Grafemi

Segni, parole, significato.

Il mondo di Nicola Pezzoli (4/4) – e una sorpresa!

Siamo arrivati all’ultima puntata di questo speciale dedicato allo scrittore Nicola Pezzoli e al suo mondo: nei post precedenti abbiamo scoperto la sua visione della letteratura, cosa c’è dietro i suoi libri, il suo rapporto con l’editoria. Cosa emerge? Un amore viscerale e genuino per la scrittura, una repulsione verso tutti i cliché, uno straordinario coraggio nel portare avanti la propria arte, a qualsiasi costo.

Per chiudere in bellezza ho fatto due cose: ho chiesto a Nicola di fornirmi una “legenda” delle foto che gli avevo chiesto di produrre con gli oggetti dei suoi libri, perché mi piaceva esplorare un mondo così privato; e poi ho contattato alcuni amici che ho in comune con lui, chiedendo loro di inviarmi, se ne avevano voglia, due righe per spiegare cosa apprezzano di Nicola – senza dire nulla all’autore, che quindi sta leggendo ora, per la prima volta, questa sorta di tributo. Ne è venuto fuori un quadro molto coerente: l’impronta che lascia questo autore sui lettori è ben definita. Prima di passare alla le(g)genda di Corradino, e poi alle voci dei lettori di Pezzoli, aggiungo due righe anch’io: la prima volta che ho letto “Quattro soli a motore”, quando aveva ancora un altro titolo, ero rimasto estasiato dalla ricchezza della sua scrittura, che si univa a una rappresentazione del mondo capace di accogliere la bellezza. A distanza di quattro anni da quella prima lettura continuo a pensare che Nicola sia una delle più belle voci della letteratura italiana, sottovalutata come quella di alcuni altri bravissimi autori, ma per niente ignorata, e molto apprezzata, come dimostra questo post!

 La le(g)genda di Corradino
di Nicola Pezzoli

 Quando Paolo, a corredo della sua splendida intervista, ebbe l’idea di chiedermi delle immagini che, unite a quelle più ovvie e scontate delle copertine e del mio ritratto attuale, potessero illustrare i miei due ultimi romanzi, seppi subito che non gli avrei inviato fotografie dei luoghi che avevano ispirato Cuviago e Marina Ligure (né foto d’epoca né tantomeno foto attuali) perché volevo evitare di fare violenza alla fantasia dei futuri lettori dei due libri: resto convinto che la lettura sia un atto creativo, e che quindi con le illustrazioni (così come con le descrizioni prolisse, precisine e con pretese esaustive) si debba andarci sempre molto piano.

Il mondo di Quattro soli a motore

Il mondo di Quattro soli a motore

Ho così poi deciso di mettere insieme queste piccole composizioni di oggettistica delle due storie, anche se in qualche caso si tratta di materiale indiretto o simbolico e rinvenuto a posteriori (penso al libro di Saki, acquistato solo nella tarda adolescenza, dopo che il meraviglioso racconto Sredni Vashtar mi era stato rivelato invece da una preziosa Antologia della letteratura fantastica curata da Borges, Ocampo e Bioy Casares, penso ai pezzi degli scacchi e alle due carte da gioco, alla stampa dello spartito del Salve Regina di Francesco Suriano che ho ricavato da internet, al dvd del film Io e Annie di Woody Allen, ovviamente anacronistico in tale veste digitale, e alla foto di una dolce gattina Ciopy troppo recente per essere quella dei romanzi – o meglio, è lei, ma con effetto macchina del tempo). Fanno eccezione alcune cose davvero d’epoca, come gli albi di Tex, il biglietto da mille lire col bel ritratto di Giuseppe Verdi, le due cassette dei Beatles 1967-1970 (dentro ci sono davvero le etichette verdoline coi titoli sbagliati, e le correzioni a penna di me bambino) e la famosa cartolina di Natale del Signor Vecchio, perché non tutto nei Romanzi è vero, ma non tutto nei Romanzi è inventato.

Gli oggetti di

Gli oggetti di “Chiudi gli occhi e guarda”

Peccato aver dovuto riunciare alle biglie: quelle di vetro di Quattro soli a motore (ne avevo, da fotografare, ma non erano così belle come quelle dei tempi di mio padre bambino trovate nel solaio della nonna, finite chissà dove…) e quelle di plastica con le foto dei ciclisti di Chiudi gli occhi e guarda (pensavo di averne conservate in cantina, ma non le trovo più da nessuna parte…)

Come tocco finale ho allegato la scansione di una mia foto del ’79, scattata al Mare: anche fornire un’immagine precisa del possibile Corradino era cosa che preferivo evitare, ma visto che ormai per molti il Corradino vero è quello della stupenda copertina disegnata da Toni Alfano, tanto valeva aggiungerne un altro… starà poi al lettore sceglierne uno fra questi due, oppure quello biondo del cortometraggio Sredni Vashtar che postai mesi fa sul mio blog, oppure un altro ancora…

Nicola/Corradino

Nicola/Corradino

Unica intuizione di cui non ho dubitato per un solo milionesimo di secondo è stata quella di aggiungere alle composizioni una tastiera per la videoscrittura, mia tavoletta dello scriba, mio sismografo dell’anima, mio pianoforte, mia vita.

A proposito: grazie a tutti voi che leggendomi la prolungate, un altro po’.

 E grazie a Paolo, se non altro per la curiosa e misteriosa coincidenza di esistere nello stesso universo, nello stesso spazio-temporale battito di cuore.

I lettori di Nicola

Silvia Pareschi, traduttrice (tra gli altri, Franzen…)

Di solito c’è un momento ben preciso in cui decido se un libro mi piace oppure no. Per un po’ lo assaggio, lo annuso, lo guardo con speranza o diffidenza, finché non trovo qualcosa, una frase, una descrizione, un pensiero, che mi fa decidere. Con “Chiudi gli occhi e guarda” è successo al capitolo 7, “guardo i cartoni animati e mi spavento di me”. Fin dall’inizio avevo apprezzato la lingua del romanzo, che poi è la lingua delle mie parti e della mia infanzia, visto che io e Nicola siamo quasi coetanei e vicini di casa, porcodiaz. Ma quando Corradino descrive le torture che Silvestro infligge finalmente a Titti, Tom a Jerry, Autogatto a Mototopo e soprattutto Wile Coyote a Bip Bip, be’, allora ho capito che avrei amato quel libro fino alla fine.

L’Alligatore

Mi piace Nicola Pezzoli perché è uno scrittore puro. Uno nato per rubare rose, anzi, per scrivere poesie, racconti e romanzi di rara bellezza. Apprezzo il suo coraggio nel portare avanti il lavoro di scrittore in modo ostinato, contro tutti e tutto. Nel nostro paese, dove la scrittura non è considerata un lavoro, se non per pochi eletti, lui dimostra che ci si può (s)battere per sconfiggere tale stupida idea. In questo ricorda “scrittori maledetti” come Bukowski, autori che scrivevano per un bisogno naturale, senza pensare al successo, ai soldi, alla fama …

Seguo da ormai molti anni Nicola, sopratutto e grazie al suo blog, nato nello stesso periodo mio. Nicola usa il blog in modo originale, postando scritti vecchi, rielaborazioni, anticipazioni. Una vera e propria bottega artigianale, come dovrebbe essere, dove si confronta, da semplice blogger, con gli altri. Poi, nei nuovi romanzi editi, si ritrovano cose apparse sul blog (magari in forma diversa), ed è bella questa “contaminazione” di mezzi. Solo di mezzi, perché uno scrittore si vede subito, e per uno scrittore non è fondamentale il canale di pubblicazione, ma il semplice gesto dello scrivere: una lettera, una mail, una cartolina, un romanzo o una poesia … la lista della spesa. Di Nicola Pezzoli, sarebbe interessante leggere pure quello …

Renato Groppo, lettore

Ha una scrittura originale e divertente che non fa mai annoiare un lettore poco paziente e poco preparato come me.

Riesce sempre a sorprendermi, ogni volta che giro pagina non immagino cosa troverò la’ dietro.
Mi fa trovare spesso delle osservazioni o dei affermazioni che mi costringono ad alzare gli occhi dal libro e a ripensarmele dentro, per godermele meglio.
E’ riuscito a farmi venire voglia di abbracciare Corradino, e anche zio Dilvo.
Mi da’ l’impressione di essere una persona che ascolta gli altri e che non ha granitiche certezze, qualità queste rare e preziosissime.
Mi è simpatico.

Un’ultima cosa, venuta in mente all’ultimo momento: Per la prima volta in vita mia non mi ha infastidito leggere una bestemmia in un testo, perché ci stava bene.

Elena Rossi

Ogni volta che leggo NIcola Pezzoli mi  sento compresa e coccolata. I suoi romanzi sono sinceri, diretti e soprattutto veri.
Dalle sue storie – intendo le  avventure di Corradino –  in me sono affiorati tanti ricordi , tante belle e brutte cose in comune con  molti bambini di generazioni fa e attuali. Sono le storie fresche e giovani di chi si affaccia al mondo  con la freschezza di quell’età.
Nicola Pezzoli  le ha fatte rifiorire con  la sensibilità esatta dei bambini: loro vedono le cose dal basso, si ricordano gli aneddoti stupidi, le cose che li fanno ridere a crepapelle, sanno riconoscere bene come funzionano i loro sensi e approcciano alle emozioni con curiosità, paura e senza inibizioni!
Mentre leggevo Corradino, ho avuto l’opportunità di diventare sua amica e l’empatia con lui si è creata subito. Tra le sue righe, l’immedesimazione è garantita:  le emozioni volano a quegli anni in cui noi avevamo l’età di Corradino, e ci affidiamo a lui, al suo chiacchiericcio interiore,  al suo modo  di esprimersi – le parole inventate, giovani, moderne, confuse -,  e ai suoi sensi  che amplificano la vita –  evoluti e ricettivi  – con cui osserva/sente/vede/gusta/tocca.
Nicola è riuscito a  farmi capire che non siamo stati bambini sbagliati. La vita mette di fronte belle e brutte cose, ma un bambino le sa vedere sempre con la luce del cuore. E questa è la qualità che preferisco “in” (sì, proprio in lui!) Nicola.

Amanda

Ho conosciuto Nicola Pezzoli, o meglio il suo alter ego Zio Scriba, come succede spesso in rete, tramite un grado di separazione, il nostro blog comune era/è Giacyntha con la quale entrambi abbiamo affinità elettive. Poiché un giorno Giacyn.ta consiglia caldamente di leggerne il romanzo in uscita “Quattro soli a motori” ed essendo già da un pezzo colpita dalla sagacia di alcuni post di Nicola, decido di fidarmi del consiglio, e così scopro Corradino ed il suo mondo;  quel mondo che non puoi non conoscere sei stato bambino nella provincia italiana degli anni 70, fatto di paesaggi in mutamento perenne, cortili pieni di grida di bambini, pomeriggi assolati a giocare a nascondino, insicurezze. Non si possono non amare Corradino e le sue fragilità, l’intelligenza e la sensibilità come un fendente che però a volte gli si ritorce contro. In questo nuovo “Chiudi gli occhi e guarda” si aggiunge inoltre lo scoglio della scoperta della propria identità/unicità in quella landa aspra dell’adolescenza.

Al Nicola Pezzoli autore adulto vorrei lanciare un appello: abbi più fiducia nelle tue capacità, hai trovato una casa editrice che crede in te, lascia che i tuoi libri parlino delle tue capacità e tuoi lettori le diffondan!

Per concludere, il punto di vista degli editori che lo hanno pubblicato!

Francesco Coscioni, Neo Edizioni

Quando ho letto il manoscritto di Quattro soli a motore, dopo che Angelo me lo aveva passato con un categorico “leggilo” seguito da un altrettanto categorico “è la prossima pubblicazione” detto a 32 denti, con un sorriso gioioso ed entusiasta, ho provato un senso di incanto, un’emozione che aveva poco a che fare con la lettura. Finito di leggerlo cercavo di dare un’ immagine alla sensazione che provavo, era come quando dopo una meravigliosa passeggiata in montagna arrivi ad una sorgente che sgorga dalla terra e resti incantato da quello zampillare su cui la luce si rifrange in mille riflessi: una purezza ed una semplicità fatta di suoni, di profumi, di giochi di luce, di qualcosa che vive di quella particolare luce e in un attimo ti riempie completamente. Chiudi gli occhi e guarda, il romanzo successivo, mi ha dato la stessa sensazione, una conferma, la sicurezza di sapere che qualunque cosa avrei letto di Nicola Pezzoli mi avrebbe riempito sempre, facendomi ridere e commovendomi, sia come lettore che come essere umano.
Resti incantato da Nicola perché ti porta nei suoi mondi con una scrittura e con uno sguardo che puoi prendere per intero o scandagliare, gustarti ogni piccola trovata, ogni variazione di spettro, oppure lasciarti portare dove sai che troverai una parte di te, quella più pura. Ha una tale consapevolezza di quello che fa che quando chiudi il libro – o gli occhi, per guardare meglio – non capisci mai se tu sei la luce e lui la sorgente, o viceversa, oppure semplicemente te ne freghi e ti godi l’incanto.

Angelo Biasella, Neo Edizioni

La prima volta che ho letto Nicola Pezzoli ho gridato al miracolo. Non ero preparato alla sua prosa.  Mi ha divertito, mi ha fatto riflettere, mi ha commosso, mi ha terrorizzato, mi ha spiazzato e mi ha fatto mettere in dubbio ognuna delle certezze che pensavo di aver sedimentato nel corso delle mie letture. Al secondo romanzo pubblicato penso ancora che sia una delle voci più originali della scena letteraria italiana.

La sua capacità di andare oltre i generi letterari dimostra come la sua scrittura affondi le radici in una terra straniera e da quella tragga linfa in vista di generare frutti, forse, poco usuali ma prelibatissimi.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

4 commenti su “Il mondo di Nicola Pezzoli (4/4) – e una sorpresa!

  1. Marina
    25/05/2015

    Una perla quest’ultima !

    Mi piace

  2. Cristiana Marzocchi
    25/05/2015

    Nicola è sempre una sorpresa, anche se lo leggo da anni.
    Cristiana

    Mi piace

  3. giacinta
    26/05/2015

    di blog in blog, ho incontrato Nick un settembre di qualche anno fa, Amanda più o meno nello stesso periodo. E’ nato in modo naturale un legame che ci ha portato a frequentarci attraverso la rete e poi, grazie a Paolo, a incontrarci fisicamente a Padova in occasione della presentazione di “Quattro soli a motore”. Amanda, Paolo, Nick hanno in comune la generosità oltre all’amore per il racconto, la scrittura. In questo io non sono come loro ma sono sono una lettrice e dunque non potevo trovare amici più adatti a me… Dopo aver letto il lavoto d’esordio di Nick, ho continuato a seguirlo e ad apprezzarne la sincerità, l’inventiva, la capacità di tradurre in chiave narrativa condizioni d’essere in cui non è difficile ricoscere qualcosa che ci appartiene nel profondo.

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  4. Zio Scriba
    26/05/2015

    Grazie ancora a Paolo, e a chi ha avuto la curiosità di seguirci per tutte e quattro le puntate.
    Ma soprattutto GRAZIE per la commovente sorpresa finale: a chi l’ha ideata, e a chi ha contribuito a realizzarla.
    Vi voglio bene.
    Buone letture e buona vita a tutti!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 25/05/2015 da in Romanzo con tag , , , , .

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