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Segni, parole, significato.

L’inserto del lunedì – un’introduzione alla medicina olistica di Marina Salomone

natura

Quando ho iniziato a chiedere in giro, a persone che seguivo, se avevano voglia di regalare un contributo a questo blog, pensavo che questa specie di rubrica chiamata “L’inserto del lunedì” avrebbe contenuto un po’ di tutto, dalle recensioni alle ricette di cucina, dai racconti al pamphlet politico. Per motivi probabilmente non casuali (molte delle persone che seguo, “scrivono”), questo appuntamento ha presentato, fino ad ora, solo racconti.

Oggi, però, grazie a Marina Salomone, possiamo sapere qualcosa di più sulla medicina olistica. Perché l’argomento mi interessa? Fino ai trent’anni ho avuto un approccio molto “occidentale”, alla malattia e alla cura; poi sono successe due cose che mi hanno spinto a considerare la questione in termini un po’ più critici. La prima: per cinque anni non ho avuto un medico di famiglia, e, incredibilmente, ho scoperto che guarire dai piccoli malanni è molto più facile di quanto pensassi fino a quel momento. Ho imparato ad affrontare le classiche influenze invernali semplicemente riposando molto di più, e ascoltando il mio corpo – un’espressione che una volta mi faceva un po’ sorridere, e che invece, disteso a letto, con gli occhi chiusi, ho capito fino in fondo. La seconda: ho sposato una donna che vive un rapporto profondamente naturale con il proprio corpo e con il mondo che la circonda.

Tutto questo ha fatto sì che il mio rapporto con la medicina tradizionale (una tradizione che avrà sì e no cinquant’anni) si sia incrinato. Mi piace quindi poter presentare, in termini dialettici, un punto di vista “forte” su questo argomento – una visione che può essere anche rifiutata, ma non facilmente elusa.

Nella prima parte di questo post, Marina ci introduce alcuni concetti legati alla medicina olistica, con un’apertura anche a temi non strettamente legati alla “cura”. Nella seconda parte, vengono fornite informazioni molto più dettagliate su questi argomenti. Buona lettura!

La terapia olistica cura il malato non la malattia: questa in sintesi è la miglior definizione.

di Marina Salomone

 Sotto il vasto termine di medicina olistica si trovano oggi migliaia di tecniche, antiche moderne. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito al felice mescolarsi di alcune di queste discipline proprio perchè tutte hanno in comune la stessa base epistemologica.

Quasi tutte studiano le diverse costituzioni umane, molte si occupano dei sistemi di circolazione energetica e quasi tutte usano rimedi volti non a sopprimere un sintomo ma a riequilibrare una determinata condizione.

Il termine “medicina olistica” rientra nel concetto più generale di olismo. Secondo l’olismo (dal greco olos, tutto; il termine è stato coniato da Jan Christiaan Smuts nel 1926, Holism and Evolution) le proprietà di un dato sistema non possono essere determinate dalla somma delle sue componenti, bensì è il sistema in generale che determina il comportamento delle parti (l’intero è maggiore della somma delle sue parti); l’opposto dell’olismo è il riduzionismo secondo cui un sistema può essere studiato riducendolo alle sue parti fondamentali.
Contrariamente alla credenza comune (tipica anche di sostenitori della disciplina!), La medicina olistica ritiene che le malattie si debbano giudicare a livello del complesso sistema uomo, in cui fattori biologici, psicologici e sociali sono fortemente interconnessi.
 Definisco quella che comunemente viene chiamata Medicina Occidentale, con il termine più esatto “allopatica” . Questa definizione trova miglior riscontro con la realtà, in quanto essa tratta i sintomi con prodotti che diano un effetto contrario a quello della patologia ( proprio al contrario di omeopatica). Se, ad esempio ho la febbre, devo assumere un farmaco che mi faccia disperdere calore sudando, in modo da abbassare la febbre. Se ho la gastrite ecco i farmaci anti-acidi in diverse gradazioni e tipologie.
 Ci si può chiedere se esiste un atteggiamento olistico oppure un atteggiamento allopatico riguardo al proprio modo di vivere e alla propria salute? Secondo me i due atteggiamenti sono ben distinguibili.
Chi ha un atteggiamento olistico è il soggetto che ascolta i messaggi del proprio corpo. Spesso una condizione di malessere insorge perchè abbiamo portato allo stremo le nostre riserve energetiche ed immunitarie. Il messaggio del corpo ci dice che abbiamo bisogno di alcuni giorni di assoluto riposo.
Ma c’è il soggetto che, invece, questo messaggio proprio non lo vuole sentire; il soggetto che vuole a tutti i costi essere efficiente e produttivo. Costui troverà certamente più utile prendere una bella terapia chimica, magari spesso chiede un antibiotico senza avere alcuna prescrizione medica! Un soggetto di questo tipo praticamente ricorre al doping per mantenere al normale livello le sue prestazioni.
Quindi molto prima della scelta della cura c’è proprio l’atteggiamento del soggetto.
 Estendendo poi questi concetti dal sistema uomo al sistema società e ambiente, è facile notare il diverso modo di agire dei due soggetti.
Il primo crede che il mondo sia una proprietà dell’uomo e perciò ritiene corretto sfruttare al massimo le materie prime e le fonti energetiche così come ritiene normale apportare modifiche sul suolo sulle acque sul verde e così via, secondo quelle che giudica le esigenze prioritarie della specie umana.
Il secondo crede di essere parte del sistema e quindi che l’uomo sia solamente una delle tante specie viventi che occupano il pianeta. Da questo secondo modo di vedere la realtà non potranno nascere iniziative particolarmente invasive sull’ambiente o su altri popoli.
E’ logico che ogni essere umano  ed a maggior ragione i governanti, nel determinare le loro azioni devono partire da certe basi e porsi certi obiettivi.
Se tutti riflettiamo su un modo di vivere più sano chissà che questo non produca un piccolo salto di qualità dalla salute del singolo a quella del mondo!
Sarebbe più sano per tutti gli abitanti del mondo lavorare poche ore al giorno e lavorare tutti; avere una casa tutti dal momento che raggiungono un’età adeguata a vivere per conto proprio con il partner di propria scelta invece di diversi indebitare fino all’inverosimile o di pagare un affitto; sarebbe più sano per tutti avere un’istruzione di alta qualità, del cibo di alta qualità, energia riciclabile e tutto ciò che da anni viene spiegato con ricchezza di particolari da numerosi esperti. Ma queste cose contrastano con gli interessi economici di molte persone oltre al fatto che richiedono un complesso lavoro di rivoluzione civile!!!
Una vita olistica può essere solo utopia…ma mi piace puntare all’utopia per raggiungere magari la metà di quanto prefisso piuttosto che non provarci neanche giustificando la mia inerzia con le parole “tanto quella è solo utopia”.
Spiegare nel dettaglio le basi di ogni disciplina olistica in questa sede sarebbe troppo lungo… chi volesse approfondire l’argomento può sempre venire a trovarmi sul mio sito web :
  www.guruditamara.com
NOTA
In Occidente esistono terapie e punti di vista olistici che hanno le loro basi nel passato con Ippocrate, e poi citando un po’ alla rinfusa: Paracelso , Haneman, Kneipp (i vari naturopati dell’inizio del ‘900), Virkow, e poi con una crescita esponenziale di medici alternativi come Bennet, Chappman, Seile, Reckeweg, il kinesiologo Hartman, l’osteopata Sutherland , e poi in tempi più recenti i nostri contemporanei Upledger ,che ha sistematizzato la terapia cranio-sacrale, e Barral, che ha approfondito gli aspetti viscerali della terapia craniosacrale.
Ecco perchè non giudico corretto definire la medicina olistica come di sola matrice Orientale.

 

Maggiori dettagli
COME FUNZIONA L’OMEOPATIA
L’azione del rimedio omeopatico si può interpretare come un’attività di informazione tra due strutture simili, secondo il sistema della comunicazione analogica.Il rimedio informa l’organismo della sua nuova organizzazione e suscita una risposta.
La diluizione del rimedio è un oggetto semantico (secondo la descrizione di Lagache) che consente l’informazione fisica tra strutture viventi. Il ricevente stabilirà il significato e sarà in grado di modificare il proprio comportamento: si tratta di un’operazione di mimesi attiva.
 Per inciso, in parte funzionano allo stesso modo le tecniche di sblocco in terapia craniosacrale, in bioenergetica , nella rieducazione posturale ed in altre terapie olistiche.
Il corpo saprà riconoscere e trattare questa informazione, che permette la negazione dei sintomi, che vengono ora riconosciuti come un adattamento non più necessario.
Quanto più i sintomi del paziente e quelli della patogenesi sono simili, tanto più sarà efficace il rimedio.
Voglio riportare sinteticamente le parole del professore L. Milani per dissipare ogni dubbio sull’atteggiamento epistemologico da tenere sull’argomento.
“Molto recentemente è stato osservato da due autorevolissimi chimici che quanto più alcune molecole (fullereni, ciclodestrina, monofosfato sodico di guanosina, cloruro di sodio e DNA) vengono diluite in acqua, tanto più, invece di sciogliersi, si aggregano in clusters di dimensioni progressivamente maggiori, infrangendo, apparentemente, i dogmi della classica chimico-fisica. Una possibile spiegazione del meccanismo d’azione dei farmaci omeopatici viene attualmente fornita dalla Reazione Immunologica di Soccorso. La scienza non può procedere per dogmi, ma solo per osservazioni oggettive e verificabili: se l’evento dimostrato non può essere interpretato da una teoria, è la teoria che va rivista e riletta. Il tempo dei pregiudizi deve essere considerato concluso: è obsoleto e storicamente disassato. Le opinioni devono lasciare campo libero alla ricerca. Solo così potrà attuarsi l’integrazione tra i due metodi, omeopatico ed allopatico, giusto preludio alla medicina del terzo millennio. L’omeopatia dispone oggi di un corpo sperimentale e scientifico di tutto rispetto, supportato da pubblicazioni di qualità facilmente reperibili. Dubitare dell’efficacia dei farmaci omeopatici significa negare l’evidenza con un atteggiamento antiscientifico . Senza considerare poi le esigenze e volontà di milioni di pazienti che hanno già espresso la propria scelta e migliaia di medici che hanno impostato la propria attività professionale anche in direzione non convenzionale.”
Le Costituzioni
La tipologia è soltanto un metodo pratico di osservazione , non un criterio tassativo.
La priorità  nella scelta di un rimedio spetta alla similitudine dei sintomi.
Stabilendo la tipologia si riesce ad abbreviare, con esito efficace, una lunga indagine. Per quanto riguarda le descrizioni somatiche e metaboliche dei tipi possiamo fare delle caratterizzazioni con alta approssimazione. Le teorie dei medici antichi, sono oggi confermate dagli studi biochimici sul metabolismo e sul sistema PNEI.
Si tratta di una classificazione di tipo biochimico e di tipo strutturale in base ai parametri antropometrici.
Le più comuni costituzioni sono:
CARBONICA
FOSFORICA
SULFURICA
MURIATICA
La costituzione “Fluorica”  è una variante. Del resto varianti sono anche altri anioni:  arsenicosum, nitricum, iodatum ecc.
Riassumendo  le costituzioni sono quattro :
Carbonica = brevilineo astenico
Sulfurica = normotipo, può essere brevilineo o longilineo , grasso o  con tendenza ad ingrassare, ma è sempre stenico.
Phosphorico =  longilineo astenico.
Muriatica = quella che un tempo veniva definita “sulfur magro”
DIATESI
Con questo termine ci si riferisce ad una “tendenza ad ammalarsi in un certo modo”.
 Secondo alcuni autori, le principali diatesi sono 4 e cioè:  sicosi, psora e lue, tubercolinismo.
SICOSI, PSORA, LUE, TUBERCOLINISMO.
PSORICA= sovraccarico, eccesso, eliminazione
TUBERCOLINICA= deficit causati da eccessiva eliminazione
SICOTICA= sovraccarico, con blocco, eliminazione rallentata, accumulo
LUETICA= disordine, tendenza autodistruttiva
Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
Ed ecco alcune note gererali sulle basi della medicina cinese.
TEORIA YIN-YANG
Torniamo ad approfondire il concetto di yin e yang. Esso serve a descrivere le relazioni che esistono tra gli elementi dell’universo. L’insieme è considerato un perpetuo mutamento. Ogni cosa esiste in funzione di un’altra, ogni cosa è parte del tutto, ogni cosa intrattiene relazioni con le altre .
La polarità yin-yang per gli orientali è complementarietà, mentre il pensiero occidentale la considera come antagonismo di una parte verso l’altra.
CLASSIFICAZIONE MIA
YANG= invisibile, finito, dispari, intero, energia, onda quantica, potenzialità, movimento, azione, esplosione, attivo, avere, altruismo, incubo, forte, dominante, output, lavoro, fine, ordine, biologia, acido, spazio, giorno, luce, chiaro, luna, cielo, sud, estate, spazio.
YIN= visibile, infinito, pari, spezzato,materia, particella quantica, manifestazione, quiete, reazione, implosione, passivo, dare, egoismo, succubo, debole,recessivo, input, inerzia, origine, disordine, chimica-fisica, alcali, causa, tempo, notte, ombra, scuro, sole, terra, nord, inverno, tempo.
l’elemento in cui mi discosto clamorosamente dalla classificazione  ufficiale è quello in cui definisco il sole appartenente alla categoria yin e la luna a quella yang. Su questo particolare ritengo doverosa una spiegazione.
In realtà attribuisco valore maschile alla luna e femminile al sole e ciò mi porta a “trascinare” luna su yang e sole su yin (sempre parlando per simboli). Queste caratteristiche vengono ben delineate dalla tradizione Sufi in particolare e dalla tradizione araba in generale, dove troviamo molti nomi femminili che indicano la bellezza del sole che splende o del raggio di sole (Sumeya e simili) e nomi maschili che indicano la luna piena (Kalhed o Khalid e simili).Chiedo scusa ai lettori di lingua araba per l’inesattezza dei nomi: più che altro sono i nomi che ho notato nelle fiabe de “Le mille e una notte”.
Infatti, come ben delinea René Guenon ( se la memoria non mi inganna), noi percepiamo i raggi del sole come luce diretta e ciò è paragonabile alla conoscenza immediata e quindi all’intuito, la cui velocità supera quella del ragionamento analitico. Questa qualità è spiccatamente prevalente nel sesso femminile (ciò non esclude che in una dose di base è presente anche negli uomini. Entrambi i sessi contengono yin e yang: diverse sono le proporzioni).
Viceversa, noi percepiamo la luce lunare come luce riflessa e questa caratteristica è paragonabile alla conoscenza mediata, e quindi alla razionalità; ma la razionalità per essere esercitata ha bisogno di elementi da confrontare, in una parola ha bisogno di riflessione, e riflessa è la luce lunare. Quindi la razionalità è caratteristica prevalentemente maschile-yang.
L’intelligenza necessita dell’equilibrio di intuito e razionalità, dell’equilibrio di yin e yang.
Tanto per fare un esempio che non esiste nella realtà:
una persona ipoteticamente dotata di razionalità ma priva di intuito non potrebbe assolutamente esercitare intelligenza perchè il suo pensiero si disperderebbe in mille rivoli senza mai cogliere il nocciolo dell’argomento; una persona dotata di solo intuito e priva totalmente di razionalità idem, perchè avrebbe una lunga serie di flash, senza riuscire a trovarne il senso.
Torniamo alla medicina cinese.
E’ possibile suddividere la struttura corporea in due zone: all’interno ci sono visceri e organi che corrispondono allo yin, all’esterno gli apparati osteoarticolari, vascolo-nervosi, dermo-connettivi che corrispondono allo yang. Le strutture interne a loro volta si suddividono in piene con superficie omogenea chiamate organi e cave con superficie disomogenea chiamate visceri. Gli organi sono yin rispetto ai visceri. Gli organi tesaurizzano l’energia vitale e la conservano.
I visceri permettono il trasporto, l’assimilazione, la secrezione, l’escrezione di sostanze. Ogni organo è in relazione con il viscere corrispondente e insieme svolgono un rapporto funzionale molto stretto.Le relazioni tra organi e visceri sono:
Polmone-grosso intestino= P/GI
rene-vescica= R/V
fegato-vescica biliare= F/VB
cuore-intestino tenue= C/IT
maestro del cuore-triplice riscaldatore= MC/TR
milza/pancreas – stomaco= MP/S.
TEORIA DELLE 5 FASI
Le 5 fasi sono l’espressione della qualità dell’energia.
1= esteriorizzazione
2= espansione
3=trasformazione
4=interiorizzazione
5=concentrazione
Tutte le manifestazioni dell’energia sono espresse da un movimento ondulatorio sinusale, con salite, picchi, discese, valli. Ogni fase si trasforma nella successiva, ogni movimento genera il movimento seguente. Il passaggio evolutivo di ogni movimento ha in sé un concetto di trasformazione.
Si può schematizzare il ciclo nel seguente modo:
— esteriorizzazione–trasformazione–espansione–trasformazione–interiorizzazione–trasformazione–concentrazione–esteriorizzazione– ecc ecc .
Per convenzione i 4 periodi di fine stagione confluiscono in un unico periodo chiamato “fine estate”, localizzato tra estate e autunno. Le stagioni sono 4, ma osservate dinamicamente sono 5, considerando la quinta come la somma dei 4 periodi di transizione. Ogni stagione è costituita da 90 giorni di cui 72 di vera stagione e 18 di transizione: 18×4=72.
Nel nostro diagramma, l’elemento fuoco si trova in alto perchè simboleggia il massimo di energia yang, quale si manifesta nel giorno tramite la culminazione superiore del sole nel ciclo giornaliero e nel ciclo annuale tramite il solstizio d’estate. La terra è considerata il mezzo che permette la trasformazione degli altri movimenti, il punto centrale, il substrato su cui poggiano , il perno di rotazione delle fasi.
Se consideriamo i 5 elementi dal punto di vista atomico, è più importante il legame che esiste tra due elementi piuttosto che gli elementi stessi. La manifestazione naturale è correlata al tipo di legame tra elementi. Se prendiamo la terra come substrato su cui poggiano tutti i movimenti, si osserva che legno e fuoco sono espressioni, energetiche yang, del mondo vegetale e animale, mentre i movimenti metallo e acqua, energia yin, siano da considerarsi esressioni del mondo inorganico, metalli, gemme, gas, acqua, substrato inorganico che precede la vita biologica.
LEGGI DELLE 5 FASI
sono due= legge madre-figlio si basa sul concetto che ogni elemento genera il successivo, ponendo la terra tra fuoco e metallo si ha: fuoco genera terra, terra genera metallo, metallo genera acqua , acqua genera legno e legno genera fuoco.
Legge nonno-nipote si basa sul concetto che ogni elemento limita il figlio del successivo, cosi legno limita terra, fuoco limita metallo, terra limita acqua, acqua limita fuoco e metallo limita legno. Questo è il senso normale di scorrimento dell’energia. (((Se accade il contrario, cioè che nipote si ribella a nonno c’è squilibrio come pure se figlio cerca di esercitare funzioni nutritive su madre))).
Il fuoco genera la terra come ogni cosa che brucia diventa cenere o polvere. Ma questa polvere è fatta di singoli elementi calcinati e quindi metallo. Il metallo , inteso come elementi semplici, genera acqua e con l’acqua viene generato il mondo vegetale cioè legno. Tale evoluzione porterebbe ad una eccessiva proliferazione del sistema se non fosse accompagnata da un’azione frenante di controllo. Il legno limita i movimenti della terra, il fuoco scioglie il metallo, la terra argina il fluire dell’acqua, il metallo taglia il legno e l’acqua spegne il fuoco. Le leggi di produzione e controllo sono fisiologiche in quanto mantengono il sistema in un continuo equilibrio dinamico
Riassumendo la medicina cinese agisce riequilibrando le varie funzioni:
—  direttamente trattando con l’agopuntura  i punti dei meridiani dove l’energia è bloccata perchè in carenza o perchè in eccesso
— trattando i punti che il medico sceglie perchè particolarmente utili a un dato paziente per promuovere determinate funzioni
— usando la farmacologia cinese. Si tratta di rimedi a base di piante medicinali, ma a differenza della nostra fitoterapia, qui le piante sono state combinate per poter ottenere determinati  sblocchi energetici.
Un esempio molto semplificato (mi perdonino gli esperti): una gastrite può essere dovuta ad una carenza del meridiano stomaco ma può essere dovuta ad un eccesso  di vescica biliare: in questi due casi si prescriveranno due diversi rimedi di farmacologia cinese.
La farmacopea cinese è un corpus molto vasto di ricette molto complesse… alcune in vigore da circa 4000 anni!
NOTA 1
In Occidente esistono terapie e punti di vista olistici che hanno le loro basi nel passato con Ippocrate, e poi citando un po’ alla rinfusa: Paracelso , Haneman, Kneipp (i vari naturopati dell’inizio del ‘900), Virkow, e poi con una crescita esponenziale di medici alternativi come Bennet, Chappman, Seile, Reckeweg, il kinesiologo Hartman, l’osteopata Sutherland , e poi in tempi più recenti i nostri contemporanei Upledger ,che ha sistematizzato la terapia cranio-sacrale, e Barral, che ha approfondito gli aspetti viscerali della terapia craniosacrale.
NOTA 2
Negli ultimi 50 anni la medicina allopatica ha fatto crescere in modo esponenziale   da una parte i metodi diagnostici tramite apparecchiature sempre più sofisticate, le specializzazioni sulle diverse branche della medicina.
Questo da una parte costituisce un notevole vantaggio, mentre dall’altra fa perdere di vista la visione d’insieme del paziente
NOTA 3
 Va sottolineato che la fitoterapia, pur essendo meno invasiva dei farmaci chimici, agisce secondo il principio allopatico. Il termine medicina naturale può adattarvisi meglio .
Il fitocomplesso è costituito dall’insieme di tutte le sostanze contenute nella pianta. Infatti l’azione farmacologica di una droga è il risultato della combinazione di tutte le sostanze contenute in equilibrate proporzioni nel fitocomplesso.
 Per esempio :  il centellase (specialità medicinale prodotta industrialmente contenente alcuni principi attivi estratti da Centella asiatica) è un prodotto ben diverso  rispetto  alla centella in opercoli della ditta Aboca, infatti i due prodotti hanno indicazioni diverse, essendo il primo indicato per l’insufficienza venosa ed il secondo prima scelta come sedativo-ipnotico e poi anche per le vene.
In confronto alla specialità medicinale, l’azione del fitocomplesso è più profonda, più efficace, lenta; insieme al meccanismo d’azione principale, viene  ad aggiungersi tutta una serie di meccanismi minori, rivolti a diversi organi bersaglio, per cui si ha un’azione finale più completa e meno tossica. La pianta o la droga della pianta (per droga ripeto si intende la parte della pianta da cui vengono estratti i principi attivi: a volte  è la pianta intera, a volte solo la radice o le foglie o la corteccia ecc ecc) contiene in sè anche il corredo di enzimi e principi attivi complementari che ne migliorano l’assorbimento e anche la metabolizzazione.
  Consideriamo l’esempio classico dell’oppio, che è la droga estratta dal Papaver somniferum, che rappresenta il fitocomplesso ;  la morfina è il principale principio attivo estratto dall’oppio e l’eroina che è un principio attivo di sintesi ,  è prodotta sullo stesso modello molecolare, ma cento volte più potente.
Quando  viene estratto un singolo principio attivo, o addirittura viene sintetizzato, gli effetti  rispetto al fitocomplesso possono essere per alcuni aspetti particolari (in questo caso l’effetto analgesico) spettacolari, ma altrettanto devastanti.
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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

7 commenti su “L’inserto del lunedì – un’introduzione alla medicina olistica di Marina Salomone

  1. Zio Scriba
    25/02/2013

    Bello (e istruttivo) ritrovare qui una cara amica come Marina. Bella e condivisibile anche questa sua estensione filosofica a un’idea di “vita olistica”. Penso che fra le tante magagne del riduzionismo vi sia anche la tendenza, sempre più diffusa, di molti specialisti a guardare solo il loro campo, non considerando gli effetti collaterali spesso devastanti che determinate cure da loro prescritte possono avere su altri organi del paziente (ti do questa medicina per risolvere quel tale problema, cosicché io per primo possa avere successo e farmi bello, se poi questa medicina ti sputtana il cuore o il pancreas chi se ne frega, quello non è il mio campo…)
    Cercherò di trovare tempo per approfondire queste cose. Perché io, per ora, da un lato sono uno che sa fermarsi e riposare (per esempio, so che l’influenza si cura stando a letto tranquilli e bevendo molto, non intossicandosi di medicine o andando a far collassare il pronto soccorso, dove c’è gente che ha bisogni più urgenti), ma al tempo stesso sono ancora uno che in caso di patologie che lo spaventano non riesce a cercare soluzioni al di fuori della medicina tradizionale.

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  2. Marina
    26/02/2013

    Grazie Paolo della bella ospitalità !!!!! Sono contenta del fatto che nuovi lettori possano interessarsi all’argomento!!!
    grazie anche a zio scriba… ti vengo a leggere a breve come al solito 🙂

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  3. mellie
    27/02/2013

    Penso che riduzionismo ed olismo in medicina, siano due aspetti assolutamente complementari e vadano sempre accostati e integrati.
    E’ vero che un sistema complesso come il nostro organismo non può essere considerato soltanto come la somma delle sue parti.
    Ma è anche vero che non siamo sempre capaci di comprendere e risolvere problemi complessi, e la loro scomposizione in termini di aspetti fisici, biochimici, patologici e fisiologici li rende molto più affini ai nostri strumenti cognitivi.
    Dopo un approccio riduzionista iniziale, sarebbe necessario riunificare tutti gli aspetti in una cornice unitaria (che tenga conto dell’ambito sociale, familiare in cui la malattia si è manifestata, della struttura di personalità e degli schemi di comportamento innati e appresi del soggetto che si è ammalato etcetc) e restituire al soggetto una “diagnosi di malato”, non una diagnosi di malattia. Quel che manca alla medicina tradizionale è proprio questo passaggio finale, fondamentale. I meccanismi di training, di biofeedback e la medicina comportamentale dovrebbero quantomeno essere sussidi preziosi per la medicina tradizionale. Perché funzionano, eccome. Nella gastrite, nelle cefalee, nell’insonnia e in moltissimi altri disturbi. Ma prese a sé, non affiancate ad una terapia tradizionale, non sono di grande aiuto quando un danno organico e tissutale si è già perpetrato.

    L’omeopatia è soltanto placebo, parlando in termini strettamente oggettivi.
    (Il placebo fa il 30-40% dell’efficacia di una terapia eh. E senza effetti collaterali. Mica poco.)

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  4. marina
    27/02/2013

    Mellie ciò che dici mi sembra giusto ed infatti la medicina olistica non rifiuta a priori il ricorso ai farmaci e tanto meno ai moderni strumenti diagnostici. La medicina moderna ci offre grandissime opportunità di cura. Prutroppo, a causa degli interessi economici che sono in gioco (a tal proposito consiglio la lettura dei diversi testi di Marco Bobbio che è tutt’altro che omeopata ed è stato egli stesso membro dell’Istituto Superiore di Sanità per diversi anni), i medici vengono informati dagli sponsor e d è difficile che possano procurarsi studi di prima mano (anche se alcuni con proprio sforzo di tempo e denaro lo fanno); in conseguenza di ciò, viene fatta una eccessiva prescrizione di farmaci che si sono rivelati responsabili al 70% di tante patologie croniche diffuse. Infine non accetto la tua affermazione che l’omeopatia ha un effetto placebo. Quando non si riesce a fare rientrare nel metodo farmacologico un prodotto e, contemporaneamente, si nota che statisticamente funziona, allora si tira fuori la tesi del placebo! Funziona con un meccanismo diverso da quello dei farmaci per cui se non viene indicato il rimedio “esatto” ad un paziente, ecco che non funziona. Gli errori di efficacia dipendono dalla diagnosi e dall’inquadramento del paziente.
    Ti ringrazio per il tuo stimolante commento, un abbraccio!

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    • mellie
      27/02/2013

      E’ vero. Purtroppo la ricerca sistematica non è indipendente. La ricerca su larga scala costa tanto ed è gestita dai colossi farmaceutici, sicché studi che portano a risultati ed evidenze “sconvenienti” hanno scarsa probabilità di essere resi noti. Anche se alimentare una visione “complottistica” in tal senso è pericoloso, perché la fiducia nella terapia è di fondamentale ai fini della sua riuscita, ai fini della compliance etcetc. Ma certo è bene essere consapevoli che anche la farmacoterapia è un “mercato” nè più nè meno, e come ogni mercato è regolato dalla legge della domanda e dell’offerta, come ogni mercato ha interessi precisi a creare ad arte falsi bisogni.

      Per quanto riguarda l’omeopatia:
      Spesso vengono messi in commercio farmaci che hanno un’efficacia maggiore anche solo del 5% rispetto al placebo. Se ci pensi è pochissimo.
      Per questo dire che qualcosa “funziona statisticamente” è troppo vago. C’è anche chi afferma di aver curato per sempre la gastrite col bicarbonato, ma non si deve cadere nell’errore del “post hoc ergo propter hoc”, ovvero tirare in ballo relazioni di causa-effetto molto attraenti tra due eventi che si sono verificati in ordine cronologico suggestivo (“ho preso il rimedio omeopatico, successivamente sono guarito”–> “il rimedio omeopatico mi ha guarita).
      Forse hai ragione, forse non abbiamo ancora gli strumenti per comprendere scientificamente come funziona un rimedio omeopatico.
      Fatto sta che la teoria portante della memoria dell’acqua da cui è scaturito il successo dell’omeopatia si è rivelata fasulla. Non esiste una memoria dell’acqua.
      Tutto il casino è nato per un articolo di tale Benveniste pubblicato su Nature dell’88 ( purtroppo qui c’è solo l’abstract http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2455231 ) che ha suscitato enorme scalpore ma che non è mai più stato riprodotto in laboratorio. Un fenomeno che non si ripete, che non è riproducibile né misurabile, non è scientifico. La rivista Nature pubblicò la smentita qualche anno dopo.
      Una molecola d’acqua con presunti ricordi non è distinguibile manco a livello subatomico da una molecola “senza ricordi”. Così come due rimedi omeopatici differenti non sono in nessun modo chimicamente distinguibili tra di loro se non grazie all’etichetta sulla confezione.
      Per cui ecco, pur accettando che “il rimedio omeopatico funzioni statisticamente” sono molto restia a considerare questo fenomeno al di fuori dell’alveo di un effetto placebo.

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  5. Carla Colombo
    27/02/2013

    Da tempo conosco la dott.ssa Marina Salomone e so quanto sia “DEVOTA ED AFFERRATA” sull’omeopatia ma oserei dire che è preparaa su tanti argomenti che la contraddistinguono, non ultimo la Sua “vena artistica” ed è soprattutto sotto questo aspetto che l’ho conosciuta.
    Non mi addentro su questo importante argomento qui trattato, ma mi piace testimoniare la mia totale ammirazione per la Sua preparazione.

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Questa voce è stata pubblicata il 25/02/2013 da in Satura Lanx.

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XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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