Libri tanto amati: Paolo Zardi e Philip Roth

Un libro che ho tanto amato – sul blog di Giacomo Verri parlo de “La pastorale americana” di Philip Roth.

Giacomo Verri Libri

roth

Durante la mia adolescenza per niente inquieta (purtroppo, con il senno di poi), l’unica forma di ribellione che avevo deciso di portare avanti era quella di rifiutare ciò che mio padre (un uomo barbuto e nervoso che allora aveva più o meno l’età che ho io adesso) mi consigliava. Ricordo di aver rifiutato Il male oscuro di Berto, La montagna incantata di Thomas Mann e forse L’uomo senza qualità di Musil – con il tempo, ho rimediato solo all’ultima mancanza, lasciandomi le altre due per quando sarò più vecchio. Avevo invece accettato di buon grado un libro che mi aveva regalato in occasione di non so quale ricorrenza: era Lamento di Portnoy di Philip Roth, un libro esilarante e irriverente sul sesso, la masturbazione, il rapporto con i genitori e le donne. Nella versione che avevo c’era anche una foto di lui, sulla quarta – un tizio con la barba…

View original post 670 altre parole

Annunci

6 thoughts on “Libri tanto amati: Paolo Zardi e Philip Roth

  1. Anch’io mi riservo La montagna incantata per un “dopo” indeterminato; mentre ho molto amato Il Male oscuro e ammirato – senza amarlo- L’uomo senza qualità, la cui olimpica irrisione della scrittura non vale come rimedio omeopatico alla sua impotenza (mi sono chiesto perché la scrittura se l’atto di compierla è, in fondo, così degno di umorismo).
    Il lamento di Portnoy mi ha preso, quando lo lessi, ma successive e sporadiche letture di Roth (L’animale morente) mi hanno lasciato un non so che di freddo e raggelante.
    E Henry Roth, Chiamalo sonno? Lì sì, a distanza di anni sento ancora l’odore della narrazione, dei sogni, della prospettiva irripetibile di un uomo che tace, scrivendo, per decenni e fa apparire la letteratura una pulsione un po’ meno inutile…

    Mi piace

    1. “L’animale morente” è un’opera decisamente minore, e anomala, di Roth. Se posso dare un consiglio, oltre a “Pastorale americana”, ti direi di iniziare con la prima trilogia di Zuckermann (“Lo scrittore fantasma”, “Zuckermann scatenato”, e “Lezione di anatomia”), A presto!

      Mi piace

          1. Non ha convinto neanche me “Una roccia per tuffarsi nell’Hudson”, ma è tutt’altro, la continuazione di quel che NON doveva essere continuato

            Mi piace

  2. Allora non sono l’unica che non ha ancora letto La montagna incantata e si riserva di farlo in più tarda età. A dire il vero non sono ancora riuscita a definire bene il quando ahahah.
    Per Pastorale americana invece, fui pronta subito. Tanti anni fa. E quel grido fa ancora rumore…

    Mi piace

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...