Grafemi

Segni, parole, significato.

Padova, sabato 2 marzo 2013 – presentazione “ESC – Quando tutto finisce”

Sabato 2 marzo 2013, alla libreria Mondadori di Piazza Insurrezione, a Padova, presento in solitaria l’antologia di racconti “ESC – Quando tutto finisce”, a cura di Mauro Maraschi e Rossano Astremo, Hacca Edizioni. Gli autori dei racconti gravitano, per lo più, dalle parti di Roma, per cui io sarò l’unico rappresentante della nutrita schiera. I nomi, in ordine casuale, sono Carola Susani, Gabriele Dadati, Vins Gallico, Federica De Paolis, Emilia Zazza, Paolo Zardi, Giordano Meacci, Fabio Viola, Stefano Sgambati, Cinzia Bomoll e Flavio Santi. Non so ancora cosa dirò – non mi è mai successo di essere contemporaneamente il moderatore e il moderato (non escludo di portarmi una maschera per impersonare uno dei due ruoli) – ma di sicuro mi piacerebbe leggere un po’ di brani, per far capire di quale pasta è fatto questo libro. E giusto per anticipare un po’ l’incontro, riporto, sotto la locandina, l’incipit del mio racconto (gli altri li sentiremo sabato).

ESC

Matteo aveva da poco pronunciato le prime paroline – mamma, pappa, bello, Sala – quando la meningite lo aveva trasformato in un vegetale. Sara, che aveva tre anni più di lui, conservava vaghi ricordi di quando il fratellino ancora parlava e si muoveva. Da quel momento per lui il tempo si era fermato: Matteo trascorreva le giornate a letto, o sul divano in salotto, immobile, silenzioso, una pianta ossuta che cresceva piano, senza scopo. Solo l’occhio destro sfuggiva a quel buco nero: era un piccolo mondo azzurro che, galleggiando su un bicchiere di latte, fissava l’imperscrutabile universo del soffitto.

La mamma gli stava dietro tutto il giorno: lo lavava, lo cambiava, gli parlava, lo imboccava, gli tagliava i capelli, e poi di nuovo lo lavava. Quando era piccola, Sara sperava che Matteo morisse presto; poi gli si affezionò, e iniziò a passare i pomeriggi con lui, seduta accanto, con un libro sulle gambe, e il suo respiro buono e regolare a scandire il tempo. Ogni tanto gli passava la mano sul viso, o gli accarezzava la testa, o gli faceva il solletico sotto i piedi. Era convinta che dietro il suo silenzio ci fosse una mente ancora attiva, capace di capire il senso generale delle cose – non i dettagli, o i numeri, o la politica, ma il ruolo delle persone che gli stavano attorno, i sentimenti che le muovevano, la tenerezza dei volti. Se gli passava un dito davanti, lui per un po’ lo seguiva: gli tremavano le labbra, come se volesse dire qualcosa. Quel corpo la incuriosiva, specialmente ora che si era fatto più grande: le gambe, secche e bianchissime, si erano ricoperte di una sottile peluria, e sopra le labbra era cresciuta la lanugine grigia dei tredicenni. Una volta, quando sua mamma già dormiva e nella casa si sentiva solo il rumore delle macchine sulla strada, lei gli aveva scostato le mutande, e aveva sbirciato sotto. Era diventato grande anche là.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

14 commenti su “Padova, sabato 2 marzo 2013 – presentazione “ESC – Quando tutto finisce”

  1. Zio Scriba
    27/02/2013

    L’accenno alla presentazione in solitaria mi ha fatto sentire teneramente in colpa: prima o poi voglio diventare anch’io un buon presentatore per te, magari qui nella freddina Varese, che necessiterebbe anche lei della sua “Insurrezione” letteraria…
    Ma poi trovo che l’idea della maschera sia a dir poco geniale: secondo me dovresti sperimentarla davvero, e far venire qualcuno a riprendere la performance con la videocamera. 🙂
    Una cosa è certa: con un incipit così, chi sarebbe così pazzo da perdersi quel racconto e quel libro? Tieni pronta la penna: sarà il prossimo che mi dedicherai e firmerai!
    Un abbraccio fraterno.

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    • Paolo Zardi
      01/03/2013

      Caro Nicola, prima o poi passerò per Varese, e mi piace pensare che sia per un progetto che faremo insieme – non so cosa sarà, il futuro non è ancora scritto, ma sento che potrebbe esserci qualcosa!
      Ricambio l’abbraccio, con il consueto affetto.

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  2. marina
    27/02/2013

    Si, l’idea della maschera la trovo strabiliante! Allora posso solo aggiungere che sarà una bella esperienza e un successo per il libro!!!!!

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  3. countryzeb
    27/02/2013

    Ne parlavo qualche giorno fa con Mauro (Maraschi, uno dei due curatori). Sono positivamente sorpreso dalla visibilità che sta avendo questo libro: molte recensioni (anche su testate importanti), presenze in radio, interviste (anche in video) ai curatori – per farsi un’idea si può vedere la pagina dedicata a ESC su facebook (per chi ce l’ha 🙂 ). La presentazione a Padova si aggiunge alla lista. Tutto questo mi fa piacere non solo perché mi sono affezionato a quel libro, avendolo quasi visto nascere dal nulla, non solo perché conosco alcune delle persone che ci hanno lavorato (anche se fra gli autori conosco, di persona, solo te, Paolo) ma, dicevo, mi fa piacere perché vuol dire che qualità e lavoro ben fatto riescono a trovare spazio nella giungla editoriale. Un’antologia di racconti pubblicata da una casa editrice piccola (ma ottima) poteva essere destinata all’oblio, e invece. Spero che anche in termini di vendite le cose stiano andando bene perché alla fine anche quello conta.

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    • Paolo Zardi
      01/03/2013

      Avverto anch’io un certo interesse attorno al libro – un interesse che sta crescendo da solo, un po’ alla volta, attraverso il passa parola…
      E alla presentazione, comunque, la prima cosa che dirà sarà che devo ringraziare un certo Marco per aver fatto in modo che anch’io facessi parte di questa avventura!
      Un abbraccio!

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  4. Sabina Ceglia
    27/02/2013

    Mi dispiace nn poter esserci…Contenta,pero’,di “esserci stata”…qui,ad Imola…per la presentazione de “La felicita’ esiste”,finito di leggere oggi….Bella storia….complimenti!

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  5. amanda
    28/02/2013

    mi spiace perchè sabato sarò fuori città, altrimenti, incredibile, avrei messo piede dentro ad una libreria Mondadori, per sentire la tua presentazione

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    • Paolo Zardi
      01/03/2013

      nella tana del lupo… non escludo che ai presenti verrà restituita l’IMU! 😉

      ps ho superato le mie resistenze leggendo un articolo di Michela Murgia, che se lo ritrovo provo a “ripostare” qui

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  6. carloesse
    28/02/2013

    Beh, io sono stato a quella qui a Roma, e venire a Padova al momento mi è molto difficile. Il libro l’ho letto, diversi racconti (tra i quali il tuo) mi sono piaciuti e l’ho anche scritto su Anobii. Ora sto (finalmente, dopo diverse peripezie) leggendo “La felicità esiste”, iniziato proprio oggi in treno (per lavoro): peccato che Roma -Firenze oggi con l’Alta Velocità si faccia in un amen. La prossima volta prendo l’Inter-City.

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    • Paolo Zardi
      01/03/2013

      poi sono curioso di sapere cosa pensi de “La felicità esiste” – io ho una mia idea, ma non voglio condizionarti! 😉

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  7. Alboino
    01/03/2013

    Per quelli che non possono essere presenti mi auguro che a breve tu posti su questo Blog la presentazione che del libro ne farai. Da parte mia la promessa di leggere il testo al più presto e di dare un semplice giudizio. Ciao!

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  8. Zio Scriba
    02/03/2013

    Appena aggiunto al nuovo ordine ibs. Nel farlo, non ho potuto non pensare alla tua presentazione odierna. Col cuore sono lì. 🙂

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