Grafemi

Segni, parole, significato.

L’amore ai tempi dell’apocalisse

Scrivere non è difficile. Curare un’antologia, è di gran lunga più difficile. Parafrasando la chiusura di una delle più belle poesie di Majakovskij (per chi lo ama, consiglio “Il defunto odiava i pettegolezzi” di Serena Vitale, Adelphi edizioni, che ha annoiato l’amico Maraschi ma ha appassionato me), sento di dire un’innegabile verità.

Tra qualche giorno, una settimana per la precisione, uscirà la raccolta di racconti “L’amore ai tempi dell’apocalisse”, che ho curato per Galaad Edizioni. L’idea di partenza è nata da alcune mail scambiate con Simona Castiglione e Caterina Falconi, che avevano curato una precedente raccolta sempre per la Galaad che si intitolava “La morte nuda” e nel quale c’era anche un mio racconto; si parlava di un’antologia di racconti erotici, e poi di un’antologia di racconti fantascientifici, fino a quando ci siamo detti che sarebbe stato interessante mettere insieme le due cose.

L’amore ai tempi dell’apocalisse” parla di persone mosse dal desiderio in un mondo che è finito, passato, distrutto, bollito, o, nella migliore delle ipotesi, sull’orlo del baratro. In alcuni casi, sono passati centinaia di anni, e il mondo si è evoluto, si è riempito di tecnologia, come accade nella migliore tradizione fantascientifica; in altri, invece, siamo proprio a un passo da qui, in appartamenti, in piccoli paesi di montagna. Talvolta l’amore conosce la tenerezza e il rimpianto; talvolta, è carne che cerca di infilarsi in altra carne.

La scelta degli autori è avvenuta per prossimità letteraria, esperienze comuni, letture: ho cercato di immaginare il contributo di ogni singolo autore da me conosciuto; ho fatto una prima lista, ho inviato le proposte, ho ricevuto alcuni no (e certi mi hanno un po’ amareggiato), e molti sì. Arrivato alla fine, mi sono accorto di aver dimenticato completamente alcuni scrittori che sarebbero comparsi con molto onore nella raccolta, e me ne dispiaccio ancora oggi; ma una volta raggiunto il numero che immaginavo inizialmente, ho dovuto sospendere le ricerche.

Poi gli autori hanno iniziato a scrivere. Alcuni sono stati puntuali, altri mi hanno fatto aspettare parecchio; poi io ho iniziato a leggere quanto avevo ricevuto e ho proposto il mio punto di vista. Ho scoperto che l’editing è un’attività che richiede un sacco di impegno; e soprattutto ho scoperto che ricevere, leggere, editare, rinviare, rileggere una ventina di racconti è un’attività impossibile da gestire nel tempo libero, che è quello che di solito dedico alla scrittura. A questo impegno, si sono sovrapposte un sacco di altre cose: il mio soggiorno a Roma, iniziato ormai più di un anno fa, e poi la promozione di “XXI secolo”, un tour de force massacrante che ancora non è finito. La cura di questa antologia è andata così a rilento che siamo arrivati a ottobre del 2015 – quasi due anni di lavoro!

Mettere insieme una raccolta di racconti significa mettersi in gioco prima di tutto come lettore: la domanda che mi sono fatto fin dall’inizio è stata “cosa vorrei leggere”? Poi ho cercato di capire come comporre un piatto che fosse il più eterogeneo possibile; poi, ancora, mi sono detto che sarebbe stato indispensabile osare, nelle scelte – e in questo senso la Galaad mi ha dato davvero carta bianca. Ne è uscita una raccolta di 21 racconti (e 22 autori: c’è un racconto a quattro mani) con una forza del tutto inaspettata, che nasce dal contrasto tra racconti incredibilmente diversi tra loro. Nei prossimi giorni, spero di trovare il tempo di dare qualche informazione in più; per il momento, propongo la copertina (non è meravigliosa?) la prefazione e le biografie di questi splendidi, generosi, pazzi compagni di viaggio.

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L’amore ai tempi dell’apocalisse

Spesso gli scrittori condividono il tragico destino di Cassandra: intravedono il futuro ma quando lo raccontano non vengono creduti. Philip Dick, George Orwell, Aldous Huxley, considerati, in senso più o meno stretto, scrittori di fantascienza o di fantapolitica, ora potrebbero essere considerati cronisti del nostro tempo. Se volessimo quindi conoscere cosa ci riserva questo secolo iniziato da poco, dovremmo cercare tra le parole degli autori di oggi che, più o meno consapevolmente – la scrittura è un dono fuori controllo – colgono segni e premonizioni che ci ostiniamo a non voler vedere.

Paul Beuchamp, uno dei più importanti esegeti della Bibbia degli ultimi anni, riteneva che “la letteratura apocalittica nasce per aiutare a sopportare l’insopportabile”. Una certa fantascienza ottimista del ventesimo secolo, con le sue utopie e le sue speranze di voli interplanetari, sta lasciando il posto alla narrazione, più o meno articolata, della fine del mondo, e questo fenomeno diventa una misura precisa del malessere nel quale viviamo:

Immaginare la fine del mondo non è un’esclusiva dei nostri tempi. Periodicamente, ci si è messi in attesa di un nuovo diluvio universale, di un meteorite dallo spazio siderale, della mano di Dio sceso in terra a saldare i conti, ma si guardava sempre nella direzione sbagliata: imperi, idee, istituzioni, scuole di pensiero, generi letterari, forme musicali hanno continuato a sparire senza che nessuno fosse in grado di prevederlo e, talvolta, senza che nessuno avesse modo di accorgersi della loro fine, se non secoli dopo. Il mondo, insomma, è finito già un sacco di volte, con schianti fragorosi o nel silenzio più assoluto, tra il panico o l’indifferenza della gente. Ma dopo? Cosa rimane quanto tutto è finito?

In questa raccolta di racconti, venti autori hanno concentrato il loro talento di Cassandra sul più umano dei sentimenti: l’amore. Stendhal diceva che l’amore è come una galassia della quale abbiamo descritto qualche centinaia di stelle, e nemmeno le più luminose; questi racconti parlano di amori carnali, amori sensuali, amori filiali e paterni portati alle loro più estreme conseguenze, di amori disperati, solitari, e amori pieni di speranza, in mondi vuoti e desolati, tra sordidi quartieri a luci rosse o in silenziosi appartamenti, lungo sotterranei scavati a mani nude, in pianeti lontani, nella portineria di un palazzo, un attimo prima o un attimo dopo la fine del mondo. Storie di mutazioni genetiche, di sessi che si fondono, di contaminazioni tra telefoni e esseri umani, di folle autoerotismo, e di uomini e donne comuni posti di fronte a una fine del mondo che avviene per consunzione, per sfinimento. E in queste storie così diverse tra loro, in questo paesaggio dove amore e morte si fondono indissolubilmente, l’apocalisse sembra tornare al suo originale significato: rivelazione.

Gli autori

Francesca Bonafini (Verona, 1974) vive a Bologna. Ha pubblicato i romanzi Mangiacuore (2008) e Casa di carne (2014). Numerosi suoi racconti sono apparsi su riviste, quotidiani e antologie. È presente nel Dizionario affettivo della lingua italiana (2008) con il lemma «zaino» ed è una delle quattro autrici del romanzo collettivo Il cavedio (2011). Con Caterina Falconi ha scritto Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti (2015). Ha scritto di musica italiana e in particolare di Ivano Fossati nel volume Sex machine. L’immaginario erotico nella musica del nostro tempo (2011). Altre informazioni su: https://francescabonafini.wordpress.com/ Si prepara all’apocalisse rileggendo periodicamente La morte di Ivan Il’ic di Tolstoj, ma anche dandosi alla crapula e alla copula.

Denise Bresci (Genova, 1968) ha esordito con il racconto noir “Quando ci incontreremo di nuovo noi tre?” (2011). Ha poi pubblicato i racconti “L’ultimo giorno” (contenuto nell’antologia 365 racconti sulla fine del mondo, 2012), “Il peso del mondo è amore”, con Ugo Polli (pubblicato per la

prima volta nell’antologia Sognavamo macchine volanti, 2012; poi riproposto nel 2013 sulla rivista «Robot» n. 72 e nel 2015 sul n. 18 della rivista «Next Stream» dal titolo Oltre il Confine dei Generi), “Athena” (365 storie d’amore, 2013), “La porta degli annegati” (Sinistre Presenze, 2013), “Requiem”,

con Ugo Polli (NeroNovecento, 2013), “La consistenza degli oggetti” (Storie Lampanti, 2013), il romanzo breve Nessun Dubbio (2014). Da alcuni anni scrive anche sul blog multiautore Della stessa sostanza di cui sono fatti i totani. Si prepara all’apocalisse imparando a suonare la tromba, sperando

che il maestro Gabriele la accetti nella banda.

Simona Castiglione (Catania, 1969), vive a Padova. Insegna Lettere e Scrittura creativa, mentre studia sceneggiatura con Carlo Lucarelli e Massimo Fois. Nel 2010 ha esordito con la raccolta di racconti La mente e le rose; da allora ha pubblicato diversi racconti per antologie. Per la rivista

«Nuova Prosa» ha curato l’antologia Racconti erotici al femminile con ospite maschile. Ha pubblicato articoli e racconti per riviste, giornali e blog letterari («La Stampa», «Il Gazzettino», «Sicilia & Donna», «Primo Amore», «Doppio Zero», «Vicolo Cannery», «Scuola Twain», «Grafemi»). Ha pubblicato il romanzo cooperativo Lavoricidi Italiani e ha curato, assieme a Caterina Falconi, l’antologia La morte nuda. Nel maggio del 2014 ha pubblicato il romanzo Sottobosco. Il romanzo, tradotto in romeno, è recentemente uscito per i paesi romenofoni col titolo Arrivederci, Guguţa. Sau

Mame şi şamane. Si prepara in vista dell’apocalisse realizzando una capsula spaziale accuratamente progettata dal figlio Xanthos, ingegnere di otto anni. Tale capsula sarà in grado di portare in salvo, oltre alla famiglia della scrittrice, anche i suoi più cari amici e l’intera squadra di minibasket

dell’ingegnere.

Pier Giuseppe Cavalli (Milano, 1964) si laurea in Lettere con una tesi sulla letteratura fantastica nel 1988. Il suo primo racconto edito appare nel 1993 sulla rivista «L’Eternauta». Di recente ha pubblicato Perdido! Motoviaggio in Andalusia e due racconti inclusi nelle antologie La morte nuda e La pesca miracolosa. Essendo ambidestro, anzi ambisinistro, oltre a scrivere dipinge: tra le mostre si ricorda La pozione magica, (Padova, Sala della Gran Guardia, 2009).

Francesco Coscioni (Nocera Inferiore, 1973) ha esordito con un racconto sull’antologia Giovani cosmetici (2008). Nel 2008 ha creato la Neo Edizioni che dirige insieme al suo socio editore. Nel tempo libero si costruisce una casa di legno dentro a un bosco della Maiella dove elabora strategie per affrontare al meglio l’apocalisse: al momento la migliore è quella di raccogliere legna da ardere e cibo in vista del lungo inverno. Questa è la sua seconda e, probabilmente, ultima pubblicazione.

Federica De Paolis (Roma, 1971) vive a Roma. Ha due figli. I suoi racconti sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «Repubblica» e diverse antologie. Ha pubblicato i romanzi Lasciami andare (2006), Via di qui (2008), Ti Ascolto (2011), tradotto in cinque lingue, Premio Pavoncella, e Rewind (2014). Federica De Paolis proprio non ci crede all’apocalisse. Eventualmente vorrebbe essere avvertita con un paio di giorni di anticipo. Le piacerebbe restare nella sua casa, fare l’amore con il suo compagno, giocare a nascondino con i figli, mangiare salame e bere vino rosso: dormire tutti nel

lettone. Metterebbe il suo romanzo sulla morte della madre in una chiavetta USB indistruttibile, certa che la nuova umanità non sarà popolata da editori che dicono: «Bello, struggente, la cosa migliore che hai scritto, ma decisamente troppo duro». È intimamente convinta che i prossimi non

avranno così paura del dolore.

Caterina Falconi (Atri, 1963) è laureata in Filosofia. Ha pubblicato i romanzi Sulla breccia (2009) e Sotto falsa identità (2014). Ha scritto, con Simone Gambacorta, Una questione di malafede. Scambio a due voci sulla scrittura creativa (2010) e con Francesca Bonafini Non avremmo mai dovuto. Le frasi che

gli uomini sposati dicono alle amanti (2015). È presente nelle seguenti antologie: Fiocco rosa (2009), Nessuna più (2013), Père-Lachaise. Racconti dalle tombe di Parigi (2014). È cocuratrice delle seguenti antologie: L’occasione (2012), La morte nuda (2013), Sogni senza frontiere (2013). Numerosi suoi racconti sono pubblicati sulla rivista «Fernandel». Ha collaborato alla stesura delle sceneggiature della seconda serie del cartone animato Carotina Super Bip. Si prepara all’apocalisse certa di passare a miglior vita.

Dario Falconi (Roma, 1981) attualmente insegna Letteratura Italiana e Storia a La Plata, Argentina. Dal 2010 al 2012 è stato Lettore di lingua italiana presso la Beijing Language and Culture University di Pechino, collaborando con l’italianista Zhao Xiuying alla redazione del dizionario Zanichelli Cinese-Italiano/Italiano-Cinese edito nel 2013. Drammaturgo, scrittore e sceneggiatore. Tra le sue pubblicazioni ci sono lavori di carattere altamente sperimentale come Utopsia (2008) e Patagonìa (2010) e un cospicuo numero di racconti comparsi in varie riviste e raccolte (Alì Babà e i quaranta

ladroni, E morirono tutti felici e contenti, 2009; Caduta. Libera, La Vita Sobria, 2014). Si prepara alla fine del mondo cantando stornelli romani e bevendo un onesto vino dei Castelli.

Valentina Ferri da molti anni come autrice, musicista e attrice lavora tra le parole e la musica. Nata a Milano, vive a Pavia. Intrecciando l’attività di scrittura con quella di interprete teatrale scrive su diverse testate femminili, periodici musicali e pagine di cultura. Ha pubblicato nel 2004 il saggio La ineluttabile modalità dell’udibile. Allusioni e strategie musicali nell’Ulisse di James Joyce (Milano, 2004), i romanzi Il mare immobile nel 2011 per Galaad Edizioni e Quando il leone si ciberà di paglia nel 2014 per gli stessi tipi. Nel 2014 ha scritto il romanzo Avevo otto anni e c’era la guerra. Storia a

quattro mani con cucina, insieme a Donatella P. Cei. È in uscita il suo testo teatrale Urge la musica in ogni sillaba, ispirato a Gabriele D’Annunzio. Nel frattempo si prepara all’Apocalisse allestendo per la sua tribù familiare un ridente rifugio privo di specchi che consenta di sopravvivere in allegria.

Amando la musica, ha fornito il suddetto spazio di un variopinto armamentario di chitarre, xilofoni, tamburi, flauti e nacchere per creare un’apocalittica orchestrina e ingannare i tempi vuoti. È tuttavia probabile che i crotali di legno diano sui nervi, a lungo andare.

Emanuele Kraushaar (Roma, 1977) scrive dall’età di sette anni. Tra le sue pubblicazioni, le raccolte di racconti Tic (2005) e Maria De Filippi (2011). Alcune sue poesie sono state tradotte in spagnolo e svedese. Ha diretto per anni la rivista di informazione culturale «Metromorfosi» e organizzato

i festival “Jazz al Centro” ed “Estemporanea”. Pubblica ogni settimana sul blog Ho male al dito. È cofondatore di Tic Edizioni. Si prepara all’apocalisse scrivendo ogni giorno nell’invisibile le parole hanno un senso sempre oppure non ce l’hanno mai.

Roberta Lepri (Città di Castello, 1965) ha esordito con il libro Sulla terra a caso (2003). Ha poi pubblicato L’Ordine inverso di Ilaria (2005), L’Amore riflesso (2006), La ballata della Mama Nera (2010), la raccolta di racconti Il volto oscuro della perfezione (2011) e Io ero l’Africa (2013). Cura insieme a Gianluca Meis e Anna Wood il blog #svolgimento, e sul blog sdiario di Barbara Garlaschelli ha una rubrica dal titolo “Amori di merda”. Si prepara all’apocalisse sognando la carbonara e pensando al prosecco.

Nicola Manuppelli (Vizzolo Predabissi, 1977) ha esordito con il racconto “Olimpionica” nell’antologia Giovani Cosmetici (2008). Ha poi pubblicato altri racconti in diverse antologie (fra cui E morirono tutti felici e contanti, 2008) e riviste («Chicago Quarterly Review»). Nel 2014 sono usciti il suo primo romanzo Bowling e la biografia di Alice Munro La fessura. È editor e traduttore di letteratura americana per Mattioli e direttore della collana “I Fuorilegge” per Barney. Collabora anche con Fazi, Clichy, Nutrimenti, Leconte. Ha tradotto più di una cinquantina di romanzi americani e sta curando l’intera opera di Andre Dubus e Francis Scott Fitzgerald. Collabora con le riviste «Satisfiction» e «Panorama Icon». È biografo ufficiale dello scrittore americano Chuck Kinder. Si prepara all’apocalisse traducendo libri americani.

Matteo Moscarda (Padova, 1984) è addetto al credito commerciale in una banca. Ha pubblicato diversi racconti. Su cartaceo: “Propriocezione” (2013). Sul web: Lettera al presidente” (Collettivomensa), L’entropia esistenziale” (Scrittori Precari), Lo spaccaossa” (Generazionerivista), Regalo di compleanno” (Grafemi), “Belli cervelli” (Helter Skelter), Ne uccide più l’infanzia (su Wanted), La lunga notte delle cause perse (su L’Inquieto). In ebook: Nuoc Cham, all’interno di 99 rimostranze a Dio (2013). Si prepara all’apocalisse dedicandosi al brevetto di un ombrello in tungsteno.

Nicola Pezzoli (Cittiglio, 1967) è nato e vive (da monaco della scrittura in quello che definisce “il suo eremo”) nell’angolo nordoccidentale della Lombardia, fra il Lago Maggiore e la Svizzera. Ha pubblicato i romanzi Tutta colpa di Tondelli (2008), Quattro soli a motore (2012) e Chiudi gli occhi

e guarda (2015). Cura anche un seguitissimo blog, intitolato Il linkazzo del skritore, dove usa lo pseudonimo Zio Scriba. Dell’apocalisse se ne sbatte: ognuno avrà la sua personale. E la gran maggioranza dei morti viventi (i conformisti, i normali, i servi, gli obbedienti, i nonpensanti, quelli

che non leggono libri) l’ha già avuta da un pezzo. Senza nemmeno rendersene conto.

Marco Piazza (Como, 1973) ha pubblicato racconti come autore e traduttore su riviste letterarie e blog. Gestisce il blog Country Zeb. Si prepara all’apocalisse continuando a camminare, passo dopo passo, non necessariamente nella stessa direzione.

Ugo Polli (Genova, 1965) ha esordito con il racconto noir “El Lobo” (2011). Ha poi pubblicato “Il Nome di Dio” (contenuto nell’antologia 365 racconti sulla fine del mondo, 2012), “Il peso del mondo è amore”, con Denise Bresci (pubblicato per la prima volta nell’antologia Sognavamo macchine volanti,

2012; poi riproposto nel 2013 sulla rivista «Robot» n. 72 e nel 2015 sul n. 18 della rivista «Next Stream» dal titolo Oltre il Confine dei Generi), “Pantomima” (in 365 storie d’amore, 2013), “Requiem”, con Denise Bresci (in NeroNovecento, 2013), “Mr Vertigo” (Concorso Incibricks 2013, secondo classificato ex aequo). Attore teatrale, negli ultimi anni si è dedicato a reading e performance. Da alcuni anni scrive anche sul blog multi-autore Della stessa sostanza di cui sono fatti i totani. Si prepara all’apocalisse, pur essendo certo che sia un’invenzione della stampa e che la ripresa sia dietro l’angolo.

Michele Ruol (Chicago, 1986) vive a Padova, dove è medico in formazione in Chirurgia Pediatrica. Ha pubblicato racconti in diverse raccolte, tra cui Il Veneto del futuro (2005), e Giovani Cosmetici (2008). Nel 2013 è stato finalista al concorso Subway-Letteratura. Scrive anche per il teatro, e attualmente sta collaborando come drammaturgo con la compagnia teatrale Amor Vacui. Si godrà la fine del mondo da una terrazza panoramica, con una buona birra. Sempre che non arrivi in ritardo.

Marina Sangiorgi (Imola, 1972), laureata in Lettere a Bologna, vive a Imola e scrive racconti. Ha pubblicato Frammenti di un’autobiografia imperfetta (2000) e Rubare tempo all’allegria (2008, ristampa 2013). Suoi racconti sono presenti su riviste («La luna di traverso», «Graphie», «Fernandel», «Nuovi Argomenti» on line), e in varie antologie, tra cui Esercizi di riscaldamento (2014) e Giovani Cosmetici (2008). Per la rivista «clanDestino» cura la rubrica “Salotto letterario”. Fa parte dell’associazione culturale di scrittori Viaemiliaventicinque. Ha scritto testi teatrali messi in scena dal T.I.L.T. (Trasgressivo Imola Laboratorio Teatro). Dovrebbe prepararsi all’apocalisse: sarebbe meglio, sarebbe saggio, invece sta su Facebook e legge a letto; ma il suo corpo si porta avanti, è avanti coi lavori, sta correndo in avanti, e si apparecchia a sostener la guerra sì del cammino e sì della pietate, mentre la mente sua, intanto, erra.

Ilaria Vajngerl (Thiene, 1985) pubblica racconti, spesso e volentieri, soprattutto con la rivista letteraria «Inutile». Ha scritto lo spettacolo teatrale Il ciclo, andato in scena nel 2014 a Padova e a Milano.Ha un blog azzurro, Il pesce volante.

Carlo Vanin (Spinea), dopo essere apparso nelle antologie del concorso Tiro Rapido, ha esordito con la novella “Mirko e il mostro” (2012). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie A manetta in contromano (2012) e Canti d’abisso (2014). Il suo racconto “La bionda, il paron e la guardia” è apparso sul quotidiano «Il Manifesto» per la rassegna Resistenze Noir. Il suo ultimo romanzo è La notte della Mediarchia (2014). Collabora con le associazioni culturali Sugarpulp e Scuola Twain. Si sta preparando all’apocalisse costruendo un altro universo in cui emigrare.

Silvia Zagolin (Venezia, 1974) pensa continuamente a scrivere e ogni tanto lo fa. Il suo racconto “San Pelagio” è stato pubblicato nell’antologia Autogrill (2011). Crede che quaranta anni siano troppo pochi per assistere a un’apocalisse ma, se non si può proprio contrattare sull’eventualità, si

prepara: riordinando mille libri nuovi e usati, e cantastoriellando agli amici davanti al secondo giro di spritz.

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

4 commenti su “L’amore ai tempi dell’apocalisse

  1. L' Alligatore
    15/10/2015

    Me lo sono già segnato … ma che fatica starti dietro 🙂

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  2. Marina
    18/10/2015

    molto interessante…un lavoro faraonico! complimenti

    Mi piace

  3. Pingback: L’amore ai tempi dell’apocalisse | Francesca Bonafini

  4. Viviana Calabria
    30/11/2015

    Interessante antologia. Sentimento universale e fine del mondo: curiosissima di leggere cosa ne è venuto fuori 🙂

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 14/10/2015 da in Racconti, Scrittura con tag , .

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