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Segni, parole, significato.

I pomodori di Ivo

Qualche anno fa mio suocero Ivo ha comprato dei semi di pomodoro a Fossalon, da un contadino che si impegna a preservare alcune specie ormai trascurate, e li ha piantati in un orto dalle parti di Repen, ai confini con la Slovenia. Per qualche estate abbiamo mangiato cuori di bue rossi e carnosi; al piacere del gusto e della consistenza, si è aggiunta quella meraviglia un po’ ingenua che provano i cittadini cresciuti in mezzo all’asfalto quando scoprono che da un seme grande come la capocchia di uno spillo si può produrre il contorno di un pranzo eccellente.
Due anni fa avevo portato quegli stessi semi a un mio collega, Leone, che nel giardino di casa, qui a Padova, ha creato un piccolo orto; nello stesso periodo Ivo ha smesso di coltivare i pomodori, e le zucchine, e tutto il resto. Non aveva più la forza di farlo. Ora, erbacce, rovi, e piante ipertrofiche senza nome che hanno occupato tutto il terreno, con l’irruenza che hanno solo le creature selvatiche.
Oggi Leone mi ha portato un sacchetto con i pomodori che ha prodotto. Ce li ho sul tavolo, rossi e carnosi, accanto al monitor del computer, vicino a un manuale di Oracle, a un quadretto che ha fatto mia madre, ai regali che Jurij e Matija mi hanno dato per la festa del papà, qualche mese fa. Oggi, è un anno esatto che Ivo ci ha lasciati. La vita è un mistero doloroso e dolce.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

6 commenti su “I pomodori di Ivo

  1. colorsontheroad
    13/08/2013

    Le dolci coincidenze della vita aiutano a mescolare sorriso e dolore. Ma solo per chi le sa cogliere. P.S. Fossi in te farei attenzione a definirlo ‘piccolo orto’ 😉

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  2. Zio Scriba
    13/08/2013

    Tu scrivevi pomodori e io leggevo cuori. Che belli quelli rossi e carnosi come il tuo. Di questi tempi penso spesso a quel mistero doloroso e dolce, perché fra pochi giorni saranno dieci anni che è morta mia mamma.
    Un dolce pensiero per Ivo e per i suoi pomodori.

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  3. amanda
    14/08/2013

    le persone lasciano, a volte, ricordi grossi, profumati e saporiti come cuori di bue, sono i frutti migliori delle persone migliori

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  4. L' Alligatore
    14/08/2013

    Stupendo questo post che parla di cose da preservare.

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  5. silvia
    24/08/2013

    io ho una autentica passione per i pomodori, ereditata da mio padre.
    mi piacciono le piantine prodotte da seme, così gracili all’inizio.
    vederle crescere, toccare la pianta per “mugnara”, e poi annusarmi le mani, ha un odore così particolare e intenso.
    mi piace raccoglierli quando sono belli maturi, facendo attenzione a non far cadere il vicino.
    mi piace schiacciarli nel pane, con un goccio d’olio, impregnanndo ben bene la mollica.
    ma anche sbollentarli, sbucciarli, sentire la polpa tra le dita, tagliarla a pezzetti, fare un assaggio, cuocerla, metterla nei vasetti e ritrovarla intatta dopo mesi.

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Questa voce è stata pubblicata il 13/08/2013 da in Ricordi, Scrittura con tag .

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