Grafemi

Segni, parole, significato.

L’inserto del lunedì – il mondo fotografato da Giorgia Giraldo

Dopo le ferie natalizie, ritorna l’inserto del lunedì di Grafemi, lo spazio nel quale vengono ospitati autori esterni. Questa settimana la proposta è fotografica: Giorgia Giraldo, autrice del blog http://colorsontheroad.wordpress.com/che ho scoperto meno di un anno fa, e che seguo con particolare interesse. Giorgia racconta storie famigliari, minime (o minimaliste), dietro alle quali c’è sempre un’intuizione molto più ampia. Dal particolare all’universale, con una leggerezza invidiabile. E in più, propone le sue foto, capaci, anche loro, di raccontare piccole storie.

Per questo post, Giorgia ha scelto undici foto in bianco e nero, accompagnate da un breve testo; non ho problemi ad ammettere che quando le ho viste mi sono commosso.

C’era una volta una bambina molto timida che parlava poco e solo se interpellata (e talvolta neanche in quel caso). Pensava molto, questa bambina, ma le parole smarrivano la strada della bocca nei viottoli labirintici della sua immaginazione e così rimanevano intrappolate a gironzolare nel mondo delle cose quasi dette. E mentre la bocca tratteneva, gli occhi della bambina osservavano avidamente il mondo dalla sua prospettiva: il suo guardare era insieme curioso e analitico, profondo e divertito, mai indifferente. Piccoli frammenti di mondo le si appiccicavano addosso e spesso erano solo minuscoli dettagli impercettibili agli occhi di chi le stava intorno ma erano capaci di ronzare per giorni fra i suoi pensieri. Quando una macchina fotografica è comparsa nella sua vita, per la bambina è stato come trovare la chiave per il paese delle meraviglie: i suoi occhi avevano trovato una voce e poco importava se anche sulla carta fotografica lo stupore rimanesse esclusiva del suo sguardo perché anche i particolari più insignificanti acquisivano capacità di parola una volta impressi sulla pellicola. Gli anni hanno insegnato alla bambina a lasciar fluire le parole, ma collezionare istantanee di realtà è rimasto un prezioso alleato per esprimere lo stupore e la meraviglia che il mondo le suscitava. E tuttora è affascinata dalla potenza di un semplice click e da tutto quello che una fotografia può fare: raccontare una storia, portare una testimonianza, denunciare un ingiustizia, diffondere l’armonia e la bellezza, rispondere ad una curiosità, indagare la natura, regalare un istante alla memoria, promuovere un prodotto, favorire l’introspezione, scatenare emozioni, riprodurre la realtà.

(Giorgia Giraldo)

“Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate” Diane Arbus

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

8 commenti su “L’inserto del lunedì – il mondo fotografato da Giorgia Giraldo

  1. Zio Scriba
    14/01/2013

    Una più bella dell’altra e davvero toccanti, le foto di Giorgia. Così come le sue parole. Un abbraccio e un ringraziamento, sia per te che per lei.

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  2. Patrizia M.
    14/01/2013

    Giorgia è bravissima, sia con le foto che con le parole, che spesso vanno vedere ciò che non mostra con le fotografie!!!
    Complimenti!

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  3. Venezia minore, hmmm…che bella!
    robert

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  4. la nostra brava Giorgia che sa emozionare con immagini e parole!

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  5. Laura
    15/01/2013

    Giorgia, son senza fiato. STUPENDE è dir poco. Di una poesia e di una dolcezza infinita. Adoro il bianco e nero e adoro le tue foto.

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  6. marina
    16/01/2013

    molto belle le foto… adoro la sua presentazione del come e perché ha abbracciato questa grande arte!!!!

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  7. notturnobreve
    16/01/2013

    mi sembra di aver incrociato nell’universo blog il blog di Giorgia anche se non ci ho atterrato mai con un commento, lo faccio qui allora…chissà mi domandavo..oltre che alla bravur emozionale che può dare un album selezionato se e in che misura la bravura tecnica (non sono specialista in foto come in niente credo) coincida con quella appnto emozionale…lo sguardo tra la ragazza e il “suonatore” o nel movimento a torsione del bel ragazzo (ehm..credo il vero soggetto oggetto della scena che interessava alla fotografa malandrina) che sta per alzarsi ne il “tavolino a Roma”…essì…e mi è venuto voglia di rivedere il film con Nicole Kidman ne il film che interpreta proprio Diane Arbus..che vidi qualche secolo fa…essì

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  8. Pingback: “Fotografare sta per…”: mi faccio una rubrica! « Colors on the Road

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Questa voce è stata pubblicata il 14/01/2013 da in Arte, Inserto del lunedì, Scrittura con tag , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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