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Segni, parole, significato.

L’incanto dentro – Valentina Berengo

Qualche giorno fa è uscito, per i tipi della Cleup, “L’incanto dentro”, raccolta di racconti che segna l’esordio di Valentina Berengo, ingegnere di Padova, fondatrice, con Gioia Lovison, del Personal Book Shopper, conduttrice di Radiobue.it (radio dell’Università di Padova) e instancabile promotrice culturale.

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Con questo libro ho un rapporto in qualche modo affettivo: ne ho visto un’ecografia quando era ancora nella pancia di sua madre, mentre le sue gambette, le manine, la testa e il cuore si stavano ancora formando. Poco prima della sua nascita, mi è stato chiesto di scrivere due righe sul libro, che ora compaiono nella postfazione. Anche se il mio ruolo è irrilevante, nella creazione de “L’incanto dentro”, mi sento un po’ un padrino che ha tenuto tra le braccia un piccolo mentre qualcuno lo benediva; o forse, più propriamente, l’immancabile tizio addetto alle foto.

Un brano tratto da “L’incanto dentrro”

di Valentina Berengo

Il cuore non batte più. Il dottore te lo dice con distacco, ma tu lo sai che è dispiaciuto. Tuo marito invece è sollevato, anche se ti guarda e con le labbra mute mima: «Mi dispiace». Tu non lo sai se ti dispiace, non più; hai passato tutto il fine settimana chiedendoti cosa avresti fatto se fosse stato vivo, perché venerdì era vivo, e oggi che è lunedì è morto.
Morta.
Ha le grandi labbra, il clitoride, l’utero, ha ciglia, ha cuore e polmoni ma le manca un pezzo del cervello. Venerdì il dottore ti aveva detto che era una femmina e tu, che volevi un maschio, all’improvviso avevi sentito il costato scoppiare di gioia; però il dottore l’avevi visto strano.
− C’è qualcosa di cui preoccuparsi?
− No, stia tranquilla. Solo non ho visto svuotarsi la vescica di questa signorina. Torni domani, Rubina, per essere certi la guardiamo di nuovo.
Eri tornata l’indomani mattina presto, nella clinica che sembra un resort a cinque stelle, lui ti aveva messo come sempre quel gel freddo sulla pancia calda, tesa, non ancora grande come quella di una vera donna incinta, ma già segnata da una linea scura proprio nel mezzo. Poi ci aveva appoggiato la sonda e tu-tum, tu-tum, tu-tum aveva cominciato a cercare.

Postfazione

Ogni epoca elabora i propri tabù. Nell’Occidente contemporaneo, ad esempio, la morte assomiglia al sesso dell’ottocento: esiste, ma si trova solo in luoghi specializzati – gli ospedali come i bordelli di un tempo. Allo stesso modo, ogni epoca è caratterizzata da una sorta di mitologia domestica, spicciola, dove alcuni aspetti della realtà sono sostituiti da una loro poetica mistificazione. Nel ventunesimo secolo resiste, come avanzo di quello precedente, il mito di una maternità asettica, asessuata, incruenta, al limite della metafisica.
In questa opera di esordio, Valentina Berengo sfata i tabù e i miti del nostro tempo: con un gesto coraggioso, viene alzato il velo che li copre, mostrando i meccanismi delicatissimi che mettono in moto, o interrompono, il processo che porta alla generazione di una nuova vita. Il grembo materno è il fulcro attorno al quale ruotano le storie dei racconti: la maternità, la sua negazione, le implicazioni sentimentali tra le donne e gli uomini che combattono tra loro, o che si amano, nel ristretto spazio del ventre femminile.
Alla rappresentazione raffaellita della maternità dell’Occidente contemporaneo, l’autrice oppone una vividezza, un’umanità e una carnalità quasi caravaggesche. I personaggi soffrono, gioiscono, vibrano, palpitano con ogni parte del proprio corpo. Ma non c’è alcuna intenzione dissacratoria, alcun crudele compiacimento, alcuna gratuita provocazione in questa raccolta: si avverte, invece, una tensione instancabile verso la verità a qualsiasi costo, che dovrebbe essere l’obiettivo di ogni scrittore. Un esordio importante, quindi, che spiazza, e colpisce il cuore con una forza inaspettata.

incanto dentro


valentina berengo

Valentina Berengo, trentaquattro anni, veneziana, ingegnere e dottore di ricerca in Ingegneria geotecnica. Ideatrice e curatrice della rassegna letteraria L’anima cólta dell’ingegnere, è autrice e conduttrice con Gioia Lovison della rubrica radiofonica di consigli di lettura PBS Personal Book Shopper – dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

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Questa voce è stata pubblicata il 24/02/2016 da in Editoria, Recensioni, Romanzo con tag , , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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