L’inserto del lunedì – “Cercatrice di perle” di Lucia Guida


pescatrici

Nel 2011 mi è stato chiesto di dare una mano alla giuria di un concorso di racconti che avevano come tema “La guerra” (in realtà, il bando del concorso era molto più stringente: si sarebbe dovuto parlare di come la nostra Costituzione ripudi la guerra come strumento di risoluzione delle controversie nazionali; ma poiché quasi tutti avevano affrontato la sfida con una certa libertà). Tra questi racconti, ce n’era uno di Lucia Guida, che avevo apprezzato particolarmente (mi ero appuntato “Scrittura precisa, racconto delicato e intenso, qualche sbavatura qua e là”); dopo meno di un anno, Lucia ha pubblicato una raccolta di racconti interamente sua, Succo di melagrana, con la casa editrice Nulla Die di Piazza Armerina, Enna, nella quale ho ritrovato la sua scrittura delicata e intensa.

Il racconto proposto oggi non fa parte dell’antologia, ed è stato ispirato alle foto del fiorentino Fosco Maraini (1912 – 2004), etnologo, alpinista, scrittore e poeta, e fotografo, che ritrasse alcune cercatrici di perle giapponesi mentre si immergevano nel mare – foto per certi versi sensuali, nella loro selvatica innocenza.

Cercatrice di perle

di Lucia Guida

Mi chiamo Nami e sono una pescatrice di perle.
Vivo a Broome, nel Kimberley, da quando avevo sei anni. Mia madre era una amah giapponese pescatrice di awabi. Non so chi fosse mio padre. Forse un semplice pescatore o forse anch’egli un  tuffatore. Non l’ho mai conosciuto. Mia madre me ne ha parlato pochissimo e sempre con occhi fieri, combattivi. Occhi di donna che ha amato e perso irrimediabilmente la sua battaglia con l’ amore.
Della mia infanzia ricordo  poche cose. La festa della Luna Piena di settembre, con le sue offerte di frutta e fiori  alle finestre della nostra casa  inondata dai suoi raggi, è ancora nel mio cuore e nella mia mente. L’abbiamo continuata a celebrare fin quando non siamo partite per l’Australia alla ricerca di nuova compiutezza, di vita da vivere con trasporto rinnovato, di aria indulgente e mite, di acqua rassicurante e prodiga.
Conosco il mare e al mare sono legata anche dal mio nome. Mia madre ha continuato ad immergersi con me in grembo con la stessa abilità di sempre fino a poco prima di partorirmi. E da sempre ho respirato aria salmastra. I miei giocattoli conchiglie delle forme più disparate:  pezzetti di legno levigato e contorto portati dalle onde e collane verdissime e lucenti d’alga. Dal mare sono nata e di mare vivo traendone il mio sostentamento. Ho imparato ad immergermi mentre muovevo i primi passi sotto la guida attenta e amorevole di mia madre. Da sola ho appreso, invece, a trarre la mia forza e la mia serenità dal  movimento ritmico e rassicurante dei flutti.
Dal mare è arrivato l’amore con Frank e con il mare è andato via. Lui fa il marinaio e non è mai stato l’uomo di una sola donna. Ha capelli ricci e occhi nocciola. L’ha portato da me un veliero, uno dei tanti che attraccano al porto. E’ capitato l’estate in cui ho perso mia madre che di lui non ha mai saputo.
Non so se ne avrei ricevuto la benedizione.
Lei ha conservato sempre una tenace avversione per gli uomini di mare portandosi questo segreto che è insieme sottile maledizione con sé nel cimitero giapponese di Broome.
Frank mi ha notata tra la mia gente, pescatrici di perle come me e tuffatori abili e audaci. Ha seguito affascinato i movimenti lenti ed aggraziati del mio corpo snello e seminudo dal ponte del battello su cui depositavo le ostriche pescate. Si è divertito a intrecciare per gioco, dopo l’amore, fiori profumati nei miei capelli neri setosi portandomi spesso di notte sulla spiaggia di  Cable Beach, due corpi in uno sdraiati sulla sabbia fina e bianca morbida e invitante.
Non mi ha mai parlato di sentimenti né mi ha mai fatto promesse. Mi ha soltanto amata per il tempo di un’estate tiepida come solo le nostre estati sanno essere. Poi un giorno mi ha detto con semplicità che sarebbe andato via.
All’alba, nascosta tra le barche ormeggiate, ho assistito alla sua partenza stringendo forte la mia perla azzurra portafortuna. Nella mia gola un urlo silente, nel palmo della mia mano le unghie conficcate a sangue per non cedere alla tentazione di chiamarlo e supplicarlo di non partire, di restare qui con me ancora per poco, in quest’oasi lussureggiante all’improvviso diventata per me landa deserta e arida senza più respiro.
Quel giorno non mi sono tuffata per pescare le mie ostriche; l’ho fatto per sfogare la mia rabbia e il mio dolore. Immergendomi più rapidamente del solito per mescolare le mie lacrime al sapore salato dell’acqua di questo oceano trasparente fino ad allora sempre estremamente generoso con me. Poi mi sono calmata e, tornando in superficie, sono rimasta a pelo d’acqua; lasciandomi cullare a lungo da onde carezzevoli e pietose per trarne conforto, come quando ero piccola e la mie giornate si tingevano di blu cupo e odoravano di burrasca. Ricevendo un lungo abbraccio rassicurante dall’origine delle mie albe e dei miei tramonti. Il mare mio principio e mia fine. Mia rinascita.
Anche stasera sono qui, sulla spiaggia di Cable Beach.
Ho assistito al calare del sole accarezzata dalla brezza profumata e discreta e ora celebro con stupore rinnovato il sorgere della luna piena che, luminosamente riflessa sulla superficie scura dell’ oceano, traccia la sua scalinata verso il paradiso  approfittando della benevolenza della bassa marea per congiungervisi.
Ora non ho più offerte da fare.
Sono tuttavia qui in silenziosa e fiduciosa attesa di un qualcosa che non saprei definire ma che so verrà da me, che forse è già qui con me. Con la mia perla lucente bene augurante al collo, i capelli sciolti come fili scuri d’alga a lambire le spalle nude e un fiore scarlatto,  grande e profumato, dietro un orecchio. Un fiore che è sorriso silente nelle ombre della notte che avanzano piano.
Blandita dal suono melodioso della risacca,  riposta indulgente dell’Oceano Mio Padre alle mie tante domande inespresse e alla mia sete d’ amore.

Le foto di Folco Maraini

Lucia Guida abita e lavora a Pescara come docente coltivando nel tempo libero le sue due grandi passioni, la lettura e la scrittura. Dopo aver tentato con discreta fortuna la strada dei concorsi letterari nazionali ha pubblicato per diverse case editrici racconti brevi in collane di autori vari, decidendo di cimentarsi da solista, a inizio del 2012, con Succo di melagrana, Storie e racconti di vita quotidiana al femminile, edita dalla Nulla Die per la collana lego Narrativa. Cura la rubrica letteraria di un’associazione culturale olistica abruzzese e due blog rispettivamente nella community di “libero” e sulla piattaforma di WordPress. Attualmente è impegnata nell’editing di un romanzo di prossima pubblicazione e nella stesura di un secondo romanzo a sfondo sociale sulla condizione femminile italiana oggi.

Pubblicazioni:

“Ballata di una notte di plenilunio”  in A.A.V.V., 2010, Pensieri in Viaggio, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo

“Donna alla finestra” in A.A.V.V., 2010, Storie di carta 2010, Poggio Imperiale, del Poggio Edizioni

“Polvere di stelle” in A.A.V.V, 2011, Scelta o Destino, Vicenza, Cooperativa Tipografica degli Operai

GUIDA Lucia, 2012, Succo di melagranaStorie e racconti di vita quotidiana al femminile, Piazza Armerina (EN), Nulla Die lego Narrativa

“ La collana di conchiglie” e “Un mercoledì perfetto” in A.A.V.V., 2012, Il cuore delle donne, raccolta di racconti di autori vari a cura di RosaAnna Pironti Editore – Stampa Lulu.com

“ Dagherrotipi emotivi “ in A.A.V.V., I volti delle donne, Catania, Akkuaria, 2012, volume contenuto in “Oro e Argento, Piccola Enciclopedia di Autori

Contemporanei” a cura di Vera Ambra

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6 thoughts on “L’inserto del lunedì – “Cercatrice di perle” di Lucia Guida

  1. Sono numerosi i motivi che mi fanno apprezzare questo post e questo racconto: l’amore per il giappone, la stima per Fosco Maraini (il suo tomo “Ore Giapponesi” è un’encicolpedia interessantissima), ma anche il processo di sviluppare un testo lasciandosi ispirare da immagini – ho molto apprezzato il tuo recente “In controluce”, tanto che mi sta venendo voglia di cimentarmi in un’operazione simile. E quindi, complimenti a Lucia!
    Marco

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  2. La nostra vita è costellata di immagini certamente visive ma anche olfattive, uditive, tattili. Per gli aspiranti affabulatori come me rappresentano un’occasione unica per creare occasioni scrittorie irripetibili. Felice che il mio racconto breve ti sia piaciuto. Grazie per visita e commento e un abbraccio specialissimo a Paolo per avermi con grande disponibilità qui ospitata
    Lucia

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  3. Grazie di cuore anche a te, Nadia. “Cercatrice di perle” è uno dei racconti a cui sono più legata. E’ stato un piacere e un onore proporlo qui da Paolo, autore che apprezzo tantissimo e una delle primissime persone a cui ho chiesto consiglio per il mio debutto editoriale.

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