Acido desossiribonucleico

Uno dei racconti contenuti nella mia raccolta “Il giorno che diventammo umani” (Neo Edizioni) parla di DNA: di come questo determini le caratteristiche di un essere umano tra le quali i lineamenti del viso. Il sempre-ricco-blog “Scrittori precari” (ma è più di un blog: è un sito che ogni giorni propone un racconto, o una poesia, o altre forme di scrittura, inediti, con una perseveranza encomiabile), poco prima dell’uscita della raccolta, aveva pubblicato in anteprima proprio questo racconto. Mi piacerebbe non anticipare nulla, ma devo: un’amica, la scrittrice Marina Sangiorgi, mi ha segnalato, proprio oggi, questa incredibile notizia:

PECHINO – I bambini sono tutti belli, a maggior ragione se sono i propri. Non sempre, tuttavia, ‘Ogni scarrafone è bell a mamma soja” (come cantava Pino Daniele in una nota canzone). Jian Feng, un imprenditore cinese, non riusciva a guardare i suoi pargoli. Li riteneva così brutti al punto da pensare che la bellissima moglie lo avesse tradito. Esattamente un anno fa le ha fatto causa e ora ha vinto.
I piccoli però erano proprio del suo sangue e nessun tradimento era stato consumato. La moglie gli aveva nascosto di essersi sottoposta a un intervento di chirurgia estetica da 100mila dollari prima del matrimonio e prima di conoscerlo. Il brutto anatroccolo era diventato un fantastico cigno grazie al bisturi e a sua insaputa. L’uomo d’affari non l’ha perdonata e l’ha portata in tribunale. La moglie dovrà sborsare 120 mila dollari.

Marina mi ha avvisato: potrebbe essere una bufala, assomiglia troppo alla storia di “Acido desossiribonucleico”. Così ho controllato. E ho scoperto che la notizia è (mi verrebbe da dire tragicamente) vera. A Chinese wife has been sued by her husband for giving birth to what he calls an ‘incredibly ugly’ child. 

dna

Per quanto ci si sforzi, dunque, la vita vince sempre in assurdità.

Acido desossiribonucleico
(da “Il giorno che diventammo umani”, Neo Edizioni)

il-giorno-che-diventammo-umani-paolo-zardi-neo-edizioniEra rimasta incinta nel modo più classico e stupido: il preservativo, tirato fuori dalla confezione, si era lacerato, permettendo così al seme del suo compagno di raggiungere la tuba di Falloppio. Là dentro uno spermatozoo aveva raggiunto l’ovulo e ne aveva perforato la parete, dando così inizio alla mitosi di una nuova cellula. Erano bastati pochi minuti per definire il progetto di un nuovo individuo: lei aveva messo ventitré cromosomi, lui gli altri ventitré, e quindi era iniziata la lotta tra geni dominanti e geni recessivi. In palio, c’erano i contorni degli organi interni, le circonvoluzioni del cervello, il colore degli occhi, il grado di propensione alla depressione e al gioco d’azzardo, la base di partenza sulla quale costruire i futuri gusti sessuali, la lunghezza dell’alluce rispetto all’indice dei piedi, i talenti, i denti e la mandibola, il tono della voce, il sesso. E il viso.
Il suo compagno si era mostrato molto sereno, come fosse ingenuamente convinto che la procreazione richiedesse una volontà consapevole, assente nel momento di quel preciso orgasmo. Mesi prima, mentre erano in vacanza a Malta – un regalo di alcuni amici – avevano parlato della possibilità di avere figli, e sebbene a lui non sarebbe dispiaciuto averne uno, perché aveva trentacinque anni, e conservava bei ricordi della propria infanzia, il no categorico di lei aveva reso inutile qualsiasi ulteriore considerazione.

Il racconto continua su Scrittori Precari.

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2 thoughts on “Acido desossiribonucleico

  1. Uno dei più meravigliosi incipit della letteratura italica… lo capisci ancora di più mentre lo senti leggere da qualcuno, come alla presentazione del libro (leggetelo a tutti i reading, mi raccomando).

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