L’inserto del lunedì – due racconti di Ivana Mariotti

Ho conosciuto Ivana Mariotti circa un anno fa, e in questi mesi ho avuto l’occasione di leggere alcuni suoi racconti. Ci sono autori che scrivono fiumi di parole; altri, come Ivana, che scelgono il bulino. Con le sue storie rileva eventi microscopici, quasi impercettibili, che trascrive su carta come farebbe un collezionista di farfalle, attenta a non rovinare la polverina colorata delle ali.
Racconti minimi, spesso incentrati su episodi della sua infanzia trascorsa nella campagna friulana: qui ne riporto due – non sono i suoi preferiti, ma credo che rappresentino bene il suo stile e la sua visione poetica. Buona lettura!

L’immagine di copertina è presa qui: http://www.icaos.it/2013/03/galleria/

La mano del Rosso

Ivana Mariotti

E’ il pomeriggio di una domenica di fine luglio. Sulla strada del paese passano due o tre macchine con i finestrini aperti. Ragazze con foulard colorati, annodati dietro la nuca, si stringono ai fidanzati sulle motorette, che corrono verso il Tagliamento o verso Lignano.
Anna, dopo il vespro che finisce alle cinque, con altre quattro bambine va nel cortile della canonica, che è proprio in mezzo al paese.
Ai lati della porta della canonica ci sono enormi vasi di arance e limoni, che incantano Anna e la fanno sentire in un altro mondo. C’è anche una siepe alta e profumata, che divide la casa del prete dal cortile del bar del paese. Nel retro del bar, sotto una specie di portico, c’è il juxe box. Di domenica pomeriggio i ragazzi del paese, e anche quelli di fuori , vengono lì a ballare. Anche quel pomeriggio di fine luglio si sente la musica nel cortile della canonica. Una voce  nasale canta “ Tu si ‘na malatia” e Anna si avvicina alla siepe. Con le piccole mani, arrossate anche d’estate, scosta le foglie del caprifoglio e guarda le coppie che ballano.  Le sembra di conoscere qualcuno di loro. Per esempio il Rosso, che ha diciotto anni e fa il garzone da un fioraio di Codroipo. Sta ballando con Valeria, che ha forse un anno meno di  lui e abita a Torino e ha il padre che è caporeparto alla Fiat. Anna riesce a vedere i capelli scuri di Valeria che arrivano fino a metà schiena e il suo vestito leggero, con fiori azzurri e senza maniche. Ballano altre cinque coppie in quel pomeriggio caldo di fine luglio con la musica di Peppino di Capri ma lei guarda con occhi fissi solo una coppia. Il Rosso e Valeria sono abbracciati, quasi fermi. Le mani di Valeria sono intrecciate intorno al collo di lui. La mano aperta del Rosso è appoggiata con forza sulla natica di lei.

friuli

Dietro la tenda

Ivana Mariotti

Alle undici di una domenica di fine giugno, giorno della festa del patrono, la chiesa del paese è piena di gente. Sono venuti anche da fuori per salutare e  festeggiare  monsignor De Lorenzi, nativo del paese. E’ un uomo  con incarichi importanti alla Fao, arrivato da Roma per il giorno di San Pietro. Quel giorno don Paolo è più agitato del solito. Gli altri due preti, che ha chiamato una settimana prima dai paesi vicini, sono arrivati in ritardo. Maria, la perpetua, ha invitato per il pranzo le due sorelle e i quattro nipoti. Don Paolo ha la palpebra dell’occhio destro che sbatte  più del solito.
Anna è una ragazzetta magra e ansiosa di sedici anni . Era poco più che una bambina quando si è ritrovata, qualche anno prima, con la tessera dell’azione cattolica. Non sa come, lei non l’aveva chiesta. In paese andava così:  si andava a messa e a vespro e a rosario e l’otto dicembre ti davano una medaglietta dell’azione cattolica.
Quel giorno ha un vestito a righe bianche e rosa e un piccolo fiocco rosa sulla cintura. La zia, quella di Roma, le manda ogni tanto un pacco con dei vestiti. Scarpe no, per le scarpe si deve arrangiare.
Anna si è messa verso la metà della chiesa: quel giorno non ha voglia di mettersi nelle prime file. La chiesa è proprio affollata. Anna non ha mai visto così tanta gente. Molti sono in piedi anche  lungo il corridoio centrale.
Finita la messa, don Paolo chiama vicino all’altare Francesco, uno studente di vent’anni, anche lui dell’azione cattolica. Poi chiama Anna.
La chiama una, due, tre volte. Il monsignore con importanti incarichi alla Fao, don Paolo, i due preti dei paesi vicini e Francesco guardano verso la folla.
Anna cammina all’indietro, in mezzo alla gente, facendo finta di niente. La palpebra destra di don Paolo sbatte di nuovo. Anna vede il suo sguardo rabbioso. Poi si nasconde dietro la grande tenda di velluto rosso, che copre la porta d’ ingresso.

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Ivana Mariotti
Ivana Mariotti

Ivana Mariotti nasce nel dopoguerra in provincia di Udine, ama la letteratura femminile americana, i viaggi in treno, le aspidistre e le cause perse. Vive con un marito artista nella campagna friulana.

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