Grafemi

Segni, parole, significato.

La selezione darwiniana delle idee – un’intervista

Sabato 2 gennaio mi sono svegliato alle sette, ho fatto una doccia, mi sono preparato un tè, ho mangiato una banana (la dico tutta: tagliata a fette, in micro-onde per 35 secondi a 900 W, e con un biscotto sbriciolato sopra), mi sono lavato i denti e mi sono messo davanti al PC alle 8, per fare una chiacchierata su Skype con Sara Meddi, per la rivista Pagina Successiva. Lo ammetto, per me è molto più semplice parlare scrivendo che parlare parlando: mi pare che la tastiera mi permetta un maggiore controllo di quello che voglio dire, e questo è, probabilmente, il motivo per il quale Sara ha insistito per usare Skype – nessuna mediazione, ma solo la voce vera.

E oggi è uscita l’intervista, e mi sono un po’ sorpreso a rileggere le cose che ho detto: ho riconosciuto la mia voce, che sembra un po’ più americana di quello che pensavo, e di questo sono contento. Nell’introduzione Sara dice “Zardi è uno scrittore di vero talento ma non un intellettuale da salotto, preferisce che siano le sue storie a parlare per lui“. Non avevo mai riflettuto su questo aspetto. Non sono un intellettuale. E’ vero! Credo di avere delle idee, ma non sono mai sistematiche. Leggo a caso, intuisco quello che mi interessa. Certe volte mi sento naif, e la cosa buffa è che non mi dispiace affatto.

L’intervista inizia così:

Partiamo dal principio. In che ambiente sei cresciuto? C’erano dei libri e come hai iniziato a leggere?

Mia madre è una maestra, mio padre è un ricercatore di fisica nucleare, quindi era un ambiente stimolante. A casa mia c’erano veramente tanti libri, e io andavo a curiosare, a prendere quello che mi sembrava interessante da queste librerie…

Il resto dell’intervista si può leggere seguendo questo link o cliccando sull’immagine qui sotto.

intervista

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

2 commenti su “La selezione darwiniana delle idee – un’intervista

  1. Zio Scriba
    27/01/2015

    Avevo già letto e apprezzato l’intervista, ma qui e adesso ho amato, e voglio sottolineare, le bellissime intuizioni della tua breve introduzione: avere idee ma non sistematiche, leggere “a caso”, intuire quello che ci interessa, sentirsi naif, sono cose che a mi parere non significano “non essere intellettuale”, bensì l’unico modo di essere, oggi, intellettuale in modo nuovo, autentico, intelligente e onesto!

    Mi piace

  2. amanda
    27/01/2015

    mi piace questa idea dello scrittore non intellettuale un ossimoro. Zardi sei un ossimoro vivente ti rendi conto?

    Mi piace

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