Natale

NATALE

Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L’aria era morta. Non un movimento, non un suono. L’orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su e giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. lo avevo fame. Mangiai l’aureola. Sapeva di pane stantio. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii.

(Friedrich Dürrenmatt, 1942)

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5 thoughts on “Natale

  1. Chissà qual è il vero significato di questa storiella, quello che gli attribuiva realmente lo scrittore quando la scrisse, a poco più di vent’anni o giù di lì… Ho letto in giro opinioni discordanti sull’interpretazione; qualcuno ci vede un tentativo di screditare il valore del Natale e il concetto di Bene che reca con sé (il Gesù Bambino senza occhi, il gusto di pane stantio e raffermo), mentre altri ci scorgono un incitamento ad andare avanti, ad avere fede, a sperare ancora, nonostante il gelo e la desolazione che fanno da contorno… perché il protagonista non solo si ciba di ciò che rappresenta il simbolo dell’eucarestia, ma prosegue poi anche il suo cammino. Personalmente non so cosa pensare; ho letto e apprezzato tutti i racconti di Durenmatt, e più volte sono stata colpita dal suo stile paradossale e grottesco, ma di questa storia non riesco a cogliere il messaggio di fondo… Bisognerebbe conoscere più a fondo l’autore e le idee che aveva in fatto di fede. In ogni caso Auguri, e complimenti per il blog (che ho scoperto da poco).

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    1. La mia idea personale su questo racconto è molto più semplice e ingenua: l’ha scritto quando aveva 21, e aveva bisogno di provocare per far sentire la sua voce. Ha quindi preso di mira l’intoccabile Gesù bambino e se l’è mangiato. Non ritrovo, nella sua opera successiva, alcun riferimento alla religione (o almeno io non l’ho colto).
      Grazie per gli auguri, che ricambio di cuore, e grazie per essere passata di qui!
      A presto,
      Paolo

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