Grafemi

Segni, parole, significato.

L’inserto del lunedì – le poesie di Grazia Bruschi

Tutti, prima o poi, scrivono poesie. Deve essere un tratto fondamentale dell’essere umano – come avere gli occhi, le gambe, il cuore. Poi ce ne dimentichiamo, oppure smettiamo di credere che una particolare disposizione di parole possa svelare verità altrimenti inconoscibili. Per comodità, diciamo che la poesia sia morta: è stata schiacciata tra la potenza ingombrante del romanzo e il chiacchiericcio petulante della prosa quotidiana – gli slogan pubblicitari, le filastrocche delle canzoni. Ma navigando nel web, che è la migliore rappresentazione esistente del cervello umano, scopriamo che la poesia, e i poeti, esistono ancora. Rimangono in piedi come coraggiosi tentativi di resistenza.

Da un po’ di tempo seguo il blog di Grazia Bruschi. Non è l’unico blog di poesia che leggo, ma, senza voler fare classifiche, è quello che sento più vicino. Grazia pubblica storie di vita quotidiana, e poesie; e queste poesie sono dure, essenziali, e taglienti come piacciono a me. Su Grafemi ho parlato raramente di poesia, ma quando l’ho fatto i miei toni sono sempre stati pieni di entusiasmo. Sono quindi particolarmente felice di ospitare alcune poesie di Grazia Bruschi, tutte sulla fine di un amore, con il vuoto e la sospensione che la accompagnano, invitando ad approfondire la sua proposta nel suo blog.

Poesie

di Grazia Bruschi

Altrove

Ti cerco
dentro ogni finestra chiusa,
nel buio delle case
e nella luce accesa,
sotto un lampione che aspetta
immobile la sera,
su un marciapiede
stanco di esser calpestato,
nel fumo di una sigaretta
orfana tra le dita.
Mi arrendo al vuoto.
In qualche mondo
– lo so – ci sei ancora
e vivi.
C’è la tua carne
che respira e ama,
c’è la tua voce
che racconta storie,
il tuo profondo sonno,
il caffè del risveglio.
Dietro il mio vetro
un brulichio di umanità
che ignoro
non sa di te, né io di loro.
Guardo il silenzio
e mi consegno al nulla.
Sono altro, sono altrove.

 

Fondi

Mi leggi la tazza e con sguardo solenne,
come mistica strega, mi dici che lui tornerà
che è scritto, è destino
lo dicono i fondi.

E affondi l’azzurro degli occhi nel nero
scrutando un destino bastardo,
un vecchio bugiardo che ha perso la strada
e dorme ubriaco sul ciglio del tempo.

Io vivo sospesa, e abito il vuoto
la mente è ormai muta, il cuore all’indietro
non c’è predizione che conti, né avvento.

Rifammi il caffè e – ti prego – taci.

Sospesa

Ho radici nel cielo
E mai trovo terra
Per dare vita ai frutti.
Capovolta da sempre
Il sangue alla testa
Intreccio sogni a follia.

Vivo sospesa.

Vieni, vento del sud
Portami al mare,
Fammi fare capriole di nubi
E porta tra le mie chiome
stelle marine e grida di gabbiani

Non chiedermi amore

Non chiedermi amore,
non ne ho.
Ho esaurito le scorte una mattina d’inverno
nel pianto dell’ultima aurora
spezzata dai suoi occhi di ghiaccio.
Proserpina senza più primavere
nascosta nell’ombra
io vago.
Non torno.
Non chiedermi amore,
non ne ho.
Spegni le luci e inventati un sogno
per me che non dormo.
Non riconosco più bianchi guanciali
e sentieri di stelle.

Un giorno, se vorrai

Un giorno, se vorrai,
Cercando di riavvolgere il filo del tempo,
Cammineremo insieme e parleremo di noi.
Lo faremo sussurrando, per non spaventare le nostre ombre
Obbligate a seguire i nostri passi incerti,
Meravigliate di ritrovarsi ancora così vicine.

Un giorno, se vorrai,
Cercando di ricucire lo strappo del dolore,
Ci terremo per mano e staremo in silenzio.
Lo faremo tremando, e non sarà l’emozione
Sarà il bisogno di dare un senso a questo cammino
Che – distratti – abbiamo percorso disgiunti.

—————–

La foto di copertina è un quadro di Aldo Luongo, artista argentino che ha lavorato per decenni a New York, e usato come header nel blog di Grazia. Qui il suo sito.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

9 commenti su “L’inserto del lunedì – le poesie di Grazia Bruschi

  1. Grazia Bruschi
    12/11/2012

    Grazie Paolo, sono felice e onorata di essere seduta alla tua tavola. Un abbraccio, Grazia

    Mi piace

  2. Grazia Bruschi
    12/11/2012

    Reblogged this on Grazia Bruschi – Tra l'incubo e il sogno and commented:
    Un ringraziamento speciale a Paolo che ha deciso di ospitarmi nel suo inserto del Lunedì.

    Mi piace

  3. tramedipensieri
    12/11/2012

    Concordo nell’affermare che le poesie di Grazia Bruschi siano ” dure, essenziali, e taglienti…” a me, anche definirle…dirette.

    La seguo anche io da poco ma ho supito apprezzato il tuo suo poetare.
    Complimenti

    buona giornata
    .marta

    Mi piace

  4. Nina
    14/11/2012

    Le ho lette tutte e le ho trovate notevoli.
    I miei complimenti!

    Mi piace

  5. Marina Salomone
    15/11/2012

    molto belle , colpiscono nel profondo!

    Mi piace

  6. Saliary Röman
    15/11/2012

    ¡Bello!

    Mi piace

  7. Benedetta
    04/07/2013

    Conosco Grazia e il suo scrivere da tempo, non mi dite niente di nuovo. È capace di spremersi e lo fa con naturale efficace semplicità. Grazie per l’ospitalità, Benedetta

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 12/11/2012 da in Arte, Inserto del lunedì, Poesia, Scrittura con tag , , .

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