“Il ciclo” di Ilaria Vajngerl e Lorenzo Maragoni ai Carichi Sospesi

Gioia cambia. È una vecchia che guarda dal balcone, una bambina che parla con gli animali. Gioia è una signora sola, annaffia i gerani e porta il gatto nel passeggino, gioca a Risiko e si annoia, galleggia al mare lontana dalla riva. Gioia se si affeziona a un coniglio figurati come sarà con gli uomini. Gioia è madre. Come se il tempo invece di una linea fosse un piano dove tutto è gia accaduto, Gioia è contemporaneamente le sue relazioni e tutte le identita che vestirà in una vita, le storie del suo passato, le speranze e le preoccupazioni del suo tempo presente. Lo spettacolo nasce da una domanda: se incontrassi il te stesso che sei stato, cosa gli vorresti dire? Se incontrassi il te stesso che sarai domani, cosa vorresti sapere? Gioia è qui, adesso, è un coro per voce sola: una sola attrice che racconta l’infanzia, la giovinezza, la maturità e infine la vecchiaia di una ragazza, che attraverso le sue scelte si confronta con un tempo sempre diverso e sempre uguale, il tempo di una vita, che costringe al cambiamento se si vuole sopravvivergli. Se incontrassi te stesso, sapresti riconoscerti?

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Questa sera (sabato 18 gennaio 2014) Ilaria Vajngerl conoscerà la bella soddisfazione di vedere messa in scena una sua opera, Il ciclo, che ho avuto modo di leggere, nella sua forma non teatrale, qualche tempo fa. E’ un testo molto intenso, che ho apprezzato, e quindi sono contento che abbia trovato questa sua prima strada per essere conosciuto (dico “prima” perché immagino che prima o poi diventerà un romanzo). Nel suo blog Ilaria racconta, meglio di quanto saprei fare io, la storia che sta dietro a questo spettacolo – qualcosa nato sette anni fa in una spiaggia. Lo riporto qui sotto. Ma ricordo: questa sera, sabato 18 gennaio 2014, ai Carichi Sospesi di Padova, Il ciclo, di Ilaria Vajngerl e Lorenzo Maragoni.

Ilaria Vajngerl
Ilaria Vajngerl

In spiaggia sette anni fa ho conosciuto uno che ho sospettato subito. Vorrei fare l’attore, mi aveva detto. Io la scrittrice gli avevo risposto. Quando la sera abbiamo cantato al karaoke davanti a una platea di crucchi ammollati a bordo piscina ho capito che probabilmente ci sarei potuta andare d’accordo.
Riassumo così i nostri sette anni: io ho continuato a scrivere, lui a recitare. Si è diplomato all’Accademia del Verdi e poi è diventato regista. Questo novembre ha debuttato allo Stabile del Veneto, insomma in spiaggia nessuno dei due aveva raccontato cazzate.

Non mi ricordo bene come me l’abbia chiesto. E nemmeno voglio tirarvela tanto lunga. Siamo andati a fare colazione una mattina calda che io avevo i capelli corti e una canotta a righe arancioni.
Facciamo uno spettacolo insieme, mi dice, scrivi qualcosa di bello e poi io lo metto in scena.
Lo sospetto ancora, perché al teatro credo fino a un certo punto, ho sempre preferito il cinema. Lo stesso pomeriggio però sotto la doccia mi viene un’idea geniale: ho la storia, sicché accetto. Gli dico, va bene, basta che tu mi compri il vestito da mettere alla prima.
Lui mi dice, ok.

E insomma, scrivo lo spettacolo che non ho nessuna intenzione di raccontarvi perché assolutamente dovete venire a vederlo.
Segnatevelo, sabato 18 gennaio ai Carichi Sospesi di Padova, un teatrino piccolo piccolo ma davvero all’avanguardia, esce Il ciclo di Ilaria Vajngerl e Lorenzo Maragoni.

Ecco solo a dirvelo mi prende l’agitazione.

Laura Serena
Laura Serena

A recitarlo sarà una sola attrice, Laura Serena. E’ veramente bravissima e non lo dico perché recita quello che ho scritto, cioè, anche. Diplomata al Piccolo di Milano, è impegnata in diversi lavori, recentemente ha recitato in Sior Tita Paron, uno spettacolo dello Stabile del Veneto che rinfresca e vivifica la drammaturgia dialettale, che finalmente non è più un fardello noioso per leghisti nostalgici, ma una vivace messa in scena che coinvolge e diverte senza sapere di stantio.

Quando l’ho conosciuta mi è piaciuta subito. E ragazzi, si è formato un trio che concedetemelo, spacca i culi. Ci capiamo alla perfezione, siamo diventati degli ingranaggi di una macchina che cresce. Per me che scrivo è emozionante vedere un personaggio prendere vita, è come aver fatto nascere una persona.

Ovviamente sono anche terrorizzata, continuo a sognarmi che qualcosa vada storto, magari Laura si dimentica le parole oppure crolla il palco, ma Lorenzo mi ha detto che è normale, benvenuta nel mondo del teatro.

Ecco dunque, mi appresto a concludere.

Parenti, amici, conoscenti e amati lettori. Siete tutti invitati sabato 18 gennaio 2014 alle 21.30 a vedere Il ciclo. Io, Lorenzo Maragoni e Laura Serena vi aspetteremo ai Carichi Sospesi di Padova, per il primo nostro spettacolo, insieme. Prenotate il biglietto qui!

Noi intanto incrociamo le dita, che dio ce la mandi buona.

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Ilaria Vajngerl, nata nell’85 è laureata in linguistica. Vincitrice italiana del Campercitytelling 2009 (Scuola Holden), ha pubblicato i suoi racconti conRivista Inutile e I Sognatori Edizioni. Il suo blog è ilpescevolante.blogspot.it.

lorenzo maragoniLorenzo Maragoni è nato a Terni nel 1984. Si è diplomato attore all’Accademia del Teatro Stabile del Veneto nel 2010, ed ha fondato la compagnia Amor Vacui, di cui è regista.Ha ottenuto riconoscimenti dal Premio Giovani Realta del Teatro (Studi sulla citta di K.), dal Festival Internazionale di Regia e dal Premio Linutile del Teatro (Baccanti) e ha vinto il Premio Off #3 del Teatro Stabile del Veneto con This is the only level. Dal 2011 collabora come regista con il Teatro Stabile del Veneto.

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