Grafemi

Segni, parole, significato.

Anestesia Occidentale

Patty Hearst

Sul blog di Vicolo Cannery, qualche giorno fa è uscito un mio post su Patricia Hearst.

Chissà se qualche volta, mentre sei al telefono con tua figlia, ci pensi ancora. Chissà se quando ti racconta che ha finalmente firmato un contratto con la Puma per una nuova linea di borsette che portano il suo nome, sei davvero orgogliosa, per quel successo, o se invece – almeno per un momento – pensi che l’orrore di un mondo di plastica è arrivato fino dentro a casa tua, in un modo che è diventato… Il post continua qui

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

9 commenti su “Anestesia Occidentale

  1. silvia
    08/12/2012

    questa storia non la conoscevo!
    mi ha ricordato la vicenda di “pastorale americana”, il bellissimo libro di Roth

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    • Paolo Zardi
      09/12/2012

      Sì, credo che ci siano delle analogie piuttosto strette… nel caso della Hearst, però, le cose sono rientrate nell’alveo della “normalità occidentale”: si è fatta una bella famiglia “per bene” e ora una delle sue figlie, Lydia Marie Hearst-Shaw, è modella, e attrice, e credo abbia anche aperto una linea di scarpe… la nemesi dell’occidente! 😉

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    • Paolo Zardi
      09/12/2012

      ps durante il processo, i suoi pagatissimi avvocati sostennero che si trattasse di un caso della cosiddetta “Sindrome di Stoccolma”, termine inventato dallo psicologo Nils Bejerot per spiegare un’altra storia particolarmente interessante, che si era svolta nel 1973 in una banca svedese: i prigionieri avevano familiarizzato con i rapinatori che li avevano presi in ostaggio, tanto da considerare come nemico la polizia che stava tentando di liberarli.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma

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  2. silvia
    09/12/2012

    la famosa “alleanza col nemico”
    argomento che mi interessa molto
    facendone quotidiana esperienza a scuola
    dove ho visto varie volte vittime di bulli diventare loro amici o complici.
    sono casi in cui il ragazzo non ha abbastanza forze per opporsi all’aggressore e quindi sceglie l’alleanza sperando nel “male minore”…
    mi viene in mente anche il bellissimo sceneggiato “il mercante di fiori”, di Diego Cugia, dove una donna rapita e immessa nella tratta delle bianche diventa a sua volta uno dei capi della banda.

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    • Paolo Zardi
      09/12/2012

      Molto acuta, questa tua osservazione sulla scuola, sui rapporti tra ragazzi vessati e ragazzi vessatori… sarebbe bello scriverci sopra qualcosa….

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      • silvia
        09/12/2012

        sì, ci avevo già pensato l’ultima volta che mi è successo un episodio del genere.
        me lo metto in nota allora 🙂

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  3. Nina
    12/12/2012

    Ho lasciato il mio commento dall’altra parte, ma mi piace riportarlo anche qui.
    “Leggo solo ora questo splendido testo. Ricordo benissimo quegli eventi, quella foto di Patricia che imbracciava il fucile (o impugnava la pistola?) e l’aura rivoluzionaria che la avvolgeva.
    L’anestesia occidentale (molto ben detto!) riesce a normalizzare non solo le fiammate effimere, come quella di P., che in fondo proveniva da un mondo distante anni luce da quelle istanze che per un attimo ha fatto sue; ma anche le passioni di chi ha dedicato con consapevolezza la parte migliore di sé all’impegno per un mondo migliore e oggi si ritrova, cambiato senza ammetterlo, a vender piadine alla festa dell’Unità”

    Ciao!

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  4. marina
    12/12/2012

    concordo in pieno!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 08/12/2012 da in Blog, Politica, Scrittura, Storia con tag .

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