L’inserto del lunedì – Mamma, di Claudio Bagnasco

Riprende, dopo un periodo di riposo, l’inserto del lunedì: nelle prossime settimane la proposta sarà variegata e, spero, sempre interessante.
Questa settimana, un racconto brevissimo e dirompente di Claudio Bagnasco, ligure di nascita e sardo di adozione, che ha pubblicato suoi racconti su Argonline (in questo momento il sito è in manutenzione) e sul sito Kontendi (qui si può leggere “Quell’uomo sono io”). Buona lettura!

Mamma
di Claudio Bagnasco

– Mamma.
Suo marito Gianluigi compie un fulmineo mezzo giro su se stesso e nel voltarsi di spalle al loro figlio Ernesto, a lei, a tutto, si risolleva i pantaloni della tuta. Laura dalla sorpresa deglutisce, ingoiando lo sperma che non aveva alcuna intenzione di ingoiare, anzi stava proprio andando a sputarlo nel lavandino, erano anni che rifiutava di farsi eiaculare in bocca da Gianluigi ma la cena di pesce, il Vermentino di Gallura, Freddie Hubbard in sottofondo, le frasi prima allusive poi sempre più spinte, la grappa al rosmarino, però come hanno fatto a non sentire Ernesto aprire la porta della cameretta, i suoi passi fino alla cucina, eppure hanno cercato di fare piano, come hanno potuto dimenticare di chiudere la porta della cucina, Laura accarezza Ernesto sulla nuca, amore mio, non dormi? Vieni, la mamma ti riporta a nanna, si sente la lingua appiccicosa e le viene il pensiero che quelle due realtà non possono essere vere assieme, lei che si è appena fatta riempire la bocca di sperma e suo figlio di sei anni che all’una di notte spunta in cucina e dice mamma, allora mentre gli dà la mano e lo accompagna in cameretta senza minimamente considerare quello stronzo di Gianluigi (è lui che è entrato per ultimo in cucina senza chiudere la porta, è lui che tirandole i capelli le ha intimato stavolta ti sborro in bocca e basta, è lui che coi suoi comportamenti l’ha portata ad accettare per l’indomani l’invito a cena del loro amico Alberto), mentre avanza per il corridoio modulando i passi su quelli lenti e strascicati di Ernesto, Laura si domanda dove sia andata a finire la sua vita, se nella maternità, nei rimpianti o nei sempre più rari e feroci siparietti di pornografia domestica.

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