Al Salone del Libro!

E come ogni, si rinnova il rito del Salone del Libro di Torino. Non so se sia un evento importante, dal punto di vista della cultura, e, tutto sommato, me ne frega il giusto: con il passare del tempo ho sviluppato un sentimento piuttosto pessimista, o fatalista, sulla possibilità che la lettura diventi il primo pensiero per la maggior parte delle persone. E non sono neppure convinto che leggere sia un’attività migliore di tante altre, come andare al cinema, guardare la televisione, uscire con gli amici – dipende sempre da cosa guardi, cosa ascolti, chi frequenti. In altre parole, sapere che la gente compra due milioni di copie di un libro che non vale nulla non mi dà alcun sollievo.

Ma il Salone del Libro è, per me, uno dei momenti più importanti dell’anno. Quando sono là provo l’emozione che potrebbe provare un fanatico di modellismo partecipando alla fiera del modellismo: trovarsi, improvvisamente, circondato da persone che hanno la tua stessa identica passione – che, come te, passerebbero il tempo a parlare solo di questo. Abituato a vivere in un mondo in cui i libri non sono argomento di conversazione (quando vado a pranzo con i miei colleghi, a Milano, si parla sempre e solo di calcio), vivo il Salone come una parentesi natalizia, un carnevale, il rovesciamento delle abitudini quotidiane. E non è tanto per i libri che vengono esposti – sono così numerosi che alla fine le cose belle vengono soffocate, confuse nella massa – ma per le persone che si trovano: editori, lettori, traduttori, altra gente che scrive. All’incrocio tra due corridoi ci si ferma a parlare dell’ultima traduzione de “Il grande Gatsby” con il più attento traduttore di Fitzgerald, che ti spiega le sue scelte con l’entusiasmo di un ragazzino. Seduti sulle panche, sotto qualche gazebo, bevendo una birra, un autore ti racconta di cosa parla il romanzo che vorrebbe scrivere. E l’editore al quale sei affezionato da anni ti si avvicina raggiante: ho appena parlato con una casa editrice straniera che potrebbe pubblicare il tuo libro in Inghilterra!

Tutto questo sta alla realtà come i sogni stanno ai giorni brutti. So che non è vero – che non è quella la vita. Ma per un po’ ci voglio credere, perché mi fa bene.

Progetti per questo Salone del Libro 2014? Eventi?
Venerdì 9 maggio, alle 19.30, aiuto Alessandro De Vito (patron della Miraggi)  a presentare Stefano Sgambati che presenterà il suo romanzo “Gli eroi imperfetti” del quale ho parlato qui (per gli appassionati del genere, sto preparando le statistiche delle parole!): saremo a “L’ibrida bottega” (nome splendido, a leggerlo bene!) – qui la scheda.


zardi_copertinaSabato 10 maggio, alle 21, presento il mio nuovo lavoro, “Il signor Bovary”, un racconto lungo, o un romanzo breve, che esce per i tipi della Intermezzi, un’avventura che inizierà proprio quel giorno, al Salone. La scheda dell’evento è questa.

bowlingPoi vorrei vedere e abbracciare un po’ di persone: Nicola Manuppelli, che da poco ha pubblicato il suo primo romanzo “Bowling” per Barney Editore, libro che avevo letto, con grande soddisfazione, nel dicembre del 2012, in anteprima, quando ancora non si sapeva chi l’avrebbe pubblicato. Ne parleremo presto qui su Grafemi. Non solo: a maggio esce anche “La fessura”, la prima biografia italiana di Alice Munro, ultimo premio Nobel per la letteratura. E poi Matteo Ferrario, autore di “Buia” uscito per Ferndandel, e Michele Crescenzo, che mi piace definire come un animatore culturale, e i tre di Vicolo Cannery – Corrado Melluso, Tommaso Giagni e Tommaso De Lorenzis – e Federica De Paolis, e Mauro Maraschi, Matteo Righetto, Giorgio Vongolazzi e Nadia, Makalù e Giacomino, e Silvia ed Elena, per la prima volta al Salone! Sto dimenticando qualcuno? Francesco Coscioni e Angelo Biasella della Neo Edizioni, Chiara Fattori e Manuele Vannucci della Intermezzi, Alessandro De Vito della Miraggi. E Graziano Dell’Anna, che sta curando un’antologia di racconti per la Neo che uscirà a ottobre! E magari trovo anche Luigi Nacci, che ha scritto da poco “Alzati e cammina – sulla strada della viandanza” per la Ediciclo: se non trovo lui, spero di trovare il suo libro. E magari incrocio anche Massimiliano Santarossa e Alberto De Poli, ai quali vorrei offrire una bella birra da bere insieme. Ah, come ho potuto rischiare di dimenticare Roberta Lepri (della quale potrò finalmente prendere l’ultimo romanzo, “Io ero l’Africa”), Gianluca Meis e Bea Ary di Svolgimento? E poi Marianna Bonelli, Denise Bresci (della quale sto leggendo “Nessun dubbio”), le amiche della Hacca Edizioni e gli amici di CaratteriMobili. E Alan Poloni, del quale ho letto l’entusiasmante “Dio se la caverà“, e forse Otello Marcacci… Mi fermo qui. Ci sono un sacco di altre persone, ma non serve dirle tutte. Sarà bello – lo voglio vivere bene, questo Salone, my personal Christmas.

ps mentre scrivevo questo post, in treno, due tizi davanti a me, in giacca e cravatta, hanno appena passato tutto il viaggio a parlare di Cormac McCarthy e de “La strada!” – che bello!

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