calci in culo, levatevi dai coglioni. Non mi spaventano le parolacce – le dicevo quando avevo 10 anni – ma sento spesso puzza di bruciato quando il rumore di culi, cazzi. coglioni e menefrego sovrasta il messaggio che ci sta dietro – ammesso che dietro ci sia davvero qualcosa.

E del fascismo, il grillismo ha ereditato anche il culto per il capo – sindrome tipicamente italiana – e l’asservimento convinto ai suoi diktat di di un stuolo di zelantissime “facce nuove”. L’immagine più desolante, e inquietante, di questa involuzione spacciata per rivoluzione, è quella di Massimo Bugani che si alza dal suo posto nel Consiglio Comunale per lasciare sola Federica Salsi, rea di aver criticato il capo. A quando l’olio di ricino?

Massimo Bugani lascia sola Federica Salsi

Advertisements

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

20 commenti su “Olio di ricino

  1. elinepal
    05/11/2012

    E’ ciclica la voglia degli italiani di seguire un capetto che promette grandi rovesciamenti di terreno. Lo fecero ai tempi del Berlusca che prometteva di eliminare la burocrazia e di rilanciare l’Italia come azienda, senza vedere (o facendo finta di non vedere) i motivi per cui era “sceso in campo”. Lo fanno ora con il grande nuotatore. La faccenda ridicola sono ora le persone della destra finiana che iniziano a sostenere la sinistra, mentre quelli che la sinistra l’hanno sempre votata non andranno più a mettere nessuna crocetta.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      Ci è mancato qualcosa, nella nostra storia – l’unità? il senso dello stato? buone scuole? – o abbiamo avuto qualcosa che gli altri si sono risparmiati – il papa? invasioni di stati stanieri? la pastasciutta? – e ora ci troviamo, ciclicamente, in situazioni come queste: qualcuno che, a forza di insulti, promette di sistemare le cose una volta per tutte. Noi italiani, probabilmente, non siamo mai cresciuti e ci piace l’idea di un padre che sculaccia i bambini (quelli degli altri), o di una maestra che metta in castigo quelli che disturbano…
      Consiglio questo articolo, che condivido dall’inizio alla fine: http://www.repubblica.it/politica/2012/11/12/news/insulti_e_nomi_storpiati_la_gogna_di_grillo_non_perdona_sul_web-46424039/?ref=HREC1-5

      Mi piace

  2. Nina
    06/11/2012

    La penso più o meno così: è vero che la politica è oggi ai suoi minimi storici, è vero che spesso verrebbe voglia di mandare tutti a quel paese o disperare e disinteressarsene completamente (spesso mi trovo sull’orlo di questa posizione) ma alla fine l’unica cosa veramente sensata è cercare sempre di distinguere, di scegliere sulla base delle idee e delle proposte (almeno il meno peggio) di non cadere nella trappola del “tanto sono tutti uguali”.
    Naturalmente non delegare le proprie responsabilità è impegnativo e faticoso, può sembrare una strada più facile sfogarsi con l’invettiva. Se poi c’è un capo popolo che dà la patente di dignità anche alle pulsioni meno nobili, è facile che egli abbia un seguito, almeno per un po’, almeno finché non incorrerà a sua volta in quegli stessi comportamenti verso cui ora tuona (Bossi docet).
    Guarda caso l’eloquio aggressivo, sessista e prevaricatorio di Grillo non mi pare così lontano al “celodurismo” vetero leghista.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      Sono lo stesso fenomeno: portare le chiacchiere da bar a livello di programma politico, di ideologia. Politici tutti ladri, questo paese è uno schifo… peccato che quelli che ora votano Grillo siano gli stessi che hanno votato i politici ladri che hanno ridotto questo paese a uno schifo… è il coro da stadio, il “devi morire” gridato all’avversario, la rivalsa di chi non sa come interpretare il mondo e cerca di semplificarlo a forza di offese… Quello che ha caratterizzato la lega, e che ora caratterizza i grillini, è questo disprezzo per la cultura, vista come un inutile fardello, per la mediazione, vista come un inaccettabile compromesso…

      Mi piace

  3. Renato
    06/11/2012

    Tutto vero.
    E temo (anche se non ne sono ancora sicuro) che un ragionamento simile valga anche per Renzi.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      Anch’io ho questa sensazione… La stessa tendenza a parlare per proclami, a considerare il “nuovo” come una garanzia di qualità, l’aggressione verbale verso gli avversari… Si assomigliano – Renzi è la faccia buona del grillismo, ma la tensione che c’è sotto è la stessa…

      Mi piace

  4. silvia
    06/11/2012

    Il sonno della ragione genera grilli …
    Questi personaggi, pericolosi in tempi normali, diventano temibili in tempi di crisi economica e politica. Negli anni in cui Hitler prese il potere, la Germania era con le pezze al culo, come l’italia odierna.
    Condivido al 100 le tue perplessità.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      “Il sonno della ragione genera grili”… quoto!
      In Grecia, il primo ministro qualche settimana fa ha detto che sono nella stessa situazione della repubblica di Weimar…. e qui, sebbene la situazione sia profondamente diversa (come dicono quelli che parlano di economia, i “fondamentali” ci sono), la percezione è la stessa – e il bisogno isterico di qualcuno che sistemi con la forza le cose anche. Le soluzioni che propone Grillo, e le idee che ha della politica, sono quelle che si ascoltano in autobus – non meritiamo di essere guidati da qualcuno un po’ meglio di così?

      Mi piace

  5. Zio Scriba
    07/11/2012

    Madonna, che dialogo hai dovuto sopportare! Io, se costretto ad ascoltare minus habens inferiorizzati dalla televisione mi deprimo a tal punto che mi suiciderei sul posto… Che schifo, che pena. Quando penso alle enormi, smisurate potenzialità del cervello umano, mi viene una rabbia…

    Mi piace

  6. euchessina
    07/11/2012

    è dalle elementari..(fatte negli ’80) che so di questa cura. ce lo disse il maestro…e adesso leggendoti un pò mi dico che peccato non abbia lo stesso effetto purificante per le menti…

    Mi piace

  7. carloesse
    07/11/2012

    Ero un fan di Grillo quando era solo un comico. Vidi con simpatia la nascita del suo blog e del movimento che ne seguì, ma la simpatia col tempo si è intiepidita molto fino a tramutarsi in indifferenza e poi perplessità. Da quando è a tutti gli effetti un partito lo vedo anche come una specie di setta (con tanto di guru) e come un grande pericolo, C’è sempre chi cerca di speculare sul piattume delle coscienze.
    E il sonno della ragione genera sempre mostri.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      I temi che Grillo ha portato all’attenzione con il suo blog, nei primi anni, erano assolutamente condivisibili: no condannati in parlamento, no alla casta iper-retribuita… ma il passaggio alla politica, quella di governo, non c’è stato: la protesta si è espansa fino a diventare voto, ma le soluzioni non ci sono…

      Mi piace

  8. Marina Salomone
    11/11/2012

    allucinante! comunque senza entrare nel merito sulla validità o meno dei programmi dei grillini, voglio sottolineare che la prima riforma – non mi importa se viene considerata poco democratica – che io farei è l’istituzione dell’obbligo di una patente per poter votare, con esami da fare ogni 10 anni. Per essere un “cittadino” un soggetto deve saper rispondere a domande di base che riguardano l’ordinamento dello stato, la costituzione i programmi dei diversi partiti in modo sia pure riassunto. Poi se io fossi un candidato mi permetterei pure di rifiutare i voti di coloro che la pensano in modo opposto al mio e vogliono solo “protestare”. Gente ignorante di questa fatta, non ha nessun diritto di protestare!!!!certo allora il voto non devrebbe essere neppure segreto…nessuno dovrebbe aver motivo o timore che lo porti a secretare le sue scelte…in una società giusta sono troppe le cose che non ci dovrebbero essere e troppo nuove e inusitate quelle da introdurre. Ma se continuiamo a dire che è solo utopia, non faremo mai nemmeno il primo passo per realizzare certi obiettivi che a rigor di logica non hanno nulla di fantascientifico!

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      13/11/2012

      L’idea della patente è ottima; il problema sarebbe chi decide le domande… Pensa: La Russa, Gasparri, Cicchitto, Casini, Vendola, Grillo, Di Pietro che si trovano attorno a un tavolo per decidere cosa deve sapere una persona per poter votare… mi vengono i brividi a pensarci!
      La democrazia è un processo complesso, rischioso, impegnativo – non è l’assenza di costrizioni da parte di uno stato, ma la presa di responsabilità di ogni cittadino, che dovrebbe votare sapendo che sta decidendo chi guiderà il paese, chi costruirà l’Italia che ci sarà tra trenta o cinquant’anni… come saremo giudicati dai nostri nipoti?

      Mi piace

  9. masticone
    16/11/2012

    occorre una voce critica a tutti questi peana,
    Scusami.
    Devo essere io,
    Sarà forse il mio istinto del bastian contrario, ma mi tocca.
    Senza offesa trovo molto pericoloso e anche stucchevole nelle forme anche sopra manifestate, l’atteggiamento snobbistico per cui chi non “capisce” il senso della “vera” cultura e di cosa è “davvero” giusto per il Paese è un minorato mentale. Allo stesso modo in cui trovo vergognoso apostrare un presidente del Consiglio “nano di merda”. Oggi è nano, ieri era ebreo, domani cosa? Il diverso va difeso sempre e comunque sia che sia omosessuale sia che sia basso di statura o obeso. E allo stesso modo le idee. Qualunque esse siano. Voltaire non si può citare solo quando fa comodo ma poi dimenticarsene nella realtà. Trovo molto più fascista non capire questo che sentire discorsi di persone che hanno un grado di cultura di gran lunga inferiore a chi emette giudizi del genere. Oppure fate una legge per cui se non si è laureati in qualcosa non si può votare. Perchè, se volete (ma poi lo volete davvero???) vivere in democrazia, dovete imparare anche ad accettare i diversi da voi senza che per questo essi debbano sentirsi inferiori o additati come tali. Non è questione di statistica, ma solo di decenza. Almeno per me.

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      16/11/2012

      Sono contento che ci sia una voce contro! 😉
      Voltaire sosteneva che tutti hanno diritto di esprimere le loro idee, non che tutte siano buone allo stesso modo; e alcune, possono essere pure pericolose. Io non contesto il diritto di Grillo di dire quello che pensa, ma non posso arrivare al punto di dire di essere d’accordo con lui, se non lo sono.
      Personalmente, non ho mai chiamato Berlusconi “nano di merda”: e anzi, è proprio questo modo di fare politica che io contesto con questo post. Cosa c’è dietro questa protesta? Su quali persone fa presa la retorica di Grillo? Personalmente, credo che Grillo abbia superato a destra la peggiore destra degli ultimi cinquant’anni: il diritto di esprimere le idee dovrebbe impedirmi di avere questa idea? Non sto dicendo che le persone che girano in autobus non possono dire quello che pensano; ma il loro diritto è uguale al mio. Non c’è nessuna presunzione nel dire che senza una cultura – che con la laurea non c’entra nulla – è difficile avere buone idee. Tu contesti il diritto di dire se un’idea è buona o meno; io invece dico che esistono molti modi di descrivere le proprie idee, e che alcuni sono buoni, e altri no. Insultare l’avversario politico non è tra i buoni. In altri periodi, questo approccio ha portato a disastri storicamente acccertati.
      Sul fare “patentini” per il voto, credo si tratti di una provocazione: la forza della democrazia si basa su fattori meramente statistici. Quelli che votano senza sapere perché lo stanno facendo si distribuiscono abbastanza equamente tra destra e sinistra; tutti i tentativi di selezionare gli elettori sono sempre stati finalizzati a garantire a qualcuno il potere.

      Mi piace

      • masticone
        17/11/2012

        Pienamente d accordo su tutto. Tra l altro a me Grillò non piace ne come politico ne come comico, Tuttavia se chiami il post “olio di ricino” e lo imposti giocando a nascondino (mostro-non mostrò) sul fatto che si insomma accetti a malincuore che questi possano votare e comunque mostri disprezzo sul fatto che loro possano avere idee diverse dalle tue e modi di espressioni che non condividi, sai bene che puoi trascinare menti meno equilibrate della tua prima a dire cose insensate. Poi magari anche a farle. È’ la storia del nostro Paese che lo insegna. Tutto qua.

        Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 05/11/2012 da in Politica, Storia, tv con tag , , , , , , .

Inserisci qui il tuo indirizzo email, e riceverai una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo post

Segui assieme ad altri 2.783 follower

XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

Post consigliati

Vicini di banco

Un’occhata a Twitter

Archivi

l'eta' della innocenza

blog sulla comunicazione

Voglio scrivere di te

Dove le emozioni sono fatti

Il Dark che vive in te

OGNI LUCE, HA I SUOI LATI OSCURI

Donut open this blog

Stories, dreams and thoughts

il kalù

Life is too short to drink bad wine

Chez Giulia

Vorrei un uomo che mi guardi con la stessa passione con cui io guardo un libro.

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

intempestivoviandante's Blog

Racconti, teatro, letteratura

Itìnera

Il Magazine di Una Romana in America

Oblò(g)

Non ho la pretesa di avere una finestra sul mondo. Mi basta un oblò.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: