Grafemi

Segni, parole, significato.

Luoghi virtuali #7

Grazie a Internet, e in particolare a Google, vera intelligenza della rete, e ancor di più a Google Map, l’invenzione più importante degli ultimi cinquant’anni, mi diverto a identificare i luoghi virtuali – cioè quei posti, quelle città, quelle vie, che conosciamo attraverso film, video, immagini, ma che, evidentemente, corrispondono a luoghi reali. Dove si svolge il video di Bitter Simphony dei Verve? Dove si è tenuto il concerto di David Bowie a Berlino alla fine del quale Christiane F. si era fatta il suo primo buco? Ho cercato, ho spulciato, ho incrociato dati, e ho trovato le risposte – alcune delle quali possono essere trovate in uno di questi post.

Ma non sempre si riesce a trovare la soluzione. E quando succede, quando un luogo virtuale non può essere ricondotto a un luogo reale, è come se mancasse qualcosa. Ad esempio,  la foto che compare nella pagina di Login di Outlook 365 della Microsoft resiste a ogni ricerca. Non c’è alcuna utilità, nel saperlo; ma non saperlo è una piccola crepa nel delirio di onnipotenza che la forza smisurata  di Internet alimenta. Ammettere che qualcosa non può essere individuato, che esiste un limite oltre al quale non ci si può spingere, potrebbe restituire al mondo la sua misura umana. Internet tornerebbe  a essere considerata fallibile, limitata; e, forse, farebbe meno paura., perché potremmo dire che le vie, gli scorci, i tramonti, i laghi, gli uomini sono più numerosi, e più vari, di quanto la rete riesce a ricordare, conoscere, ricordare. E se non fosse così? Se esistesse un modo per capire, per sapere, dove si trova anche questo piccolo angolo di mondo sul quale sta calando il sole? Qualcuno riesce a scoprirlo?

Dove siamo?

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

18 commenti su “Luoghi virtuali #7

  1. Sole
    28/06/2013

    Interessante…non lo conosco, ma di istinto mi ha ricordato l’innesto tra A27 e tangenziale di Mestre arrivando da Treviso. 🙂 ma qui le palme non ci sono!!!
    Non è un paese anglosassone, è di mare, dal tipo di auto e dal contesto è benestante, il sole che sembra al tramonto mi indurrebbe in costa occidentale stati uniti, o Portogallo?
    Ora mi resta la curiosità…

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    • amanda
      28/06/2013

      tutto ma la tangenziale di Mestre……………

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      • Paolo Zardi
        28/06/2013

        Io avevo pensato alla tangenziale di Rio, ma in brasile il sole non tramonta sul mare! 😉

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        • Sole
          28/06/2013

          Paolo, solo l’innesto mi ricorda Mestre 😉

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          • Paolo Zardi
            29/06/2013

            In effetti qualcosa ce l’ha..
            La cosa interessante di questa foto è quello che vuole trasmettere: una certa solidita’ economica (le macchine, il traffico) immersa in una natura rigogliosa, con un sole caldo, e un albergo, quindi relax, in mezzo alle palme. Si lavora, sembra dire, ma per poter vivere nel lusso. Molto assertivo! 😉

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          • Sole
            29/06/2013

            l’uso di “assertivo”… perfetto!

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    • Paolo Zardi
      28/06/2013

      Sembra che qualcuno abbia trovato la risposta in poco più di un’ora.. A questo punto la sfida diventa trovare una foto impossibile da localizzare.. Si riuscirà a trovarne una?

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    • Paolo Zardi
      28/06/2013

      Ho un cellulare che non riesce ad aprire le mappe di Google, non vedo l’ora di essere davanti a un pc per
      vedere la strada con Street view!

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    • Paolo Zardi
      01/07/2013

      Visto, grande! Sono quasi commosso! Ma quindi nulla sfugge alla rete…

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  2. paolovigo
    28/06/2013

    Il quesito postato sulla mia timeline ha ricevuto da @zage questa risposta. https://www.google.com/maps?ll=34.012351,-118.497341&spn=0.285725,0.611115&cbp=12,325.81,,0,12.38&layer=c&panoid=wrxLU1I-zVf9mp-nJGRluA&cbll=34.012351,-118.497341&t=m&z=11

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  3. Daniele
    28/06/2013

    Stati Uniti di sicuro, visto il cartello “SPEED LIMIT 45”. Poi c’è un cartello in basso a sinistra: “Moomat Ahiko”. Direi che siamo a Santa Monica (CA).

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    • amanda
      28/06/2013

      ho risposto senza leggerti 🙂 direi che ha scovato più indizi di me

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    • Paolo Zardi
      28/06/2013

      Non avevo visto il cartello.. Da poco mi sono attrezzato con una lente per contrastare la vista che sto perdendo, ma per questa foto non l’ho utilizzata – avrei dovuto!
      Sarebbe curioso vedere quanto complicato sarebbe localizzare uina delle foto che tu scatti in giro per il mondo!

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      • Daniele
        29/06/2013

        Secondo me quelle sono molto complicate perché o uno ci è stato oppure trovare indizi non è facile, in mezzo alla natura.
        Devo comunque rivalutare la fotografia urbana: può comunque dare soddisfazione

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  4. amanda
    28/06/2013

    per me o è la Florida o la California

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    • Paolo Zardi
      28/06/2013

      Da quello che dicono, sembra che sia proprio la california.. Non vedo l’ora di accedere alle mappe di google e a street view per vederla!

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Questa voce è stata pubblicata il 28/06/2013 da in Fisica, Scienze con tag , .

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