Grafemi

Segni, parole, significato.

Dio se la caverà – Alan Poloni

neoHo sempre un po’ di pudore a parlare dei libri della Neo Edizioni, la mia casa editrice, il mio porto, la mia sede letteraria: il rischio non è tanto quello di non essere obiettivo – non credo serva a nessuno una spinta non richiesta – quanto, piuttosto, quello di non essere creduto. Per Alan Poloni, e il suo romanzo d’esordio Dio se la caverà, decido di correre questo rischio, e pazienza.
cat_dryLa Neo Edizioni ha un catalogo tutto sommato piccolo, ma ben organizzato attraverso alcune collane. Ci sono i libri Iena, tendenzialmente cattivi, talvolta aggressivi, talvolta anticonformisti; ci sono le poesie della collana Intimate e gli stranieri della Potlatch e le stravaganze della collana I Nei; infine, la Dry. In questa collana, la più frizzante della casa editrice abruzzese, Dio se la caverà è il terzo libro dopo il fortunato Gobbo come i Pireni di Otello Marcacci, e il bellissimo Quattro soli a motore di Nicola Pezzoli, e per certi versi Alan Poloni si pone a metà strada tra i due. Con il primo, con il toscanaccio Marcacci, condivide un certo talento per i dialoghi umoristici, l’inclinazione a raccontare gli adulti in crisi di identità, e una grande fede nel potere salvifico dell’amicizia; del secondo, di Nicola Pezzoli, ha invece la capacità di guardare il mondo con gli occhi dei bambini.

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La splendida copertina di Toni Alfano

Il risultato è un romanzo particolare, per certi versi anomalo, sia nella struttura sia nelle cose che vengono raccontate. I personaggi sono molti, e tutti diversi: un bambino dislessico, un altro bambino emarginato per il troppo studio, uno scrittore che simula la propria morte per vedere di nascosto l’effetto che fa, due amici che decidono di aprire un cinema a luci rosse e un uomo sostanzialmente fallito che apre un collegio per raddrizzare i ragazzi con poca voglia di fare. I legami che li uniscono sono inaspettati: i due bambini finiscono nel Collegio, uno dei due tizi che cercano di aprire il cinema è lo zio del dislessico, e lo scrittore attende che qualcuno si decida a scrivere la sua biografia su Wikipedia, unica possibilità di riscatto di una carriera letteraria ormai finita. Chi ci penserà? E con quali conseguenze?

Ma nonostante l’intreccio piuttosto articolato,  la storia scorre veloce e sempre divertente. Poloni ha una penna sicura, originale,  in alcuni punti esilarante e a tratti perfino geniale: il primo capitolo, ad esempio, in cui Nic sogna di andare in Cina dove la sua dislessia non sarebbe un problema, è davvero un gioiello di umorismo e tenerezza. In altre parti, invece, la voce si fa più seria, anche se l’ironia non sparisce mai del tutto.

Quel giorno avrebbe dovuto discutere di “Scrittura e Modernità” insieme a Maurizio Maggiani.
Diluviava e, all’orario previsto, nel teatro erano presenti ventisei spettatori.
Questi ventisei, quando seppero del forfait di Maggiani, dovuto a cause di forza maggiore, si ridussero a quattro.
Nei lunghi minuti di attesa che l’organizzazione aveva lasciato trascorrere nella speranza che qualche ritardatario rimpinguasse la platea, Timpano era riuscito a respingere imbarazzo e delusione e si era fermato a scrutare quei quattro: meritavano attenzione perché erano il capitale della sua rinascita. La sua riscossa sarebbe partita da loro e non voleva perdersi un solo sguardo, un solo cenno d’approvazione, un solo moto d’animo dipinto sul viso.
Il dibattito, a quel punto divenuto un’intervista, durò un’ora precisa di orologio e Timpano, che ringraziò a più riprese Rallentamenti [la sua casa editrice] e  parlò del suo ultimo libro, nel ridare la parola al moderatore approfittava per godersi quei quattro spettatori: due signore attempate e impellicciate fino al naso, un ragazzo stempiato con un quaderno tra le mani e un signore annoiato che non sembrava avere antidoto agli sbadigli.
Al termine dell’incontro, Timpano si alzò e fece un inchino al pubblico che gli riservò un tiepido applauso.
Mentre stringeva la mano al moderatore, vide le signore impellicciate che lo aspettavano sotto il palco per farsi autografare dei libri.
La sensazione di gioia perduta si espanse in lui e con un sorriso estinto da anni si avvicinò a loro. Quando le signore gli allungarono timidamente due copie dell’ultimo libro di Maggiani, Timpano si sentì morire.

Oppure (qui il protagonista è Nic, il ragazzino dislessico):

Poi gli piaceva leggere le scritte sui piloni del ponte.
Succedeva qualcosa di strano.
Mentre leggeva, aveva l’impressione che la dislessia sparisse, perché quelle parole dipinte sul cemento gli entravano nella testa subito, senza fatica, lisce e scorrevoli come il fiume che passava lì sotto.
Era un sollievo.
Si metteva lì, seduto o in piedi, con la canna obliqua verso il cielo, il filo che spariva nell’acqua, i mulinelli a scavare buchi nel fiume, e posava lo sguardo sul cemento del ponte: niente gorghi di lettere. Leggeva Fascio boia Comunisti merde Viva Lega Nord Forza Magica Dea Jenny ti amo Aprite le celle: Pino e Lollo liberi! Sbirri merda Samantha come sei tanta Vota No Euro La vita è altrove Il telegiornale ammazza la realtà Molly ci sei Droga libera Io per sempre.
Leggeva benissimo, come se quelle scritte fossero in braille per dislessici, come se quelle parole, la loro vernice, la grafia, la posizione, violassero la regola degli stormi impazziti.
Nic conosceva a memoria quelle scritte e appena posava gli occhi sul ponte, vedeva subito se c’erano cambiamenti, risposte, aggiunte. Si appassionava a quei piccoli dialoghi lunghi settimane e li seguiva come un telefilm.
Prima puntata: Jenny ti amo.
Seconda puntata (evidentemente ironica, da parte di estranei): Ma tu sei brutto come la fame… con i puntini di sospensione che diventavano lacrime.
Terza puntata: una mano di bianco a cancellare tutto e su di essa Jenny ti amo sempre.
Quarta puntata: Ma se tu sei brutto, tanto brutto. Buttati da qui, con una freccia che dalla parola qui saliva fino al parapetto del ponte.
La quinta puntata non c’era stata. La fiction si era fermata. Stavolta l’innamorato non era intervenuto. Aveva lasciato quell’imperativo tremendo, e forse l’aveva eseguito.

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Ed è da questa alternanza di voci, di personaggi, di storie, che si crea la particolare atmosfera di questo libro: un mondo agrodolce di ragazzi che crescono, di adulti che cercano di riscattarsi, di genitori che non riescono a fare il loro dovere, di sesso rubato tra le strade di una provincia un po’ desolata, con un sottofondo musicale costante: il metal degli AC/DC. E tutto questo viene raccontato attraverso uno sguardo ironico, talvolta volutamente grottesco (specie nelle parti che riguardano il collegio o la battaglia filosofica a colpi di bastone per le sorti del cinema a luci rosse), e, fortunatamente, mai lezioso. Si ride, e si pensa; e ci si affeziona ai personaggi, come succede solo con i libri che funzionano.

Un romanzo originale, insomma: nuovo, inusuale e allo stesso tempo misurato, con così tante idee da riempirne altri tre. Dio se la caverà è un esordio coraggioso e molto promettente.

Alan-Poloni-RookieAlan Poloni è nato in provincia di Bergamo nel 1973. Insegnante di lettere, è tra i fondatori della “Martin Eden Experience”, associazione che, per scuole e biblioteche, organizza lezioni e letture teatrali su classici e contemporanei. Ha scritto per il teatro lo spettacolo Ominidi 2.0, suo il documentario Vicini all’Inferno, un viaggio tra Belgio e Francia sulle tracce del nonno minatore e di Rimbaud. Quando non è tra le “lettere”, lavora la terra, produce miele e si prende cura del suo vigneto.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

4 commenti su “Dio se la caverà – Alan Poloni

  1. Zio Scriba
    16/04/2014

    Appena ordinato.
    Sensazione bellissima, l’entrata di nuovi buoni cavalli nella “tua” stessa scuderia: ti conferma che trattasi di scuderia per purosangue.E non ne scorgo molte altre, nel nebbioso orizzonte italico… 🙂
    Benvenuto Alan!

    Liked by 1 persona

  2. Sik
    16/04/2014

    Io l’ho letto in tempi non sospetti. Un esordio davvero notevole.
    🙂

    Liked by 1 persona

  3. L' Alligatore
    16/04/2014

    Sempre ottime cose da questa coraggiosa casa erditrice… lo leggerò presto.

    Mi piace

  4. Stefania
    16/09/2015

    Appena finito. Finalmente. Ma avete mai avuto modo di partecipare ad una presentazione di questo libro? Spettacolare!!! Bravo Alan!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 16/04/2014 da in Letteratura, Recensioni, Romanzo con tag , , .

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